Linee guida dell’Asp di trapani per la prevenzione delle aggressioni nei pronto soccorso

“Spesso basta un appropriato modo di comunicare e di approcciarsi al paziente in quei momenti concitati, secondo specifici canoni di comportamento, secondo la tipologia di soggetti che un operatore...”

Flussi operativi e modelli comportamentali degli operatori per la prevenzione delle aggressioni nei pronto soccorso dei presidi ospedalieri. È quanto posto in atto dal direttore sanitario dell’ASP di Trapani Salvatore Requirez.

“Spesso infatti – spiega Requirez – basta un appropriato modo di comunicare e di approcciarsi al paziente in quei momenti concitati, secondo specifici canoni di comportamento, secondo la tipologia di soggetti che un operatore sanitario si trova davanti, a scongiurare violenze verbali e/o fisiche”.

“E con il documento ‘Processo di miglioramento dei servizi di Pronto soccorso (P.S.) e Medicina e chirurgia d’Accettazione e urgenza (MCAU)’ – aggiunge Requirez – proposto da questa direzione sanitaria aziendale, si è voluto raccordare operativamente la ricca normativa di settore che si è assommata nel tempo, misurabile nell’ordine dei decenni, porgendo inevitabilmente il fianco, a volte, a controverse interpretazioni e difformità applicative.

L’allestimento del percorso di miglioramento si è sviluppato, a partire dal dipartimento di Emergenza – Urgenza, attraverso una sostanziale collaborazione con le direzioni sanitarie di presidio ospedaliero e, soprattutto, con i Distretti Sanitari, stante che l’obiettivo principe a cui abbiamo voluto informare il provvedimento è il criterio dell’appropriatezza da assegnare nel trattamento della multiforme casistica che perviene all’osservazione sanitaria dei Pronto soccorso.

Si tratta di una manovra apparentemente semplice ma che investe numerosi campi di applicazione, anche quando riferita alla semplice gestione dei codici bianchi e di parte dei verdi, numericamente sostanziosi, e “responsabili” del rallentamento degli accessi concomitanti.

È stato quindi necessario tracciare una vera e propria geografia di flusso, individuando stabilmente le risorse di ambito operativo: ambulatori di codici bianchi, PPI, guardie mediche, OBI, medicina d’urgenza.

Particolare attenzione è stata assegnata ai percorsi ‘fast track’ e, parallelamente, ai bisogni formativi e informativi che devono coinvolgere sia il personale dipendente che i MMG che operano sul territorio, e gli specialisti di area pediatrica convenzionati.

In quest’ultimo ambito risulta centrale l’azione di orientamento garantito dai direttori di distretto, puntando finalmente ad una vera integrazione tra ospedale e territorio.

Tutti i presidi ospedalieri dell’Azienda dovranno attenersi al nuovo regolamento ed è previsto, dopo la fase di start – up, un periodico momento di verifica e di valutazione, sulla scorta delle esperienze progressivamente maturate puntando, da un lato alla più pronta messa a regime del sistema e, dall’altra, al continuo miglioramento qualitativo dell’assistenza complessivamente inteso.

A tal fine – conclude Requirez -risulta centrale la figura del bed manager che non solo dovrà farsi carico delle funzioni individuate a livello assessoriale, ma che costituisce un valido supporto per la valutazione della complessità della casistica individuata all’interno di tutte le unità operative”.

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“Spesso basta un appropriato modo di comunicare e di approcciarsi al paziente in quei momenti concitati, secondo specifici canoni di comportamento, secondo la tipologia di soggetti che un operatore...”
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