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Crisi di Governo: di buone intenzioni è lastricata la strada per l’inferno

"Non è certamente felice definire "strumenti" le donne e gli uomini che collaboreranno alla realizzazione di esse. Ecco, gli strumenti fanno la differenza tra i soggetti politici"

Il manifesto delle buone intenzioni, è quello espresso da Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei Ministri dimissionario, in queste ore incaricato dal Presidente della Repubblica della formazione di un nuovo governo. Manifesto nobile e condivisibile, si rifà alla costituzione italiana.

Le intenzioni che hanno come faro del nuovo programma governativo,sono: lavoro, uguaglianza in tutte le sue declinazioni, laicità, rispetto delle istituzioni, ruolo di primo piano della nazione nella UE. In più ha aggiunto che per realizzarle necessita una stagione di riforme. Adesso lo aspettano giorni intensi per trovare gli uomini giusti per realizzare le intenzioni. Anche perché una delle definizioni più espresse della scienza politica , che politica è “trovare gli strumenti per realizzare le proprie idee”.

Non è certamente felice definire “strumenti” le donne e gli uomini che collaboreranno alla realizzazione di esse. Ecco, gli strumenti fanno la differenza tra i soggetti politici. Semplificando, il lavoro : cuneo fiscale o costo dello stesso?

Uguaglianza: libertà di autoterminarsi ovunque, o solo nel paese di origine?Laicità : una persona può decidere liberamente del suo corpo o lo Stato stabilisce per legge i comportamenti su di esso? (Esempio : eutanasia si o no?) Rispetto delle istituzioni : ogni ministro è competente e responsabile del suo dicastero, non sono ammesse ingerenze o si? Elezione del prossimo presidente della repubblica nel 2022, con maggioranza qualificata o maggioranza semplice? Ue: euro imprescindibile si o no? Alleanza con i paesi di Visegrad o con Francia, Spagna e Germania sulla immigrazione?

Gli strumenti, presidente incaricato Conte, faranno la differenza tra il primo governo da lei diretto ed il prossimo, quando scioglierà la riserva positivamente. Ed il trasformismo politico di cui è accusato, che ebbe la sua origine con De Pretis, sarà dimenticato, e potrebbe essere riconosciuto come un appartenente alla sinistra storica di Rattazzi, Cairoli, Gioberti, Crispi e lo stesso De Pretis, che condividevano un’idea comune anche al parlamento italiano di oggi, il liberalismo, pregno delle sue buone intenzioni.

Buon lavoro.

Vittorio Alfieri

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"Non è certamente felice definire "strumenti" le donne e gli uomini che collaboreranno alla realizzazione di esse. Ecco, gli strumenti fanno la differenza tra i soggetti politici"
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