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“Povera patria”

"È umiliante vedere per l'ennesima volta il parlamento luogo di faide politiche tra maggioranza e opposizione. Nella precisione, alla camera del senato, per il decreto sicurezza bis..."

No, no. La nazione italiana non lo merita. È umiliante vedere per l’ennesima volta il parlamento luogo di faide politiche tra maggioranza e opposizione. Nella precisione, alla Camera del Senato, per il decreto sicurezza bis, il governo per convertirlo in Legge ha posto la fiducia, prassi consolidata, legittima, nella nostra democrazia parlamentare, e forse anche abusata. In ragione dell’abuso, il M5s ha sempre sostenuto di volere ridare centralità al Parlamento, ricorrendo il meno possibile alla fiducia.

In questo anno lo ha fatto di meno di poco, lo ha fatto rispetto ai governi Gentiloni, Renzi, Monti e Berlusconi quater. In termini assoluti, 11 volte dal suo insediamento (compresi i due che si devono ottenere per la nascita del governo). Ma ha anche presentato provvedimenti minori, decisamente.

Promessa della restituzione della centralità al parlamento, in questo anno non mantenuta. Nella fiducia votata le opposizioni hanno cosi votato, PD no, FDI astenuto, FI non ha partecipato al voto rimanendo in aula, forse una novità assoluta. È utile informare i lettori che da questa legislatura, il regolamento del Senato non ritiene più l’astensione un voto contrario ( si evitano le spiegazioni tecniche ma lo sostanza è quella), men che meno la presenza in aula senza votare. Il senatore Airola(m5s) in aula, citando un suo precedessore che i più grandi ricorderanno Rino Formica( socialista) ha fatto suo il pensiero che: << la politica è sangue e merda >>, per motivare il suo voto di fiducia, dopo un ripensamento. Altro passaggio avvenuto sempre al senato, la mozione TAV, lo stesso ha respinto la mozione del M5s che chiedeva la rinuncia alla sua costruzione, invece costruzione appoggiata dal presidente del consiglio Conte, espressione del M5s.

La mozione è stata respinta con i voti della LEGA, PD, FI e FDI. Il senatore Airola, sempre lui, motivando il suo no alla TAV, ha fatto enorme confusione tra costi e chilometraggi, provocando accesi mugugni in aula. Questo voto ha provocato l’ira funesta del vice presidente del Consiglio, Salvini: rumors raccontano che abbia “ordinato” ai parlamentari della lega di non lasciare Roma nonostante si sia a ridosso di Ferragosto, il che lascerebbe presagire un’imminente crisi di governo.

Sarà vero? Fuori dal parlamento Toti, governatore della Regione Liguria, ha de facto operato una scissione da Forza Italia. Renzi la paventa da tempo dal PD. Calenda, dopo avere preso la tessera del PD, appena dopo la sconfitta alle elezioni politiche del 2018 come atto di amore, anche lui ha minacciato la scissione. NO NO, l’Italia non lo merita, un atto di amore per la nazione NOOO???

Vittorio Alfieri

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"È umiliante vedere per l'ennesima volta il parlamento luogo di faide politiche tra maggioranza e opposizione. Nella precisione, alla camera del senato, per il decreto sicurezza bis..."
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