“Sancarraro”, un racconto di…vino lungo quasi due secoli

Negli anni sessanta, la famiglia Anselmi, in collaborazione con altre piccole realtà presenti sul territorio di Marsala, Petrosino e Mazara del Vallo, istituisce alcune cooperative vitivinicole. Tra questa...

Et però credo che molta felicità sia agli homini che nascono dove si trovano i vini buoni. Leonardo da Vinci (1452 – 1519)

A volte sono gli antenati a gettare, inconsapevolmente, semi che daranno frutti dolci e polposi nei secoli a venire. Nessuna metafora sarebbe più azzeccata di questa, perché questa bella storia ha due protagonisti: una famiglia e la sua antica passione per la viticoltura.

Tutto inizia verso la fine dell’Ottocento, quando i membri della famiglia Anselmi si guadagano il soprannome di “Sancarraro”. Il perché è presto detto: questi appassionati viticoltori si recavano nella località San Carlo, situata nella riserva di Lago Preola e Gorghi Tondi, per coltivare i propri vigneti.

In tempi più recenti, per la precisione negli anni sessanta, la famiglia Anselmi, in collaborazione con altre piccole realtà presenti sul territorio di Marsala, Petrosino e Mazara del Vallo, istituisce alcune cooperative vitivinicole. Tra questa, quella di Petrosino è una delle più grandi al mondo per quantità di uva prodotta.

Oggi, l’azienda Sancarraro produce tre famiglie di vini, diversi per caratteristiche, ma accomunati dalla passione per quella terra meravigliosa che è la Sicilia.
Anzi, si potrebbe dire che ciascuna tipologia di vino rappresenta un aspetto di questo luogo, a partire dai nomi, che sono un vero e proprio omaggio al suolo, al cielo e al mare siciliani.

Si parte dai vini Lilibeum, il cui nome rappresenta un vero e proprio omaggio alla città di Marsala, sorta delle rovine della città punica di Lilibeum.

Mare magno, invece, è una linea di vini che trae ispirazione dal mare che bagna Mazara del Vallo. In questo caso, i vini – Viogner, Nero d’Avola IGT Sicilia e Chardonnay – sono prodotti con vitigni autoctoni e con i cosiddetti vitigni internazionali sicilianizzati.

Infine, un omaggio al cielo e alle sue costellazioni: la linea Orion propone dei vini prodotti da vitigni autoctoni e dal Syrah.

L’azienda nonostante sia ancora in fase di crescita, è molto apprezzata in tutto il territorio italiano e non, facendosi strada in eventi molto importanti.

Un vino spumantizzato di Uve Grillo della linea Orlon, ha accompagnato il dessert durante la cena dell’evento “Wine and Fashion: Donne e vini da far girare la testa”, organizzato da Sara Iannone a Roma, lo scorso 16 ottobre.

Il vino, assaggiato e rencensito da Francesco Iacono, direttore dell’ONAV (organizzazione nazionale assaggiatori di vino), è stato descritto come “…un vino dal bellissimo bouquest, si percepisce una nota di lievito che dà eleganza al prodotto”.

I vini Sancarraro sono stati apprezzati anche durante le giornate del Blue Sea Land, dal 4 al 7 ottobre 2018- Expo dei cluster agroalimentari del Mediterraneo, Africa e Medioriente.

In questa occasione, i vini hanno accompagnato i deliziosi piatti realizzati per il Cooking show, organizzato in Piazza della Repubblica, tra cui “Quinoa al Viognier (Sancarraro Maremagno Viognier) e cannella con crudo di gambero, fico d’india laccato al miele d’arancio e Nettare Rosso di Mazara”, realizzato dallo chef Paolo Austero, il piatto ha riscontrato il maggior successo di tutta la Kermesse grazie anche al fantastico vino.

C’è sempre fermento, quando si tratta di vino. Chi produce vino segue più o meno lo stesso corso: la passione per la propria terra e per i suoi frutti preziosi non è mai ferma, ma fermenta, respira, si evolve.

A volte, come in questo caso, si trasforma in una bellissima storia familiare, lunga quasi due secoli.

Roberto Marrone

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sancarraro, vini

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Negli anni sessanta, la famiglia Anselmi, in collaborazione con altre piccole realtà presenti sul territorio di Marsala, Petrosino e Mazara del Vallo, istituisce alcune cooperative vitivinicole. Tra questa...
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