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Il destino dell’Ipab Opere Pie riunite Pastore e San Pietro di Alcamo appare segnato

Il Commissario Straordinario, Vito Giuliana: "Assistere, per decenni se non per secoli, minori provenienti da famiglie disagiate ha assunto, nel tempo, un significato di "investimento sociale" che..."

Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza OPERE PIE RIUNITE PASTORE E SAN PIETRO – Alcamo

Alcamo – Il destino dell’IPAB Opere Pie riunite Pastore e San Pietro di Alcamo appare, sempre più inesorabilmente, segnato. Il crescente disinteresse delle Istituzioni preposte alla tutela delle fasce più indifese della società civile e alla salvaguardia dei livelli occupazionali rischia di provocare una irreversibile crisi economico finanziaria tale da non permette più di soddisfare i bisogni primari degli utenti ospiti dell’IPAB.

Assistere, per decenni se non per secoli, minori provenienti da famiglie disagiate ha assunto, nel tempo, un significato di “investimento sociale” che, evidentemente, costituisce sempre meno un primario obiettivo per chi amministra la “cosa pubblica” della Città di Alcamo. Il declino e l’eventuale conseguente “scomparsa” dell’IPAB Pastore e San Pietro di Alcamo, potrebbe costituire, rebus sic stantibus, un “fallimento” non solo per l’ente stesso, ma per tutta la collettività alcamese.

L’IPAB “Opere Pie Riunite Pastore e San Pietro” di Alcamo è una Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza sotto il controllo e la vigilanza dell’Assessorato della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro. Trae la sua origine dalla fusione delle II.PP.A.B. “Opera Pia Pastore” e “Casa della Fanciulla San Pietro”, entrambe con sede in Alcamo, si prefigge lo scopo della solidarietà in favore dei soggetti e dei nuclei familiari in stato di bisogno, garantendo ai destinatari dei servizi resi un adeguato livello assistenziale, nel pieno rispetto della dignità e della riservatezza personale.

L’attività dell’I.P.A.B. è diretta all’organizzazione ed erogazione di servizi nel campo degli interventi socio -assistenziali e socio – sanitari integrati.

Nell’ambito della propria attività, l’I.P.A.B. collabora con gli Enti locali territoriali per far fronte a situazioni emergenti nel territorio, si collega con gli altri servizi sociali del territorio comunale e provinciale e promuove l’integrazione degli interventi sociali e sanitari.

La comunità tra il servizio residenziale e semiresidenziale diurno, ad oggi, si prende cura di 38 minori.

A far data dal 01/01/2019 l’Amministrazione Comunale di Alcamo, motivando con la scarsa disponibilità finanziaria in bilancio, decise di non rinnovare, per il servizio semiresidenziale diurno, n 10 convenzioni SU 29, non prendendosi cura del destino dei minori e mandandoli a casa come se fossero “dei pacchetti”.

L’IPAB nella persona del commissario straordinario, in coerenza con l’obiettivo prioritario di tutelare i minori, pur nella consapevolezza delle difficoltà economiche, sentito e avuta piena disponibilità del personale che da diversi mesi non percepisce la retribuzione, ha deciso con propria delibera commissariale di assumere a totale carico dell’IPAB i 10 minori e non mandarli a casa, malgrado le difficoltà finanziarie del momento. Numerosi gli incontri senza nessun segnale concreto con l’Amministrazione Comunale di Alcamo relativamente ai 10 minori a carico dell’IPAB.

Considerato il perdurare della “indifferenza” nell’affrontare il problema del Comune di Alcamo, che dal primo gennaio 2019 ha deciso di non pagare più le rette a 10 bambini, oggi la sofferta decisione del Commissario Straordinario arch. Vito Giuliana che, alla luce della crisi economica finanziaria che la struttura sta attraversando, ha dovuto disporre la sospensione del servizio ai 10 minori ospiti del semiconvitto a totale carico dell’Ente fino alla data del 30 giugno 2019.

A causa della mancanza di sensibilità del Comun di Alcamo, 10 bambini non potranno usufruire di un adeguato livello assistenziale ne beneficiare del progetto “ATTIVITA’ ESTIVE”.

Il Commissario Straordinario, Vito Giuliana

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Il Commissario Straordinario, Vito Giuliana: "Assistere, per decenni se non per secoli, minori provenienti da famiglie disagiate ha assunto, nel tempo, un significato di "investimento sociale" che..."
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