Birgi, Salvatore Ombra: “L’aeroporto sta morendo per mano della politica più alta ed ingegnosa”

"La politica che ha coscientemente tessuto una tela per far si che non ci fosse un futuro non per l’aeroporto ma per l’intera provincia di Trapani. Non si può restare in silenzio..."

Marsala – Non si può restare in silenzio… Leggo basito. Allora rileggo, forse ho capito male. Ero distratto da altro… Invece purtroppo no. Qui si farnetica, “non è vero che i turisti arrivano solo se c’è l’aeroporto”, ma cosa voleva dire esattamente? Allora il sensibile incremento turistico registrato in concomitanza con l’exploit di Birgi era una mera coincidenza o una astratta invenzione?

Chi deve venire viene ugualmente, c’e un aeroporto a 90 km, il nostro e’ un accessorio… allora tutti gli altri aeroporti d’Italia contigui ad altri sono tutti un grande bluff e allora solo noi siamo intelligenti ad avere capito che è inutile??? Allora è inutile Roma Fiumicino/Ciampino, è inutile Milano Linate/Malpensa/Orio al Serio, è inutile Treviso/Trieste, lo stesso Firenze/Pisa… e da viaggiatore potrei continuare all’infinito.

Peccato che molti di questi aeroporti secondari nonché “superflui” – per la logica siciliana -, sono esempi virtuosi, hanno un traffico passeggeri da capogiro, ed hanno contribuito in maniera rilevante al rilancio del turismo, a decongestionare gli aeroporti maggiori offrendo servizi non sostitutivi ma paralleli, dando opportunità non da poco ai territori di appartenenza.

Peccato, per dirla tutta, che fuori dalla Sicilia, oltre che aeroporti a meno di 100 km ci siano anche infrastrutture funzionanti e funzionali, autostrade degne di questo nome senza infiniti cantieri, rete ferroviaria, reti di collegamento efficienti e veloci, tutto questo qualcuno al Presidente l’ha detto?

Paradossalmente la vera difficoltà non era far funzionare l’aeroporto – che già funzionava godendo peraltro di ottima salute -, ma la vera sfida sedimentata negli anni è stata farlo cadere in un declino quasi irreversibile sia dal piano strutturale che a quello gestionale. Lì l’ingegno utilizzato è stato davvero grande e non da poco. Dalla scelta dei manager, ai fondi non utilizzati – sono rimasti non spesi 11 milioni di euro – , alle mancate sollecitazioni al territorio fino a giungere al logorio – adesso divenuto irreversibile rottura – dei rapporti con Ryanair.

E devo dire che hanno impiegato tutto sommato anche tanto tempo, sotto gli occhi inerti dei politici di turno del nostro territorio votati da noi, che ogni tanto freschi di elettrochoc colti da uno slancio di galileiana memoria – Eppur si muove! – hanno alzato il dito ma per rimetterlo prontamente a posto dopo poco tempo timorosi forse non di perdere consensi elettorali ma di essere redarguiti, o così come gli imprenditori, i commercianti e/o dagli utilizzatori a vario titolo della ricchezza generata dal turismo che hanno atteso di vedere materialmente crollare le presenze dei turisti e tutto ciò che ne consegue e ne conseguirà per fare sentire la loro pur sempre flebile voce.

Il nostro aeroporto sta morendo, e sta morendo per mano della politica più alta ed ingegnosa che ha coscientemente tessuto una tela per far si che non ci fosse un futuro non per l’aeroporto ma per l’intera provincia di Trapani.

La paventata messa in liquidazione – disastrosa se realmente si realizzasse in quanto comporterebbe la perdita della concessione trentennale – mi auguro voglia essere un mezzo per scuotere le coscienze e stimolare il necessario scatto di orgoglio che realmente potrebbe deviare il destino in atto.

E poi mi chiedo qual è il piano di sviluppo strategico e di crescita del nostro territorio in una visione di medio periodo? Quale sarà la progettualità che farà da corollario alle nostre infinite bellezze naturali e risorse storiche?

Per fare un esempio concreto Dubai nel 1980 era una distesa di sabbia con qualche villaggio, il piano di sviluppo prevedeva un piano strategico e urbanistico/infrastrutturale fino al 2050 e lo stanno realizzato tanto da far diventare Dubai una tra le mete turistiche più richieste, e non mi dite li hanno i soldi perché in confronto i miliardi di soldi che si sono sperperati in Sicilia avremmo potuto costruire due Dubai.

Ecco perché va ricordato che la gestione dell’aeroporto è una gestione manageriale e come tale richiede professionalità, piani di sviluppo industriale, interlocutori capaci di confrontarsi con progettualità serie e concrete, fuori dai riflettori delle campagne elettorali, da ripicche territoriali, schieramenti politici.

Perché il futuro è di tutti ed il declino anche…

Salvatore Ombra

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"La politica che ha coscientemente tessuto una tela per far si che non ci fosse un futuro non per l’aeroporto ma per l’intera provincia di Trapani. Non si può restare in silenzio..."
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