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Giovedì 7 marzo Mons. Fragnelli inizia la visita nelle comunità dei comuni dell’agro-ericino

“In un’epoca in cui le persone si riconoscono col codice a barre, con le impronte digitali o con gli eliminacode, le nostre parrocchie siano comunità a misura d’uomo”

Con il tempo di quaresima, il vescovo Pietro Maria Fragnelli inizia la visita pastorale nel II vicariato che comprende i comuni dell’agro-ericino. Domani 7 marzo alle ore 18 l’apertura: presiede il vescovo con la concelebrazione di tutti i parroci e i rappresentanti delle comunità presso il Santuario della Madonna a Custonaci. La visita proseguirà poi nelle comunità di San Vito Lo Capo, Makari, Castelluzzo, Dattilo, Napola, Ummari, Ballata, Fulgatore, Tangi, Valderice e frazioni, Custonaci e frazioni, Bonagia, Pizzolungo; infine Erice dove la visita si concluderà il 23 giugno 2019.

Secondo la normativa canonica, infatti, ogni cinque anni il vescovo è chiamato a visitare in modo più organizzato e continuato ogni comunità parrocchiale della Diocesi nella quale si fermerà per incontrare e conoscere in maniera approfondita le persone e il territorio. La Visita pastorale – indetta il 24 ottobre del 2017 – è iniziata nelle parrocchie dei comuni di Alcamo, Castellammare del Golfo e Calatafimi-Segesta.

Nella Visita mons. Fragnelli viene collaborato dai “convisitatori”: i Vicari foranei che coordinano il calendario e tutte le iniziative sul territorio (per la visita nel II vicariato, da domani in poi, don Franco Giuffrè); il Cancelliere vescovile don Alberto Giardina e l’Economo diocesano don Franco Vivona con compiti di controllo e verifica sui luoghi, gli archivi e l’amministrazione dei beni.

La visita pastorale ha come tema “Alla ricerca dei volti”. “In un’epoca in cui le persone si riconoscono col codice a barre, con le impronte digitali o con gli eliminacode – ha spiegato il vescovo Pietro Maria Fragnelli – le nostre parrocchie continueranno a essere laboratori in cui ci si incontra con volti e nomi. Comunità a misura d’uomo, in cui il vescovo e suoi presbiteri fanno quotidiano esercizio di paternità, pur con i loro difetti! Siamo tutori dell’umano e mentre dialoghiamo e annunciamo la gioia del Vangelo, doniamo il pane della Vita ed educhiamo fratelli e sorelle a stringersi la mano, a perdonarsi e a ripartire più uniti di prima”.

Il vescovo ha concluso la settimana scorsa l’esperienza nel vicariato di Paceco e delle frazioni dell’agro-trapanese. “Questa visita pastorale la prima dell’ era social, ha permesso non solo al vescovo di conoscere le parrocchie, ma agli stessi parrocchiani praticanti e non praticanti, di avere contezza delle attività, dei gruppi, delle comunità religiose, dei movimenti e associazioni della parrocchia e del territorio – ha detto nel suo saluto a nome del Vicariato il parroco di Paceco don Vincenzo Basiricò – La sua prossimità agli ammalati, agli assistiti della caritas, ai disoccupati, ai bambini, ai giovani e agli anziani, ha fatto considerare il vescovo “uno di famiglia”, vicino a tutti, pastore in cammino con il suo popolo. La sua visita alle istituzioni civili e militari, alle scuole, al centro di accoglienza per rifugiate, al cimitero, ai luoghi di lavoro, dello sport, all’invaso Baiata e al nostro territorio in genere, il suo dialogo con le associazioni laiche, ha fatto comprendere che il vescovo è interessato alla crescita umana, non solo di fede ma anche sociale, civica, ecologica, culturale, sportiva e ricreativa della nostra gente”.

vescovo gruppo Paceco

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vescovo ammalata

pranzo comunitario Paceco

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“In un’epoca in cui le persone si riconoscono col codice a barre, con le impronte digitali o con gli eliminacode, le nostre parrocchie siano comunità a misura d’uomo”
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