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La Sea Watch entra in porto, “la capitana” arrestata: rischia da 3 a 10 anni di carcere

Migranti sbarcati a Lampedusa - L'ingresso della nave è stato accolto sul molo dagli applausi dei sostenitori della Ong e dalle grida di un gruppo di lampedusani, guidati dall'ex vicesindaco...

È stata arrestata la capitana di Sea Watch, Carola Rackete, che nella notte ha violato l’alt della guardia di finanza, entrando nel porto di Lampedusa. “Non ce la faccio più, devo portarli in salvo”: sono state le sue parole. I finanzieri sono quindi saliti a bordo della nave, procedendo all’arresto. La “capitana” rischia da 3 a 10 anni di carcere. L’accusa è violazione dell’articolo 1100 del codice della navigazione: resistenza o violenza contro nave da guerra. Al momento andrà agli arresti domiciliari. La decisione è della Procura di Agrigento che la accusa di resistenza e violenza a nave da guerra e tentato naufragio.

La comandante, arrestata in flagranza, ha indicato un’abitazione a Lampedusa come domicilio in cui scontare gli arresti. Entro 48 ore la Procura di Agrigento, guidata da Luigi Patronaggio, dovrà chiedere al gip la convalida dell’arresto. Il giudice delle indagini preliminari ha altre 48 ore per fissare l’udienza, che si terrà ad Agrigento, in cui si dovrà decidere se convalidare o meno il provvedimento.

Secondo quanto si apprende, Carola Rackete non verrà processata per direttissima, ma il caso seguirà le vie ordinarie. Le accuse che i pm le rivolgono sono la violazione degli articoli 1100 del codice della navigazione, che sanziona con la pena massima di 10 anni chi fa violenza o resistenza a una nave da guerra, e il tentato naufragio, previsto dagli articoli 110 e 428 del codice penale, e sanzionato con la pena massima di 12 anni. La procura, nelle prossime ore, valuterà anche se ci sono profili di reato nella condotta dell’equipaggio della nave. Nessuna responsabilità è invece configurabile per i parlamentari che sono a bordo della Sea Watch.


Come spiegano i finanzieri, dalla motovedetta della guardia di finanza che in questi ultimi due giorni è sempre rimasta accanto alla nave della ong, le ha intimato l’alt per tre volte. Quando è ormai evidente che la Sea Watch è entrata in porto, la motovedetta tenta un’ultima mossa, ponendosi tra la banchina e la nave per impedire l’attracco. Ma Carola non si ferma e porta la Sea Watch sempre più vicino. L’incidente viene evitato per un niente: la motovedetta e la nave si toccano per un istante, l’imbarcazione della Gdf finisce contro la banchina e riesce però a sfilarsi senza conseguenze per l’equipaggio. Alle 2.50 i finanzieri sono saliti a bordo della nave per uscirne, tre minuti dopo, con la comandante, che è stata prelevata e fatta salire su un’auto tra gli applausi e qualche insulto. L’arresto è stato formalizzato poco dopo nella caserma della guardia di finanza: con la manovra compiuta, è la tesi degli investigatori, Carola ha fatto resistenza alle autorità e ha rischiato di provocare un incidente. Per questo è probabile che le venga contestato anche il tentato naufragio. Subito dopo aver portato via Carola, i militari e gli uomini della polizia sono saliti a bordo per notificare il provvedimento di sequestro della nave. E a bordo sono saliti anche i medici e i volontari dell’Unhcr e dell’Oim, per un primo screening sanitario e per fornire ai migranti le prime informazioni.


L’ingresso della nave è stato accolto sul molo dagli applausi dei sostenitori della Ong e dalle grida di un gruppo di lampedusani, guidati dall’ex vicesindaco dell’isola Angela Maraventano, che urlano vergogna. “Non si può venire a fare quello che si vuole, non venite nelle nostra isola se no succede il finimondo. Fate scendere i profughi e poi arrestateli tutti”, ha gridato Maraventano più volte rivolgendosi alle forze dell’ordine. All’esponente leghista ha risposto l’ex sindaco Giusi Nicolini, anche lei sul molo: “Che vuoi tu, chi sei tu per decidere chi deve venire e chi no”. “Non avevamo scelta – dice la portavoce della Ong Giorgia Linardi -. Alla comandante non è stata data nessuna soluzione nonostante avesse dichiarato da 36 ore lo stato di necessità. Era dunque sua responsabilità portare queste persone in salvo. La violazione non è stata del comandante, ma delle autorità che non hanno assistito la nave per sedici giorni”. I migranti al sorgere dell’alba hanno messo finalmente piede a terra. Non prima di aver abbracciato uno ad uno i volontari di Sea Watch.

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Migranti sbarcati a Lampedusa - L'ingresso della nave è stato accolto sul molo dagli applausi dei sostenitori della Ong e dalle grida di un gruppo di lampedusani, guidati dall'ex vicesindaco...
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