Josè Rallo racconta il Rinascimento Siciliano: Lectio magistralis dell’imprenditrice all’università

"L'agricoltura siciliana muove un giro d'affari di oltre 4 miliardi di euro e rappresenta tra il 9 ed il 10% del Pil regionale. Un ruolo molto importante è certamente quello della vite e del vino..."

La Sicilia del vino, e in particolare quello che è stato definito un vero e proprio “Rinascimento”. E’ stato questo l’argomento centrale della Lectio magistralis tenuta dall’imprenditrice Josè Rallo che stamane ha inaugurato a Trapani l’anno accademico del Polo universitario, alla presenza del rettore Fabrizio Micari.

Josè Rallo, che gestisce con il fratello Antonio l’azienda Donnafugata fondata dai genitori, ha parlato della “Creazione del valore in Sicilia” attraverso l’esempio del vino che è il settore nel quale opera. L’imprenditrice per prima cosa ha tracciato un quadro della situazione: “Complessivamente – ha spiegato – l’agricoltura siciliana muove un giro d’affari di oltre 4 miliardi di euro e rappresenta tra il 9 ed il 10% del Pil regionale”. “Un ruolo molto importante – ha aggiunto – è certamente quello della vite e del vino: la Sicilia è infatti la regione con la maggiore superfice di vigneto del paese, 97 mila ettari”.

Rallo ha ricordato che la Sicilia si è incamminata sulla strada della qualità a partire dagli anni ’80, “dimostrando di essere in grado di produrre vini di elevata qualità come altre regioni d’Italia e del mondo”. Dopo avere ripercorso le tappe di questo sviluppo che ha portato la Sicilia a diventare una regione di eccellenza nel settore, ha poi sottolineato l’importanza della nascita di organizzazioni come Assovini o la costituzione della Doc Sicilia e del suo Consorzio di Tutela, con risultati positivi e in costante crescita. “Puntare alla qualità, fare squadra, fare comunicazione – ha detto – vogliono dire fare mercato e creare valore”.

“Le performance del vino siciliano – ha concluso Rallo – sono quindi molto incoraggianti e dimostrano che – sebbene lentamente – una quota sempre maggiore di uva viene trasformata e va in bottiglia in Sicilia, circa il 40% dell’intera produzione; vuol dire che rispetto al totale del nostro ‘vigneto’, abbiamo ancora molta produzione da portare in bottiglia . Questa è la sfida dei prossimi anni: creare sempre più valore, anche lungo la filiera: far crescere il reddito delle aziende e dei viticultori. Molte di queste aziende familiari hanno positivamente affrontato il passaggio generazionale e dato responsabilità alle donne. Oggi la Sicilia del vino di qualità è giovane e si tinge di rosa più di molte altre regioni italiane”.

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