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Linda Licari: “Quattordici mesi di insulti”

"La frase più gentile e più divertente fu 'lavati i piatti'... I commenti sessisti pubblicati sui social non li dimentico, questi rimangono e molti non sono stati neanche rimossi. Certe frasi sono..."

Marsala – Scrivo oggi, venerdì 30 agosto, una nota politica che avrei voluto pubblicare ieri, giorno del tredicesimo compleanno di mia figlia, perché il precedente venne già pregiudicato da una mozione che presentai in Consiglio Comunale e che destò tante critiche e attacchi personali.

Proprio il 29 agosto 2018 venivo attaccata per una “mozione di Censura contro le politiche eversive del Ministro Salvini”, in seguito al caso della nave della guardia costiera “Diciotti”, di cui parlarono tutte le più importanti testate giornalistiche mondiali, e sul quale si aprì un’indagine dalla Procura di Agrigento che passò poi al tribunale dei ministri, trattandosi di un reato ministeriale. “Sequestro di persona, sequestro di persona a scopo di coazione, arresto illegale, abuso d’ufficio e omissione d’atti d’ufficio” questi i reati attribuiti”. L’epilogo lo conosciamo.

Sulla mia pagina facebook proprio ieri, venivano fuori i ricordi di quel 29 agosto, in cui oltre agli insulti, ricevetti centinaia di messaggi di solidarietà. Amici, conoscenti, politici, giornalisti, di varie estrazioni politiche. Certo ricordo anche quelle che non arrivarono mai.

Nonostante il conforto ricevuto, in quelle ore in cui in tanti mi consigliavano di non aprire Facebook e non andare più su certi gruppi social, rimane il ricordo di quel pugno allo stomaco, quel malessere, quel nodo in gola, di chi si sente accusato, di chi si sente solo, semplicemente per aver espresso un pensiero che in quel momento andava contro corrente. Il vento in poppa lo aveva il capitano.

Non mi spiego come tanta gente, di diverse classi sociali, potesse prendersela con una consigliera che con toni moderati, avesse manifestato la sua posizione politica con un atto pubblico, che è prerogativa della carica che si riveste. Perché un consigliere comunale pur essendo, nella gerarchia politica, la carica meno “influente”, (ma a diretto contatto con la cittadinanza), ha il diritto e il dovere di schierarsi innanzi a scelte politiche che provengono dai rappresentanti del governo centrale.

I commenti sessisti pubblicati sui social non li dimentico, questi rimangono e molti non sono stati neanche rimossi. Certe frasi sono visibili a tutti, persino alle mie figlie, alle quali ho insegnato prima di ogni altra cosa ad esser coraggiose e a non aver mai paura di esprimere ciò che si pensa, anche quando le proprie idee sembrano troppo lontane da quelle della massa.

La frase più gentile e più divertente fu “lavati i piatti…”, ma seguirono tanti altri commenti volgari e sessisti, frasi che neanche al bar…

Ma guarda caso, il destino anche dei politici è così imprevedibile. Proprio ieri 29 agosto, giorno in cui, tredici anni fa, misi al mondo mia figlia, giorno in cui ricevetti u mare di insulti, proprio in questo giorno, il premier Conte riceveva l’incarico, da Mattarella, per formare il nuovo governo, quello che toglierà definitivamente e mi auguro senza ritorni, la carica di ministro dell’interno ad un volgare, arrogante, razzista e buffone (consentitemelo) all’onorevole Salvini. Lui che è stato capace di sdoganare un linguaggio violento e odioso, che mira a destabilizzare il popolo al grido “prima gli italiani”, lui che ha fatto venir fuori i rigurgiti fascisti, sedendosi con estremisti di accertata violenza pubblica, si è fatto beffa della giornata del 25 aprile. Ha strumentalizzato la religione, disumanizzato la nostra società, portandoci all’indifferenza verso chi annega in mare, verso il più debole. Ha cancellato anni di storia e cultura dell’accoglienza italiana, di democrazia e di conquiste di diritti civili.

Negli ultimi mesi ci hanno fatto credere che l’unico problema italiano sono i flussi migratori degli africani, tematica di una tale serietà e importanza che non va di certo risolta in un post sui social, ma nelle sedi opportune, quelle per il quale si viene eletti, si viene lautamente retribuiti e spesso si disertano, così come ha dimostrato Salvini.

Voglio sperare che il clima antidemocratico di questi ultimi mesi sia solo un ricordo, una pagina oscura della nostra storia. Il nostro paese ha bisogno di trovare equilibrio, con governanti che programmino per un futuro migliore per i nostri figli, parlino di ambiente, di infrastrutture, di riduzione del debito pubblico, di lotta all’evasione fiscale e difendano i coraggiosi che lottano ogni giorno le mafie.

Voglio sperare che si torni a vivere in un paese in cui i politici mostrino impegno concreto e divulghino la cultura, l’eleganza dei modi, la conoscenza, non moltiplichino il malcostume attraverso l’uso di parolacce e bugie, che spesso li fa apparire più vicini al popolo, ma in realtà, come diceva Tullio De Mauro, “nascondono scarsa capacità di usare le risorse più appropriate della lingua”.

Questo il nostro ministro Salvini lo ha dimostrato anche e sopratutto in Parlamento!

Prof.ssa M. Linda Licari
Consigliera Comunale

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