“Basta con le norme scellerate che distruggono la nostra viticoltura”

Enzo Maggio (C.I.A.): "Tante aziende hanno chiuso l'attività e si avvertono tanti segnali di allarme anche da altri imprenditori. Bisogna ritornare a parlare di agricoltura e di vitivinicoltura"

Petrosino – Siamo a dicembre ed è tempo di chiusura dei bilanci delle Cantine Sociali, ma anche degli anticipi per l’uva ammassata nel periodo di agosto e settembre, per coloro che conferiscono in cantina, ovvero la maggior parte dei produttori agricoli. Ciò avviene nella maggioranza dei casi attraverso prestiti concessi dalle banche alle cantine, nel passato come nel presente questo sistema costituisce un vero handicap che non consente di soddisfare i produttori rispetto alle somme spettanti.

Il più delle volte, le banche non riescono a deliberare l’importo richiesto dalle cantine, quindi si ci ritrova in una situazione paradossale: da una parte il rapporto di fiducia fra il consiglio di amministrazione e il socio, ma nello stesso tempo entrambi dipendono dalle banche. Se queste ultime, per vari motivi non possono erogare le somme, si rimane ad aspettare l’evoluzione con l’esasperazione dei soci, indignati di fronte a tante difficoltà per le loro aziende, non possono neanche iniziare le operazioni colturali per mancanza di liquidità, oltre alle esigenze economiche delle famiglie.

Tutto ciò va rivisto con forza, convinti che questo non può avvenire solo nei buoni salotti della regione, ma analizzato con tutto il mondo vitivinicolo. L’agricoltore deve essere tutelato per primo, così come avviene per i dipendenti delle cantine,i quali percepiscono il compenso a loro spettante con regolarità. E’ necessario rivedere con il nuovo governo regionale tutte le problematiche agricole ed in particolare quelle vitivinicole, se ancora crediamo che questa provincia possa vivere di vitivinicoltura. Questa è una provincia dove ci sono più Dirigenti che operatori agricoli, abbiamo bisogno di tutele che siano utili ad uno sviluppo concreto, osservando la realtà, mettendo nell’agenda politica tutte le priorità del comparto, facendo squadra per salvaguardare l’agricoltura, settore trainante di tutta l’economia locale.

Basta con queste norme scellerate che distruggono la nostra viticoltura! L’agricoltura non ha nessun colore politico, auspico che il nuovo Assessore regionale, possa recarsi a visitare il nostro territorio, che capti da vicino il segnale preoccupante dei lavoratori della terra. Tante aziende hanno chiuso l’attività e si avvertono tanti segnali di allarme anche da altri imprenditori, ecco perché bisogna ritornare a parlare di agricoltura ed in particolare di vitivinicoltura.

Questa modestissima organizzazione, ha lanciato tanti appelli negli anni passati, rimanendo inascoltata, abbiamo avuto sempre dalla nostra parte i rappresentanti delle cantine, ma la politica è rimasta assente. Oggi non devono solo assumersi le responsabilità, ma devono prendere delle decisioni anche insieme ai sindaci che non possono chiedere l’Imu sui terreni agricoli agli agricoltori in ginocchio.

La CIA di Petrosino oggi l’unica organizzazione agricola che riesce a dare voce, intende nei prossimi mesi fare una grande assemblea alla presenza di tutto il mondo agricolo, invito i giovani agricoltori ad avvicinarsi alla nostra organizzazione per la creazione di una piattaforma comune.

Enzo Maggio
Responsabile C.I.A.

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Enzo Maggio (C.I.A.): "Tante aziende hanno chiuso l'attività e si avvertono tanti segnali di allarme anche da altri imprenditori. Bisogna ritornare a parlare di agricoltura e di vitivinicoltura"
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