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Giornata vittime di mafia: nelle parrocchie una preghiera per i bambini uccisi da Cosa Nostra

"Anche oggi ogni bambino, come il Bambino di Nazareth, ha bisogno di essere accudito e di poter fissare il suo sguardo nel nostro trovando negli adulti difensori della sua libertà, delle..."

Il 21 marzo si celebra la “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie” che, su iniziativa dei promotori dell’iniziativa pubblica che a Trapani si terrà nel centro storico, sarà dedicata in particolare ai bambini vittima della criminalità organizzata.

Ieri, festa di San Giuseppe, si è tenuta una manifestazione a Valderice con i bambini e i ragazzi delle scuole, la “festa di primavera” iniziativa per la quale il vescovo Pietro Maria Fragnelli ha preparato un messaggio ( mons. Fragnelli infatti si trovava a Marettimo). Nel messaggio, che è stato letto dal parroco don Francesco Pirrera, il vescovo si sofferma sulla figura di San Giuseppe come “custode dell’infanzia” e sull’impegno di tutti a custodire la vita, soprattutto quella più debole e a farsi testimoni di giustizia. “Giuseppe ha custodito Gesù e Maria in mezzo a situazioni difficili, mettendo a rischio la sua stessa vita, seguendo il bene senza cedere alle minacce dei potenti con una presenza costante e una fedeltà totale. Ha sempre fatto gli interessi del bambino Gesù a costo d’incomprensioni, fughe e ritorni, nel silenzio del suo lavoro quotidiano – ha scritto – Anche oggi ogni bambino, come il Bambino di Nazareth, ha bisogno di essere accudito e di poter fissare il suo sguardo nel nostro trovando negli adulti difensori della sua libertà, delle sue speranze; testimoni di fedeltà al bene e di scelte coraggiose anche quando c’è da pagare di persona per costruire un bene più grande, per vincere il ricatto di nuovi e potenti “Erode” che anche oggi, nella brutalità della violenza o nelle forme più edulcorate ma sempre abusanti dei diritti e della dignità dei più piccoli, minacciano la vita e il futuro delle giovani generazioni”.

L’intervento si chiudeva con una breve preghiera che domani, su richiesta del vescovo, verrà inserita tra le preghiere dei fedeli in tutte le celebrazioni eucaristiche che si terranno nelle chiese della diocesi.


Di seguito il testo della preghiera e il messaggio del vescovo:

O Padre, che ami e proteggi i piccoli, i deboli e i vulnerabili,

ti affidiamo tutti i bambini del mondo.

Guarisci la società e la chiesa da ogni seduzione e da ogni scandalo,

guidaci nella via della giustizia, liberaci dalla mafia e da ogni violenza,

rendici custodi dell’infanzia in ogni situazione della nostra vita.

Come San Giuseppe. Amen!


Di seguito il testo completo del messaggio del vescovo per i bambini vittime di mafia:

Trapani 19 marzo ‘19

Gentile signor sindaco e autorità civili e militari, cari familiari che siete qui a portare la vostra testimonianza, cari ragazzi e ragazzi che oggi partecipate alla festa di primavera dedicata a tutti i bambini vittime di mafia,

attraverso il parroco desidero farvi arrivare il mio saluto, la mia vicinanza e quella di tutta la comunità diocesana di Trapani. Pensare è ricordare e ricordare è “pensare con gratitudine” dolorosa ai tanti bambini vittime della criminalità organizzata: la gratitudine è resa ancora più pesante dal pensiero della loro giovane vita innocente spezzata da una barbarie umana vile e insensata. Dobbiamo mostrare agli uomini la bellezza della memoria – diceva San Giovanni Paolo II – che ci rende testimoni perché siamo figli di testimoni. In questo caso, figli dei nostri figli.

Oggi è la festa del papà e noi tutti festeggiamo San Giuseppe, il custode di Gesù bambino: una coincidenza ricca di significato. Giuseppe ha custodito Gesù e Maria in mezzo a situazioni difficili, mettendo a rischio la sua stessa vita, seguendo il bene senza cedere alle minacce dei potenti con una presenza costante e una fedeltà totale. Ha sempre fatto gli interessi del bambino Gesù a costo d’incomprensioni, fughe e ritorni, nel silenzio del suo lavoro quotidiano. Questo senso profondo della sua missione di essere “custode” di un bambino e attraverso di lui di una storia nuova nel mondo, spinge san Giuseppe a “leggere con realismo gli avvenimenti, essere attento a ciò che lo circonda, e prendere le decisioni più sagge” (Francesco, omelia per l’inizio del pontificato, 19 marzo 2013).

Facciamoci imitatori di san Giuseppe in questo giorno particolare: imitiamolo nella responsabilità del suo essere “custode” dell’infanzia. Anche oggi ogni bambino, come il Bambino di Nazareth, ha bisogno di essere accudito e di poter fissare il suo sguardo nel nostro trovando negli adulti difensori della sua libertà, delle sue speranze; testimoni di fedeltà al bene e di scelte coraggiose anche quando c’è da pagare di persona per costruire un bene più grande, per vincere il ricatto di nuovi e potenti “Erode” che anche oggi, nella brutalità della violenza o nelle forme più edulcorate ma sempre abusanti dei diritti e della dignità dei più piccoli, minacciano la vita e il futuro delle giovani generazioni.

Con cuore finalmente attento e grato verso le vittime e i loro familiari e per la forza della testimonianza, preghiamo perché mai più ci siano bambini vittime di violenza nel mondo. Affidiamo a san Giuseppe la custodia di tutti i bambini, qui in terra come in cielo.

Preghiamo:

O Padre, che ami e proteggi i piccoli, i deboli e i vulnerabili,

ti affidiamo tutti i bambini del mondo.

Guarisci la società e la chiesa da ogni seduzione e da ogni scandalo,

guidaci nella via della giustizia, liberaci dalla mafia e da ogni violenza,

rendici custodi dell’infanzia in ogni situazione della nostra vita.

Come San Giuseppe. Amen!

+ Pietro Maria Fragnelli
Vescovo di Trapani

vescovo Pietro Maria Fragnelli

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"Anche oggi ogni bambino, come il Bambino di Nazareth, ha bisogno di essere accudito e di poter fissare il suo sguardo nel nostro trovando negli adulti difensori della sua libertà, delle..."
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