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Verso il Piano di Zona 2018-2019 del Distretto Socio-Sanitario D52 Marsala-Petrosino

Don Francesco Fiorino: "Può sembrare uno 'strumento' che riguarda solo alcuni 'addetti ai lavori', in realtà si tratta di uno degli strumenti più belli e concreti che i cittadini e chi opera nel sociale..."

Marsala – Venerdì 1 marzo 2019, a Marsala, con la prima conferenza distrettuale, è partito (purtroppo con molto ritardo) il percorso per l’elaborazione del Piano di Zona (PDZ) dei servizi sociali. Il PDZ, in un primo momento, può sembrare uno “strumento” che riguarda solo alcuni “addetti ai lavori” (politici, assistenti sociali, tecnici, …), in realtà si tratta di uno degli strumenti più belli e concreti che i cittadini e chi opera nel sociale e nel volontariato hanno disposizione al fine di partecipare alla progettazione sociale nell’ambito territoriale di competenza.

Questo strumento viene introdotto dall’articolo 19 della Legge 328/2000 e rientra tra le riforme più riuscite della legge quadro. La Legge 328/2000 è una delle migliori ed efficaci leggi della Repubblica Italiana. Certamente – e lo dico con rammarico – dalle nostre parti è stata spesso “falsata” ed utilizzata per un “coinvolgimento” solo di facciata e guidata da interessi di parte, non per servire le “fasce più deboli” della società.

L’introduzione del PDZ apporta cambiamenti importanti nella programmazione delle politiche sociali:

– aumentano (o meglio, dovrebbero aumentare…) i “costruttori” delle politiche sociali. Ogni cittadino dei Comuni interessati potrebbe offrire la propria collaborazione;
si programma in modo congiunto con l’Azienda Sanitaria Provinciale;

– si programma a livello locale, nell’ambito territoriale di competenza.

Il PDZ è uno strumento di programmazione territoriale concertata e partecipata. Gli attori coinvolti in questo processo di progettazione sono molteplici: i Comuni, l’ASP, gli Enti terzi, il Terzo settore, gli enti gestori dei servizi sociali, i soggetti espressione dell’associazionismo, i cittadini che intendono contribuire al processo di elaborazione del Piano, le istituzioni scolastiche e della formazione, le amministrazioni giudiziarie.

Ieri a Marsala – è stato affermato più volte – si vuole cominciare un nuovo cammino di ascolto dei bisogni prioritari, di confronto franco e schietto, di un desiderio di utilizzare i soldi pubblici (più di seicentomila euro in 2 anni) con parsimonia e con criteri appropriati per andare incontro efficacemente alle diverse problematiche (povertà, disagio minorile, disabili, assistenza agli anziani, dipendenze patologiche…). Non si possono più ammettere “ritardi”, lentezze e formulazione di progetti che non corrispondano alle reali esigenze delle persone più deboli e/o emarginate. Non sono ammissibili “intromissioni” o “decisioni” volte a favorire qualcuno ed a sprecare le pubbliche limitate risorse economiche. Chi desidera promuovere il bene comune e l’attenzione a chi vive in difficoltà, collabori e partecipi attivamente.

Don Francesco Fiorino

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Don Francesco Fiorino: "Può sembrare uno 'strumento' che riguarda solo alcuni 'addetti ai lavori', in realtà si tratta di uno degli strumenti più belli e concreti che i cittadini e chi opera nel sociale..."
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