TARI, precisazioni del Segretario Provinciale della CNA Luigi Giacalone

"Tutti i regolamenti dei Comuni stabiliscono già che nella determinazione della superficie tassabile delle utenze non domestiche non si tiene conto di quella parte ove si formano di regola..."

La legge di stabilità, legge 147/2013, al comma 649, ha stabilito che “Nella determinazione della superficie assoggettabile alla TARI non si tiene conto di quella parte di essa ove si formano, in via continuativa e prevalente, rifiuti speciali, al cui smaltimento sono tenuti a provvedere a proprie spese i relativi produttori, a condizione che ne dimostrino l’avvenuto trattamento in conformità alla normativa vigente (convenzione per lo smaltimento dei rifiuti speciali con ditte autorizzate, dimostrabile attraverso convenzioni e formulari di identificazione del rifiuto);

Lo stesso Ministero dell’Economia e delle Finanze – Direzione Legislazione Tributaria e Federalismo Fiscale, con la Risoluzione (n. 2/2014), chiariva che nella determinazione della superficie assoggettabile alla TARI non si teneva conto di quella parte di essa ove si formano, in via continuativa e prevalente, rifiuti speciali, al cui smaltimento sono tenuti a provvedere a proprie spese i relativi produttori, a condizione che ne dimostrino l’avvenuto trattamento in conformità alla normativa vigente;

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9858/2016 confermava un principio fondamentale, ovvero che non possono essere assoggettate alla tassa sui rifiuti, i locali destinati alla produzione in cui si formano rifiuti speciali e non rifiuti urbani; Diverse sono altresì, le sentenze delle commissioni Tributarie che a seguito di ricorsi presentati da parte di imprenditori produttori di rifiuti speciali, hanno confermato un principio fondamentale ovvero, quello che non possono essere assoggettate alla tassa sui rifiuti, i locali destinati alla produzione in cui si formano rifiuti speciali e/o tossico nocivi, in via continuativa e prevalente per come già dispone l’art. 62, comma 2, del D. Lgs. N. 503/97;

Tutti i regolamenti dei Comuni stabiliscono già che nella determinazione della superficie tassabile delle utenze non domestiche non si tiene conto di quella parte ove si formano di regola, ossia in via continuativa e nettamente prevalente, rifiuti speciali non assimilati e/o pericolosi, oppure sostanze escluse dalla normativa sui rifiuti, al cui smaltimento sono tenuti a provvedere a proprie spese i relativi produttori;

Nella qualità di segretario della scrivente Associazione di categoria, ammetto che grazie alla tenacia di un folto gruppo di imprenditori alcamesi, grazie al lavoro svolto dall’amico Giuseppe Orlando, rappresentante dell’Associazione COM.ART. di Alcamo, grazie all’impegno dell’intero consiglio comunale e, per il ruolo rivestito sulla vicenda, alla Consigliera Laura Barone e l’On.le Lombardo Antonino che con propria interrogazione presentata al MEF, ha chiesto i dovuti chiarimenti in ordine ai presupposti di applicazione della TARI, con particolare riferimento agli, immobili ove si producono rifiuti speciali portando, alla ribalta nazionale, una questione annosa ed ingiusta in quanto chi produceva rifiuti speciali e quindi smaltiva rivolgendosi a ditte private autorizzate per lo smaltimento di tali rifiuti, pagavano anche la TARI subendo una doppia tassazione.

Ieri sera, a seguito della mozione, che vede come prima firmataria il consigliere Barone Laura, l’ufficio tributi ha presentato a modifica gli emendamenti tecnici ad alcuni articoli del regolamento in materia di TARI, avente per oggetto “smaltimento rifiuti speciali”, il Consiglio Comunale, ha finalmente stabilito quali sono le procedure da adottare per la richiesta della esclusione della TARI per quelle aree ove si produce in via continuativa e prevalente rifiuti speciali e/o tossico nocivi.

L’atto innovativo del provvedimento sta nel fatto che con l’emendamento presentato dal consigliere BARONE, il Comune, tramite apposite convenzioni, potrà avvalersi delle organizzazioni di categoria per poter dare assistenza nel produrre e presentare le istanze di esclusione e/o riduzione favorendo l’istruttoria delle istanze da parte degli uffici tributi. La CNA, si farà promotrice di iniziative nei confronti di tutti i comuni della provincia di Trapani affinché tutti i comuni della provincia di Trapani: 1. diano seguito al testo della risposta da parte del MEF, datato 28/11/2018 in merito all’interrogazione n. 5-00535 on.le Lombardo Antonino dal testo: Determinazione della superficie assoggettabile alla TARI.

L Alcamo che di quasi tutti i comuni della provincia; 2. diano seguito alle modifiche ai propri regolamenti comunali IUC, esplicitando le modalità di richiesta della esclusione e/o riduzione tari, sia quelle riportate nel testo della risposta da parte del MEF, datato 28/11/2018; 3. diano seguito alla istituzione di apposite convenzioni, come con le Associazioni di categoria per dare assistenza nel produrre e presentare le istanze di esclusione e/o riduzione favorendo l’istruttoria delle istanze da parte degli uffici tributi.

Il Segretario Prov.le CNA Luigi Giacalone

views:
167
ftf_open_type:
kia_subtitle:
"Tutti i regolamenti dei Comuni stabiliscono già che nella determinazione della superficie tassabile delle utenze non domestiche non si tiene conto di quella parte ove si formano di regola..."
MarsalaLive