Cresce la disoccupazione in provincia, i disoccupati sono 36 mila: persi 12 mila posti di lavoro

Solo in due anni persi 12 mila posti di lavoro. “Nel trapanese è emergenza lavoro. La disoccupazione continua ad aumentare così come, di contro, il lavoro nero...”

E’ emergenza occupazione in provincia di Trapani con 36 mila cittadini disoccupati.

La Cgil di Trapani lancia l’allarme per l’inarrestabile crisi occupazionale che nel trapanese continua a crescere di anno in anno.

Secondo i dati Istat, estratti ad aprile 2018 e analizzati dal Dipartimento sviluppo economico della Cgil di Trapani, dal 2016 al 2017 l’occupazione è aumentata del 3,2 per cento, facendo di Trapani la terza provincia con più disoccupati della Sicilia: al primo posto c’è Messina, con il 24,8 per cento di disoccupati, seguita da Enna con il 24,7 per cento e da Trapani con il 24,4 per cento di posti di lavoro in meno.

Drammatico il dato che documenta in due anni, dal 2015 al 2017, la perdita di 12 mila posti di lavoro in provincia di Trapani.

“Nel trapanese – dice il segretario generale della Cgil di Trapani Filippo Cutrona – è emergenza lavoro. Malgrado la provincia di Trapani, nella classifica siciliana dell’Istat, sia passata dal primo posto del 2016 al terzo posto del 2017, questo dato non è per nulla confortante perché la disoccupazione continua comunque ad aumentare così come, di contro, il lavoro nero che cresce anche per i mancati controlli ispettivi, creando condizioni di sfruttamento e di violazioni delle norme sulla sicurezza nei posti di lavoro. Nel 2017 la provincia di Trapani ha pagato un prezzo altissimo con la morte di 12 lavoratori”.

La Cgil chiama in causa i sindaci e i candidati in corsa per le prossime amministrative del 10 giugno.

“Il tema del lavoro – dice Cutrona – deve essere la priorità perché in questo territorio c’è un problema molto serio e grave legato a una disoccupazione che investe tutta la popolazione, dai giovani alle donne agli uomini di tutte le età. Il lavoro deve essere per i sindaci e per i candidati a sindaco il tema centrale perché questa crisi occupazionale deve essere arginata.

In un contesto così delicato e complesso – prosegue Cutrona – le pubbliche amministrazioni dovrebbero accelerare i processi per avviare le opere già cantierabili e predisporre progetti per intercettare i finanziamenti pubblici utili ad ammodernare le infrastrutture del territorio e a creare lavoro. Constatiamo che in questi anni i sindaci hanno preferito far da se, senza il confronto con le parti sociali. Se questa scelta ha contribuito alla perdita in due anni di 12 mila posti di lavoro è necessario, allora, che gli amministratori agiscano diversamente, per questo diciamo basta all’inerzia lavoriamo insieme”.

Poco spazio, nel mondo del lavoro, anche per le donne: la disoccupazione femminile dal 23,4 per cento, nel 2016, ha raggiunto il 27,9 per cento, nel 2017, crescendo del 4,5% per cento.

“L’accesso al mondo del lavoro per le donne – dice Cutrona – è difficile e i dati lo dimostrano. Così come sono troppe le donne sottopagate rispetto agli uomini o costrette a firmare contratti di lavoro in bianco. Le pari opportunità saranno pari solo quando la disoccupazione femminile si arresterà e con essa verranno riconosciuti i diritti, come quello di scegliere di diventare madre senza, di contro, subire il licenziamento”.

Cresce anche la disoccupazione tra i giovani: i disoccupati, tra i 25 e i 34 anni erano nel 2016 il 27,9 per cento mentre nel 2017 sono il 33,9 per cento della popolazione.

Senza un lavoro anche la fascia di popolazione dai 35 anni in su: nel 2016 la percentuale di disoccupati era del 14,7 per cento mentre nel 2017 è del 17,9 per cento.

Una realtà che la Cgil definisce “drammatica” e che fa di Trapani e del suo territorio un’area in cui l’economia è debole, dove è necessario riattivare i settori peculiari come l’edilizia, il turismo, la cantieristica, l’agricoltura e la pesca.

“Lavoro, occupazione e sviluppo – conclude Cutrona – chiediamo interventi mirati, concreti e incisivi da parte degli amministratori e della politica per porre fine al disinteresse e uscire fuori da dalla paralisi economica e dalla crisi sociale”. [Ufficio stampa – Maria Emanuela Ingoglia]

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