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Cambiamento climatico, la terra chiede aiuto

Il vulnus principale è stato individuato, adesso è giunto il tempo di agire, lo dobbiamo alle generazioni dei nostri figli, dei loro figli e anche a noi. Diversamente è retorica

Si rischia di cadere nella retorica. Domani si apre a New York il Climate Action Summit delle Nazioni Unite. Hanno aderito oltre 150 nazioni. Il summit tratterà anche di giustizia climatica, abbandono produzione energia da carbon fossile eliminata, azzeramento emissioni gas serra, e affidarsi alla scienza per salvare il pianeta.

I punti trattati corrispondono alle rivendicazioni del movimento i Friday for Future che ha nella sua ispiratrice ed icona nella ragazza svedese Greta Thunberg. Greta iniziò la sua protesta l’agosto ed è riuscita ad arrivare alla coscienza di milioni di ragazzi in tutto il mondo, ragazzi che si sono mobilitati in questi 13 mesi e lo faranno anche nella occasione del summit.

La mobilitazione avverrà anche in Italia il 27 settembre prossimo a piazza Montecitorio. L’azzeramento della produzione dei gas serra, alla quale concorre anche il disboscamento, è prevista per il 2050, comunque deve avvenire la riduzione del 45% delle emissioni di gas serra entro il 2030, sono 37,1 miliardi di tonnellate di anidride carbonica principale attrice nell’effetto serra nel 2018, altrimenti potrebbe essere un punto di non ritorno.

Il vulnus principale è stato individuato, adesso è giunto il tempo di agire, lo dobbiamo alle generazioni dei nostri figli, dei loro figli e anche a noi. Diversamente è retorica.

Vittorio Alfieri

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Il vulnus principale è stato individuato, adesso è giunto il tempo di agire, lo dobbiamo alle generazioni dei nostri figli, dei loro figli e anche a noi. Diversamente è retorica
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