Elezioni, il Movimento 5 stelle fa il pieno: in Sicilia più seggi che candidati

Tre senatori a Forza Italia, due al Partito Democratico e uno ciascuno alla Lega, a Liberi e Uguali e a Diventerà Bellissima. E' l'attribuzione dei seggi del Senato in Sicilia...

Otto senatori al Movimento 5 stelle, tre a Forza Italia, due al Partito Democratico e uno ciascuno alla Lega, a Liberi e Uguali e a Diventerà Bellissima. E’ l’attribuzione dei seggi del Senato in Sicilia con il proporzionale. Tra gli eletti il presidente del Senato e leader di Leu, Pietro Grasso, l’ex presidente di Palazzo Madama, Renato Schifani per Fi, assieme alle colleghe di partito Gabriella Giammanco e Urania Giulia Rosina Papatheu. Completano il quadro dei senatori del centrodestra l’avvocato Giulia Bongiorno per la Lega e l’ex sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli presente nelle liste di Fdi per Diventerà Bellissima. Due i senatori del Pd: il sottosegretario Davide Faraone e l’ex deputata regionale Valeria Sudano. I 5stelle ottengono il ‘pieno’ in Sicilia anche nel proporzionale, eleggendo otto senatori, e portando, assieme ai novi eletti nei collegi uninominale, la squadra di parlamentari a Palazzo Madama del M5s votati nell’Isola. Gli otto eletti nel proporzionale sono: Antonella Campagna, Maurizio Santangelo, Cinzia Leone, Fabrizio Trentacoste, Mario Giarrusso, Cristiano Anastasi, Barbara Floridia e Nunzia Catalfo. Quest’ultima è stata eletta anche nell’uninominale e il seggio dovrà essere riassegnato, ma non in Sicilia, dove tutti i candidati M5s sono stati eletti.

La valanga di voti per il Movimento 5 Stelle crea una problema da risolvere nell’attribuzione dei seggi. Il movimento oltre ai 28 eletti all’uninominale piazza 25 parlamentari, tra Camera e Palazzo Madama, nella quota proporzionale. Ma è tanto larga, la vittoria, da creare un problema nei subentri, visto che alcuni dei 5stelle eletti nella quota proporzionale hanno ottenuto il seggio anche all’uninominale. Così, nel M5S, emerge il rebus dello scorrimento: la lista – che per legge non poteva superare 4 nomi – è troppo breve rispetto ai seggi realmente ottenuti dai grillini. Ma secondo i giuristi a questo punto si andrebbe a cercare in altri collegi. I nodi da sciogliere sono ad esempio nel collegio proporzionale di Messina ed Enna dove Alessio Villarosa e Francesco D’Uva hanno vinto le rispettive sfide dell’uninominale, e dunque opteranno ovviamente per quel seggio. Alle loro spalle, però, c’è un solo nome, quello di Antonella Papiro: data per certa l’elezione di quest’ultima, il secondo parlamentare che a M5S spetta scatterebbe in un altro collegio. Situazione analoga a Catania (Giulia Grillo e Simona Suriano hanno vinto nella quota maggioritaria, e visto che i seggi ottenuti al proporzionale sono 3 alle loro spalle resta solo Luciano Cantone) e Siracusa-Ragusa (Marialucia Lorefice e Maria Marzana si trovano alle spalle il solo Filippo Scerra) per la Camera e in Sicilia orientale per il Senato (Nunzia Catalfo non può lasciare il seggio a una “riserva” perché M5S ha eletto tutti i candidati).

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