Giovanni Amoroso: “I papà che il 19 marzo non fanno nessuna festa”

"Bisognerebbe riformare il diritto di famiglia, creare un tribunale specifico il cui scopo sarebbe quello di conciliare per il bene dei bambini..."

Giovanni Amoroso denuncia una generale discriminazione in tribunale nei confronti dei papà. Leader della battaglia per la difesa dei diritti di ogni genitore, l’agrigentino, lotta nella speranza di recuperare un ruolo paritario con le madri nell’affidamento dei figli.


Agrigento – Oggi 4 milioni di padri separati trascorreranno un’altra festa del papà, in cui non ci sarà spazio per cioccolatini e bigliettini: per loro – ma solo per chi riuscirà a ottenerlo – il regalo più grande sarà quello di trascorrere la giornata insieme al proprio figlio. Sono i papà che ogni giorno, per anni, lottano in Aula e fuori dai tribunali contro le ex mogli e compagne – ma anche contro un sistema burocratico lento e contorto – per non essere tagliati fuori dalla vita dei propri figli.

Vogliamo far capire a chi siede ai piani più alti che attualmente la legge non è uguale per tutti e che in queste battaglie le prime vittime sono i bambini che non hanno voce. Eppure se ci mettessimo dalla loro parte sarebbe tutto più facile. Bisognerebbe riformare il diritto di famiglia, creare un tribunale specifico il cui scopo sarebbe quello di conciliare per il bene dei bambini. O semplicemente far rispettare le leggi.

La Festa del papà è ancora solo la festa dei pasticceri. Noi vogliamo difendere il diritto dei bambini di amare due genitori e quattro nonni, perché siamo tutti uguali e anche i papà meritano rispetto. Quello che chiediamo per noi e i nostri figli è solamente buonsenso ed equilibrio. I padri non sono Genitori di serie B ma sono anche loro genitori di serie A.

Giovanni Amoroso

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