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Progettiamo Marsala: “Il Consiglio Comunale dovrebbe interrogarsi?”

"La mera azione denigratoria dell'avversario serviva a nascondere la naturale ed evidente incapacità politica di questa Amministrazione del tutto priva di programmazione. Amministrazione che non ha più alcuna maggioranza in consiglio; il PD..."

riceviamo e pubblichiamo 

Marsala – E’ pur vero che le recenti vicissitudini del Consiglio Comunale sul cosiddetto caso Marrone, e delle inchieste giornalistiche sui fatti che hanno scatenato il risentimento del massimo consesso cittadino, dà adito, a chi vede la politica come il raggiungimento del bene comune e contributo alla crescita morale e culturale della comunità in cui si vive, ad interrogarsi.

Non volendo assolutamente assumere il ruolo di moralisti, per carità anche noi possiamo commettere degli errori facendo politica, quando si agisce o si parla, bisogna avere davanti agli occhi una semplice parola: deontologia, ossia: moralizzazione della politica.

Senza assolutamente entrare nel merito del fatto specifico, in questo caso del consigliere Marrone, ieri di qualche altro suo collega e domani chissà di quanti altri ancora, ciò che fa riflettere è l’immediata solidarietà dei consiglieri nei confronti di coloro che hanno subito, a dire del massimo esponente del Consiglio, degli attacchi da una testata giornalistica.

A parte che la libertà di stampa, pur sbagliando a volte (nessuno è immune da errori), è un principio sacrosanto e va comunque tutelato soprattutto quando la stessa stampa afferma di essere in possesso di chiari riscontri alle proprie inchieste che contrastano la cosiddetta “difesa d’ufficio” cui molte volte abbiamo assistito non solo nel nostro territorio ma anche a livello regionale e nazionale, tutto ciò fa comunque innescare nel cervello della gente, a ragione, che “al politico” è giustificato tutto, anche “usare” la politica per propri interessi, posizioni, e incapacità. Dal nostro Consiglio Comunale ci si aspetterebbe “qualcosa in più”, che interessi la collettività, qualche esempio: la questione Porto, argomento tanto presente nei primi mesi di consiliatura e che portò ad una delibera, votata da tutti tranne che da Progettiamo Marsala, con carattere d’urgenza, in quanto i lavori dovevano cominciare prestissimo ed ora caduta nell’oblio.

Nessuno ne parla più. Applicando quel noto alibi “la politica ha bisogno di tempo, è successo un imprevisto” si permette comunque alla politica di essere sempre non colpevole di nulla.

Altro esempio: le infinite discussioni sulla gestione dei rifiuti ed i cui risultati li vediamo quotidianamente; ancora, che dire dei finanziamenti inseriti nel piano triennale e parzialmente smistati improvvisamente per pagare i tre milioni di euro disposti dalla Cassazione per l’esproprio dei terreni della zona industriale e per i quali non è dato sapere se l’Amministrazione abbia iniziato o meno delle azioni per tutelarsi da un enorme danno erariale certamente documentato e provato per ciò che riguarda le responsabilità.

Capiamo che la campagna elettorale ha i suoi toni e i suoi tempi ma perché non parlare di tutte quelle persone, ricordiamo il famoso manifesto della, ebbene sì, società civile, ma anche di Consiglieri, che in quel periodo si sono sbizzarriti ad idolatrare l’attuale Sindaco come il salvatore di tutto e, adesso (invero da tempo), miseramente lo abbandonano al suo destino dopo che prima si erano sbizzarriti sui Social a parlar male dell’avversario, senza mai parlare di contenuti e di programma.

Ed era anche ovvio che non ne potessero parlare, dal momento che la mera azione denigratoria dell’avversario serviva a nascondere la naturale ed evidente incapacità politica di questa Amministrazione del tutto priva di programmazione.

Amministrazione che non ha più alcuna maggioranza in consiglio; il PD, azionista di maggioranza, è diviso in più rivoli, a dimostrazione che molti fanno politica non tanto su un programma per il proprio tornaconto politico, nella “loro consapevolezza” che senza di essi la città cadrebbe nel baratro.

Per scelte, per noi incomprensibili, non abbiamo più rappresentanza in Consiglio, diversamente questi argomenti li avremmo portati nel Consesso civico. La mancanza di rappresentanza, comunque, non impedisce certo di far sentire la nostra voce, con pacatezza ma in modo deciso e netto, alla nostra città che tanto amiamo e per la quale continuiamo a spenderci anche senza rappresentanza consiliare.

Noi abbiamo ancora la speranza che la nostra città, spesso sorda, miope, disattenta, premiante di personaggi che dovrebbero tornare a fare i propri mestieri e professioni e non “ fare politica”, riesca ad uscire dal torpore in cui da tempo si trova. Per risorgere non basta avere dei “ buoni politici” ma è necessario avere anche un buon elettorato, attento e partecipativo, che non si faccia coinvolgere da piazze tumultuose o da personaggi incostanti e contraddittori che finirebbero per rendere vuote le idee e la “politica”.

Di questo a nostro avviso dovrebbero interrogarsi i movimenti politici ed il Consiglio Comunale, anche per il ruolo fondamentale da quest’ultimo rivestito: educare il popolo alla buona politica, costituendo un esempio inattaccabile.

Coordinamento “Progettiamo Marsala”

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