Marsala, Milazzo: “Non è possibile andare avanti così. Occorre una forte scossa, un punto e a capo”

"É giunto il momento di tirare le somme. Occorre fare reset per vedere come ripartire. Dobbiamo prendere atto di una situazione che è addirittura peggiorata, si è logorato il rapporto con la città"

RELAZIONE COORDINAMENTO COMUNALE PARTITO DEMOCRATICO

Marsala – É giunto il momento di tirare le somme, sedici mesi sono un tempo che ci consente veramente di fare un’analisi oggettiva e serena. E ritengo corretto farlo questa sera, in maniera completamente separata ed autonoma rispetto all’analisi del voto del 4 marzo, le cui dinamiche niente hanno da spartire con la situazione politica del Partito Democratico di Marsala.

Voglio partire dall’inizio, da quell’8 febbraio del 2015, da quelle primarie che hanno dato il via ad una campagna elettorale pesante ed esaltante. I tradimenti degli alleati spariti, l’orgoglio dell’appartenenza, lo spirito di squadra, la tensione per gli attacchi quotidiani e però l’allegria di quel comitato. Ciascuno di noi ha lavorato pancia a terra per l’elezione del nostro sindaco. Abbiamo lavorato all’unisono e non ringrazieremo mai abbastanza coloro che si sono spesi con generosità, senza alcun obiettivo personale. I tanti amici del comitato e i candidati non eletti, più di tutti.

È stato un successo straordinario che pareva preludere a un cammino corale. So bene che amministrare è difficilissimo, lo sappiamo tutti e ci rendiamo conto delle infinite difficoltà. Ma diventa meno complicato se non lo si fa da soli. Invece i rapporti si sono subito irrigiditi…

Sono stata eletta segretaria il 6 novembre 2016, unica candidata, non per mia scelta. Lo ribadisco, perché pare sia stata una mia responsabilità. Da allora ho lavorato per cercare di mettere insieme i pezzi di questo puzzle. Fin dall’inizio mi sono fatta portavoce delle difficoltà, delle criticità da smussare, dei malumori da ascoltare. Ha proposto la mia candidatura l’intero gruppo consiliare, già in preda a tensioni costanti con l’Amministrazione. Da allora ho sempre cercato di mediare, pur sottolineando i punti di crisi. Invito tutti a visionare una rassegna stampa. La segreteria ha battuto sempre su mancata condivisione e carenze nell’ordinaria amministrazione, pur riconoscendo sempre il buon lavoro fatto sulla programmazione a lungo termine.

Oggi dobbiamo prendere atto di una situazione che è addirittura peggiorata, soprattutto perché si è logorato il rapporto con la città. Credo che sia dovere di ogni politico pensare alle future generazioni, ma, da dirigente di questo partito, ho il dovere di pensare anche alle prossime elezioni e mi dispiacerebbe non fosse il nostro partito a ricevere il beneficio politico di questo enorme lavoro.

Mentre i cittadini chiedono a gran voce ordinaria amministrazione, un cimitero degno di una città civile, una città ordinata, una politica attiva sul turismo che storicizzi flussi casuali e fortunosi rendendoli permanenti. Perché è vero che sull’aeroporto abbiamo fatto uno straordinario lavoro e non dobbiamo cedere di un millimetro, ma è necessario lavorare anche su altri fronti, per fare arrivare i turisti (rapporti con tour operator per la costruzione di pacchetti attraenti, accordi con compagnie di crociere, campagna di comunicazione). Se facessero turismo solo le città vicine agli aeroporti, immagino che nessuno andrebbe ad Agrigento o alle Eolie, per fare due esempi.

L’agricoltura: esiste ancora nell’agenda dell’amministrazione? C’era un assessore preparato che se ne stava occupando in maniera encomiabile e si è dimesso in polemica con l’amministrazione. Da allora il vuoto. Credo sia stato un errore. Un errore anche non attingere alle competenze che questo partito ha al suo interno. Penso alla delusione di Vito Giacalone o di Rino Bonomo, amici che chiedevano solo di dare una mano.

Errori sugli ormai famigerati avvisi ICI e IMU. Efficientamento energetico: cosa si è fatto? Discutiamo di lampadine fulminate, ma esistono delle proposte di project financing, che fine hanno fatto? Gli annosi problemi della rete idrica, anche in questo caso: si sono esaminate le proposte di Project financing? Ci sarebbe piaciuto parlarne.

Dalla campagna elettorale sentiamo parlare dell’ormai famosa nuova piazza di Strasatti. Ma veramente, dopo tre anni, non è stato possibile completare una delle opere incompiute di questa città? E anche in questo, i nostri consiglieri ci hanno messo la faccia. Possibile che nessuna delle proposte dei consiglieri sia mai stata inserita in un piano triennale?

Possibile nessuna sia degna di essere presa in considerazione? Questi consiglieri meritano rispetto e attenzione, rappresentano il territorio, rappresentano le istanze e i bisogni dei cittadini. Anticipo qualche obiezione: le cose positive fatte. Ci sono nessuno e le nega. Ma da tutte, DA TUTTE, il Partito e il Gruppo consiliare sono stati tenuti accuratamente fuori.

Anche quando derivavano da un lavoro di squadra. Esempi: la consegna delle aree alla società per la costruzione del porto turistico (lavoro straordinario dei deputati regionali, 8 milioni di fondi regionali propedeutici ai finanziamenti nazionali e quindi alla realizzazione stessa dell’opera); l’avvio dell’iter di stabilizzazione dei precari della P.A., risultato storico, grazie al lavoro del governo nazionale e di quello regionale (di quelle norme mi sono peraltro occupata personalmente in commissione lavoro); e poi: la riduzione dei costi della differenziata; la recente introduzione della app per il pagamento dei parcheggi. Tutte cose bellissime, APPRESE DAI GIORNALI!

Come si fa a supportare, ad aiutare, se bisogna affrontare le critiche continue dei cittadini e non si sa nulla delle cose positive? Come si fa a contrastare l’onda del malcontento popolare se non si costruisce una rete di comunicazione capillare?

Ciascuno ha ovviamente le proprie responsabilità, partito, gruppo e Amministrazione; ma non è possibile ripetere gli errori. Non è possibile approvare in Giunta un piano triennale (ANCORA UNA VOLTA!) senza averne discusso con coalizione e partito. Soprattutto se su questo c’erano state le rassicurazioni del vice sindaco.

È normale portare in Aula d’urgenza una variazione del Piano triennale senza preavviso e senza passaggio dalle Commissioni? Mi riferisco alla realizzazione di un parcheggio in zona Stadio. Opera importante, da realizzare originariamente nell’area vicina alla stazione ferroviaria, a cui si lavorava da ottobre. Ci si riduce all’ultimo minuto utile, eppure ci sarebbe stato il tempo (almeno tre giorni) per coinvolgere i consiglieri, invece si sceglie di mettere ancora una volta i consiglieri davanti al fatto compiuto, con lo spauracchio di perdere un finanziamento importante. Non è possibile pretendere una fiducia cieca ed assoluta senza alcuna condivisione. Soprattutto non è possibile pretenderlo SEMPRE, in maniera fideistica.

Sono consapevole di confrontarmi con un’Amministrazione PD, con un Sindaco eletto da Segretario del PD. Io lo ricordo, così come ricordo le battaglie che lui faceva da segretario verso un sindaco con cui eravamo in maggioranza e in Giunta. (Qualcuno più anziano ricorderà persino le dimissioni di un presidente del consiglio comunale in polemica con un sindaco di centro sinistra. Quel presidente era Alberto di Girolamo e quel sindaco Salvatore Lombardo). Questo solo per sottolineare che ciascuno di noi conosce ruoli e rapporti politici e istituzionali.

Un passaggio va fatto sull’ultimo ingresso in Giunta. Per mesi abbiamo lavorato alla possibilità di un allargamento della maggioranza consiliare, per consolidare la coalizione. La mattina del sei novembre, in pieno scrutinio delle elezioni regionali, molti di noi hanno ricevuto un sms che comunicava la nomina del nuovo assessore. Nel documento del 25 novembre sottolineiamo che sarebbe stato opportuno lavorare ad un accordo politico programmatico che tenesse conto della rappresentatività politica degli assessori scelti. Quel documento si chiude con l’invito a riaprire la discussione politica per rilanciare il percorso comune. Non è lesa maestà, è una richiesta di condivisione nell’interesse della Città.

SONO CONVINTA CHE QUESTO PARTITO E QUESTO GRUPPO DIRIGENTE MERITINO MAGGIORE RISPETTO. MERITINO UNA MAGGIORE CONDIVISIONE (forse dovrei dire una pur minima condivisione).

Non è possibile andare avanti così. Sono costretta a prenderne atto. Occorre una forte scossa. Occorre fare reset per vedere come ripartire. Da mesi vengo accusata di debolezza, sono stati mesi persino dolorosi, costellati da quotidiani attacchi, mai bilanciati da una qualche difesa. Ne ho dedotto che la mia difesa incondizionata fosse ritenuta assolutamente dovuta, il mio logoramento indifferente.

Tuttavia io sono convinta di aver fatto il mio dovere, fino in fondo. Sono convinta di aver fatto tutto il possibile per ristabilire equilibrio nei rapporti politici e personali. Oggi mi chiedo se il partito democratico sia rappresentato in questa Giunta. E non riesco più a darmi una risposta positiva. NESSUNO intende mettere in discussione le capacità e le competenze di ogni assessore. Nessuno nega il lavoro che ciascuno ha fatto. Il nodo è nella rappresentanza.

E penso che un senso di appartenenza più forte avrebbe aiutato tutti a superare le difficoltà. Sono certa che gli assessori sappiano che la coralità li avrebbe resi più forti.

Questo io chiedo: che si riscopra il senso e il valore di un’appartenenza che deve accomunare tutti: partito, gruppo consiliare, assessori e sindaco. Per riconquistare questo “idem sentire” occorre azzerare e ripartire. Occorre un punto e a capo. Una ripartenza.

Per questa ripartenza, che è sicuramente possibile, chiedo oggi alla direzione di ritirare la delegazione in Giunta e, nelle more di un nuovo inizio (che immagino immediato) di dare mandato al gruppo consiliare di valutare, caso per caso, l’approvazione degli atti proposti dall’Amministrazione.

On. Antonella Milazzo
Segretaria Circolo PD Marsala

Il PD di Marsala delibera il ritiro della delegazione dei tre assessori dalla Giunta Di Girolamo

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"É giunto il momento di tirare le somme. Occorre fare reset per vedere come ripartire. Dobbiamo prendere atto di una situazione che è addirittura peggiorata, si è logorato il rapporto con la città"
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