“Siamo Giovani Democratici, ma non siamo bambini da prendere in giro”

"La legge elettorale ci obbliga alla creazione di grandi liste per avere maggiori chance di vittoria. Ma a quali condizioni? Dovremmo, forse tapparci gli occhi, le orecchie..."

Paceco – Il giorno 21 gennaio 2018, gli iscritti al circolo del Partito Democratico di Paceco dovrebbero confrontarsi per esprimere il proprio voto sul futuro candidato sindaco del nostro partito.

Dovrebbero, è la coniugazione verbale corretta, perché ad oggi pare non sia stata presentata nessuna candidatura di aspiranti a tale ruolo. Anzi, tutt’altro, ci sono stati soltanto ripensamenti, dietrofront e tanta melina.

Noi tempo addietro abbiamo fatto una scelta: rivendichiamo con orgoglio che il nostro candidato sia deciso attraverso la consultazione degli iscritti che potranno sceglierei progetti e i programmi migliori per dare una nuova spinta al nostro territorio. Per aver portato avanti questa, naturale, idea democratica siamo stati accusati di prepotenza.

Bene, noi continuiamo a difendere a spada tratta questo momento di incontro, basato sulla discussione e la condivisione di progetti da realizzare insieme. Anzi rilanciamo dicendo che siamo pronti a realizzare, e perché no, a trovare nuove idee da concordare con la coalizione che si dovrà designare, gioco forza, in futuro.

Siamo Giovani Democratici, ma non siamo bambini da prendere in giro. Sappiamo perfettamente che la nuova legge elettorale ci obbliga alla creazione di grandi liste per avere maggiori chance di vittoria. Ma a quali condizioni? Dovremmo, forse tapparci gli occhi, le orecchie, il naso e la gola davanti ai soliti squallidi giochetti?

No, noi non ci stiamo. Vorremmo essere portatori di un cambiamento reale e radicale nel nostro Comune, ma ciò non vuol dire che sacrificheremo la nostra dignità politica sull’altare delle coalizioni. È necessario rimettere al centro della vita politica la discussione, la partecipazione e siamo disposti a spendere le nostre energie per il Paese. Ma sia ben chiara una cosa, non siamo carne da macello, volti nuovi da gettare nel tritacarne di una competizione elettorale, giocata con regole già scritte.

Abbiamo tante idee e vogliamo dar voce a tutte quelle associazioni, a quei professionisti e a quei cittadini che si sono profondamente stancati di certi bizantinismi da Prima Repubblica.

Crediamo sia arrivato per il Partito Democratico di Paceco il momento di fare chiarezza, di non essere indifferente, di prendere una posizione netta e tracciare una linea.

Iniziamo noi Giovani Democratici per primi, dicendo che siamo a quattro giorni da un voto decisivo, non solo per il nostro circolo ma per tutta la comunità pacecota, e nei nostri incontri da tempo abbiamo individuato una figura che incarni i valori positivi di un nuovo modo di fare politica, che noi tutti condividiamo.

Una persona onesta, competente che ha svolto il suo ruolo di assessore e vice sindaco con capacità, impegno ed abnegazione. Il nome del nostro futuro candidato sindaco è uno solo, cioè: Stefano Ruggirello.

Sì questa scelta è partigiana, ma noi siamo partigiani, e per dirla alla Gramsci: “Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita.”

Firmato i Giovani Democratici di Paceco:
Alessia Messina, Fabrizio Barile, Federica Ortisi,
Giuseppe Ranno, Andrea Pianelli, Davide Ruggirello,
Luigi Ferrante, Enrico Acquaviva,
Francesco Vultaggio, Sergio D’Aleo

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