“L’offesa ‘maiale’. Nulla invece contro gli allevamenti intensivi di maiali…”

Gaspare Barraco: "Del maiale non si butta nulla. Satira sul 'maiale di Roma'. Creatura di Dio. Pensiamo agli allevamenti intensivi direi 'spregevoli' sul rispetto..."

riceviamo e pubblichiamo

Marsala – Dopo la satira (è sempre cattiva, irrispettosa e senza riguardi) sul famoso “Maiale di Roma”, cerchiamo di essere propositivi e rispettosi dei maiali. I “maialini” sono i giocattoli dei bambini. Per offendere diciamo: “Maiale!”. Il maiale con la sua prelibata carne e con il suo carattere docile merita la nostra cattiveria? E’ una creatura di Dio.

Un mio caro professore di scuola media si chiamava Maiale. In Sardegna tanti si chiamano Porcu’. Del maiale non si butta nulla, ci mangiamo il prosciutto, etc. Ma non lo rispettiamo. I cavalli, ecc. ecc. sono tanto più puliti? Direi che mangiarci la carne di maiale e poi offendere dicendo “maiale” è irrispettoso per i maiali.

Pensiamo, invece, agli allevamenti intensivi direi “spregevoli” su rispetto della vita normale dei maiali. Li facciamo vivere in recinti che sono delle vere e proprie gabbie senza spazi per muoversi. Vergogna a noi che assistiamo a questa cattiveria umana speculativa senza far nulla.

Ing. Gaspare Barraco
Attivista WWF e Greenpeace

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Gaspare Barraco: "Del maiale non si butta nulla. Satira sul 'maiale di Roma'. Creatura di Dio. Pensiamo agli allevamenti intensivi direi 'spregevoli' sul rispetto..."
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