290° anniversario della santa morte del Venerabile Fra Santo di S. Domenico Agostiniano Scalzo

In tutta la Provincia religiosa Palermitana i Superiori stabilirono che ogni convento doveva esporre il suo ritratto. Se ne trova ancora uno a Marsala ed uno nel convento di...

16 gennaio 1728-2018

La Diocesi di Trapani, i Padri Agostiniani Scalzi e tanti devoti martedì 16 gennaio 2018 alle ore 17,30 a Trapani nella Chiesa dell’Itria (S. Rita) commemorano il 290° anniversario della santa morte del Venerabile Fra Santo di S. Domenico, avvenuta a Trapani Venerdì 16 gennaio 1728. La commemorazione è preceduta dal triduo: 13-14 gennaio ore 17,30 Rosario e Celebrazione dei Vespri; 15: ore 17,30 Rosario – Celebrazione dei Vespri e Celebrazione Eucaristica; 16 gennaio: Festa del Venerabile – ore 17,30 Rosario, Vespri e ore 18,15 Celebrazione Eucaristica.

Il Venerabile Fra Santo da S. Domenico nacque a Trapani il 5 agosto 1655 e fu battezzato nella chiesa parrocchiale di S. Nicolò. Gli fu posto il nome di Vito Di Santo. E’ veramente corrispose il cognome alla sua santità della vita, che doveva condurre. Anche nel secolo visse da Santo, per la gran carità verso i poveri e per la sua rettitudine nell’ operare.

Prese l’abito religioso a Marsala nel convento dell’Itria il 21 maggio 1684. Nel noviziato, ebbe a soffrire delle gravi tentazioni. Divenuto professo, tornò a Trapani, dove si applicò alla preghiera e meditazione, nella quale tra giorno e notte trascorreva sino a 14 ore. Cominciò a condurre una vita molto austera. Si disciplinava spesso a sangue, con tale violenza, che ai lombi se ne osservavano i segni. Vestiva un aspro cilicio, spesso digiunava a pane ed acqua. Non gustò mai carne e dormiva poco.

Usava un silenzio rigoroso e quando doveva dire qualcosa si esprimeva con i gesti che con le parole. Era umilissimo e fuggiva ogni segno di apprezzamento nei suoi confronti per la fama di santità. Andava per le strade con una modestia inimitabile.

Dall’ubbidienza fu mandato alla questua e soleva dire: Io vorrei morire con questa bertola sulle spalle ed ubbidiva in tutto ad ogni cenno dei Superiori. Con l’ elemosina raccolta dai Benefattori fabbricò la nuova chiesa, che dedicò a Gesù, Maria e Giuseppe. Inoltre con essa costruì il nuovo convento e provvedeva al sostentamento di 30 Religiosi.

Venne insignito da Dio di vari doni. Ebbe concesso il dono dei miracoli: cambiò l’acqua in vino e il vino in frumento, moltiplicò il pane a beneficio dei poveri, la cera, il denaro per il culto della chiesa, ammansì giovenghi indomiti, fece pescare una gran quantità di tonni nelle tonnare. Inoltre ebbe il dono della scrutazione dei cuori convertendo a Dio molti peccatori, quello della profezia, per cui prevedeva e rivelava le cose future.

Era devotissimo del SS. Sacramento davanti a cui passava notti intere in preghiera, per cui Fra Santo è dipinto col SS. Sacramento. Era anche devoto della S. Famiglia, Maria SS.ma di Trapani, i sette Angeli, che stanno davanti al trono di Dio e con essi volle adornare la chiesa, S. P. Agostino, S. Nicola da Tolentino e di tutti i Santi Agostiniani.

Ebbe a soffrire continue lotte con il demonio, che chiamava: Malatasca. P. Pietro Antonio Capitano di S. Elisabetta, celebre oratore milanese agostiniano scalzo, venne di proposito a trovarlo ed esaminato il suo spirito, disse: Esser Fra Santo, non solo un Santo comune, ma di quelli di prima sfera, come furono li patriarchi di Religione (P. Benigno da S. Caterina, p. 166).

Fra Santo era stimato dai Vescovi, Governatori della città e Notabili. Pieno di meriti e carico di anni morì nel convento di Trapani venerdì 16 Gennaio 1728 alle ore 21 all’età di 72 anni, mesi 7, giorni 24 e di religione 43 anni. Venne sepolto nella cripta della chiesa dell’Itria dentro un urna di pietra chiusa con tre chiavi.

Il Signore manifestò la santità di Fra Santo con molti miracoli avvenuti dopo la sua morte e gli furono fatti anche diversi ritratti. Vi erano suoi ritratti nel palazzo senatoriale, nella Congregazione del SS.mo Sacramento dei PP. Agostiniani e nel chiostro di S. Agostino. Anche in diverse case trapanesi vi erano anche nel convento di Trapani ve ne erano tre: uno nella sagrestia venuto da Roma; il secondo nell’antisagrestia e il terzo era nel corridoio del convento del primo piano ed aveva scritto questi quattro versi: Nomine nunc Sanctus, quondam cognomine Sanctus / Moribus et Sanctum, Roma vocare precor / Prodigia inquiris? Questua, quam coeperat Olim / mortuus hanc precibus, perficit ipse domum.

In tutta la Provincia religiosa Palermitana i Superiori stabilirono che ogni convento doveva esporre il suo ritratto. Se ne trova ancora uno a Marsala ed uno nel convento di S. Maria di Gesù a Mussomeli (CL). Si conversa anche un ritratto nel convento dei Ss. Giuseppe, Tecla e Rita di Ferrara.

Il 13 maggio 1989 il Papa Giovanni Paolo II ha emanato il Decreto sulle eroicità delle virtù di Fra Santo. Ora si attende che il Signore, per sua intercessione, compia un miracolo per proclamarlo beato.

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