Crema e Cioccolato Inaugurazione Marsala
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Vittorio Alfieri: “Centri di detenzione libici, l’inferno in terra”

"Dal settembre 2018 sino a fine maggio scorso, sarebbero morte 22 persone, corpi conservati in celle frigorifere e stanze con aria condizionata. I detenuti sono quasi tutti di nazionalità eritrea..."

Marsala – Caro direttore, mi perdoni, ma è uno dei pochi strumenti che abbiamo, mi arrogo il diritto di parlare al plurale, e sono sicuro che tutti condivideranno la mia “denuncia ” che avviene grazie all’informazione. L’opinione pubblica italiana ha appreso di ciò che sarebbe accaduto, secondo il resoconto dei sopravvissuti e degli organi d’informazione (AP agenzia di stampa internazionale e video di Channel 4 della Gran Bretagna) a Zintan, Libia occidentale, in un centro di detenzione. 700 i detenuti che riceverebbero un solo pasto al giorno, un paio di secchi d’acqua al giorno per tutti i detenuti che “vivono” tra spazzatura ed escrementi e fonte Msf, ossia Medici Senza Frontiere, gran parte affetti da tubercolosi.

Dal settembre 2018 sino a fine maggio scorso, sarebbero morte 22 persone, corpi conservati in celle frigorifere e stanze con aria condizionata. I detenuti sono quasi tutti di nazionalità eritrea, nazione in cui vige una dittatura “de facto”, la cui popolazione è di religione islamica sunnita e cristiani ortodossi (più della metà). Alla luce delle informazioni raccolte, i 700 detenuti avrebbero diritto quantomeno alla protezione sussidiaria se non internazionale.

E la nostra nazione che fa? Dal 2017 ha stretto un accordo con la guardia costiera libica, che sarebbe fortemente corrotta, che impedisce gli sbarchi, impedendone la partenza. Ecco spiegata la drastica diminuzione degli arrivi sulle nostre coste dal 2018. Riprendendo il racconto dei fatti, la nostra nazione fornisce risorse non solo economiche alla guardia costiera libica, che a sua volta smista in centri di detenzione, come quelli probabilmente di Zintan.

La nostra nazione ha parecchie difficoltà, non temo sorta di smentita, ha tutt’ora un Indice di Sviluppo Umano (acronimo ISU) molto alto in termini numerici, lo 0,89 e il massimo è 1. ISU che tiene conto di: PIL PRO-CAPITE, ALFABETIZZAZIONE E SPERANZA DI VITA. In ragione del “benessere” che godiamo, non abbiamo il dovere morale quantomeno di “denunciarlo”? Quanto “denunciato” non è disumano? Non siamo moralmente “complici”? Io mi sento “complice”. Contribuisco ad esimermi dalla complicità morale con la solidarietà alle associazioni come Amici del Terzo Mondo, e proprio a breve a “Marsala solidale” la cui ragione sociale sarà cercare di aiutare i “bisognosi” di qualsiasi etnia, religione, sesso, lingua, partendo dal nostro territorio. E poi la denuncia come esplicitato in questa lettera.

Grazie, sono certo che “l’accoglierete”.

Vittorio Alfieri

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"Dal settembre 2018 sino a fine maggio scorso, sarebbero morte 22 persone, corpi conservati in celle frigorifere e stanze con aria condizionata. I detenuti sono quasi tutti di nazionalità eritrea..."
MarsalaLive