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Vittorio Alfieri: “Istruzione, sanità, sviluppo: il sud Italia è ancora uno studente di serie B”

"L'Italia è quint'ultima nella spesa pubblica per l'istruzione nella UE, lo 0,8 in meno rispetto al Pil, che monetizzando si traducono in 12.5 miliardi di euro. Paradossalmente migliora..."

Marsala – Caro direttore, sono stati resi noti i test Invalsi di tutte le scuole di ordine e grado. La bontà e nobiltà del test è quasi da tutti riconosciuta. Il test non determina il giudizio sugli alunni e l’operato dei docenti. Il test di quest’anno ha evidenziato (le materie testate sono: italiano, matematica, inglese) che al nord i risultati sono nella norma, al sud no, soprattutto in tre regioni, Campania, Calabria, Sicilia.

La differenza non si evidenzia in inglese ma in italiano e matematica. Al 35% degli studenti della scuola secondaria superiore di primo grado il test viene somministrato in terza media, non comprende un testo scritto semplice, tale percentuale diventa il 50% nelle regioni citate.

La matematica, a mio avviso e non solo, è logica, la logica aiuta il pensiero, i nostri ragazzi hanno lo stesso deficit nell’italiano, assodato il deficit, un grande maestro di vita che ha studiato presso la scuola del marciapiede mi ha insegnato: dammi una soluzione plausibile, altrimenti sei organico al deficit. In ragione di questo insegnamento, la soluzione plausibile potrebbe essere investire nella ricerca, sia essa tecnologica – giuridica – sanitaria – culturale, sviluppo e istruzione.

L’Italia è quint’ultima nella spesa pubblica per l’istruzione nella UE, lo 0,8 in meno rispetto al Pil, che monetizzando si traducono in 12.5 miliardi di euro. Paradossalmente migliora in ricerca e sviluppo, siamo dodicesimi, lo è anche grazie alle nostre risorse umane, ma investiamo meno di14.5 miliardi di euro.

I dati riportati si riferiscono all’anno 2016. Una società progredisce se investe in questi settori, aggiungerei infrastrutture. Torno alla soluzione, come si reperiscono le risorse economiche? Spending review e diminuzione interessi debito pubblico. Quasi tutti gli economisti stabiliscono in 13 miliardi di euro per difetto il reperimento di risorse che si avrebbe con le azioni auspicate.

Dal recupero dell’evasione solo il 50%, altri 53. 5 miliardi di euro. Elimineremmo il gap istruttivo nord/sud, con l’UE. Il gap di ricerca sviluppo ed infrastrutturale. Ci riusciremo? Credo di sì, lo dobbiamo ai nostri figli.

Ad maiora semper. Grazie dell’ospitalità.

Vittorio Alfieri

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"L'Italia è quint'ultima nella spesa pubblica per l'istruzione nella UE, lo 0,8 in meno rispetto al Pil, che monetizzando si traducono in 12.5 miliardi di euro. Paradossalmente migliora..."
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