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Secondo sciopero Mondiale per il Clima: Alcamo partecipe del cambiamento

Dopo lo sciopero è stata richiesta al Comune di Alcamo la Dichiarazione di Emergenza Climatica e Ambientale - L’abolizione della plastica usa e getta è anche un punto all’interno della richiesta...

Alcamo – Anche Alcamo con un corteo per le vie della città e un sit-in tenutosi in Piazza Ciullo si è unita al Secondo Sciopero Mondiale per il Futuro che si è svolto in tutti i continenti del mondo, in 131 stati e in più di 152 città in Italia.

La tematica, particolarmente sentita, ha spinto i ragazzi a scendere in strada a manifestare, nonostante le difficoltà del periodo scolastico. Gli studenti e le studentesse sono coscienti di quale sia la loro priorità adesso: il loro futuro. Per questo hanno chiesto al Comune di Alcamo di dichiarare l’emergenza climatica e ambientale e agire di conseguenza. L’emergenza è stata già dichiarata dal parlamento della Gran Bretagna, Irlanda, Scozia, dal consiglio comunale di Milano e da oltre 500 consigli comunali nel mondo.

Giorgia Adragna, una studentessa universitaria, ha realizzato per l’occasione delle meduse fatte con bottiglie di plastica raccolte da terra nei giorni precedenti. Un’opera di Reclycled Art dal titolo “Un mare di plastica, meduse di plastica” che ha esposto in Piazza Ciullo per sensibilizzare sul tema dell’inquinamento dei rifiuti plastici soprattutto quelli nei mari e negli oceani.

L’abolizione della plastica usa e getta è anche un punto all’interno della richiesta inoltrata al Comune: FFF Alcamo ha chiede non solo di dichiarare l’emergenza ma in virtù di ciò di fare ogni sforzo per contenere l’aumento della temperatura globale entro 1,5°C e di ritenere il 2021 troppo tardi per recepire la direttiva europea che bandisce la plastica monouso. Recepirla prima e iniziare ad attuarla nei lidi e negli stabilimenti balneari a partire dalla stagione estiva 2019, così come è stato già fatto da varie città in Sicilia, è una delle chiare richieste del movimento.

“Sappiamo benissimo che in democrazia i politici corrono dietro i voti e noi giovani contiamo poco poiché senza il diritto di voto -affermano i ragazzi e le ragazze di Fridays For Future- però il nostro futuro è in pericolo e il minimo che possiamo fare è farci sentire gridando come abbiamo fatto oggi in tutto il mondo. Per questo non ci fermeremo ma continueremo fino a quando non ci sarà garantito un futuro mettendo in atto le opportune misure contro il cambiamento climatico”. Fridays For Future

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