“Fabrizio Frizzi aveva tumori diffusi ed inoperabili, voleva portare il sorriso a casa della gente”

Tutta la verità sul suo male. Alfonso Signorini: "Sapeva che non aveva scampo. Era ad un bivio, rimanere a casa e aspettare il momento oppure andare in TV a fare il suo lavoro"

Marsala – A pochi giorni dalla scomparsa di Fabrizio Frizzi, Alfonso Signorini riporta il suo ricordo del conduttore romano: “Frizzi aveva tumori diffusi ed inoperabili, ma voleva portare il sorriso a casa della gente”. Ospite della trasmissione di Canale 5 “Matrix”, il direttore del settimanale “Chi” riporta il suo ricordo del conduttore romano, scomparso a 60 anni lo scorso 26 marzo. Parole piene di stima, che racconta al pubblico la forza con cui Frizzi ha combattuto gli ultimi mesi di vita, segnati dalla malattia.

Continua Alfonso: “Lui sapeva che non aveva scampo. E questo è molto importante da sottolineare, perché quando ha avuto quella ischemia che l’ha portato al ricovero immediato all’ospedale, ad ottobre, dagli esami di questa ischemia è risultato che aveva dei tumori diffusissimi che erano inoperabili. E di questa cosa è stata messa al corrente non soltanto la famiglia ma anche lui”.

Prosegue Signorini: “Fabrizio a quel punto era a un bivio, o rimanere a casa e aspettare il momento oppure andare in televisione a fare il suo lavoro e a portare ancora una volta il sorriso a casa della gente. E’ questo il vero miracolo che ha fatto Fabrizio Frizzi”.

Giancarlo Magalli nel suo post su Facebook non a caso ha parlato di una “battaglia disperata”. “Sapevamo che stava male. Sapevamo che non voleva che se ne parlasse per paura di dover smettere di lavorare ed abbiamo tutti rispettato questo suo desiderio, la Rai per prima. Sapevamo anche che la sua paura più grande non era andarsene, ma il pensiero di lasciare sole Carlotta e Stella, le sue ragazze. Nell’ultimo messaggio che ci siamo scambiati qualche settimana fa mi scriveva: La terapia c’è e la sto facendo. Non sarà facile, ma spero di portare a casa la pellaccia. Era riuscito ad infilare un sorriso anche in una comunicazione drammatica come quella. Ed è proprio quel sorriso che non ci abbandonerà mai. E per ogni sorriso che lui ha regalato a noi gli saremo grati. Sempre”.

Fabrizio Frizzi, dopo un periodo di cure, disse: “Non è ancora finita, lotto come un leone, e se guarirò racconterò tutto nei dettagli, perché diventerò testimone della ricerca scientifica, la stessa ricerca che ora mi sta aiutando”.

Esempio per tanti: Frizzi in questi mesi di fatica fisica e psicologica, tra esami, cure quotidiane radioterapiche e chemioterapiche, effetti collaterali evidenti, controlli e riabilitazione, non si è però sottratto a vivere la vita, a continuare a lavorare in televisione, consapevole di condurre una “battaglia non facile”. Il suo esempio sarà di aiuto ai tanti malati che si trovano nella sua stessa condizione, che hanno la sua stessa voglia di vivere e di combattere, che non si arrendono, e che non si lasciano abbattere dalla sua morte, perché sperano di essere più fortunati di lui. E perché anche nelle gravi malattie, qualunque sia il loro percorso, terapeutico e patologico, un pizzico di fortuna ci vuole, e a volte può cambiare addirittura la prognosi.

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Tutta la verità sul suo male. Alfonso Signorini: "Sapeva che non aveva scampo. Era ad un bivio, rimanere a casa e aspettare il momento oppure andare in TV a fare il suo lavoro"
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