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Migranti, vertice Malta: molti pro ma anche molti contro…

No agli sbarchi fantasma, in notevole aumento, anche la città di Marsala ne è teatro. Gli accordi con la Libia non sono toccati minimamente. Altra importantissima emergenza umanitaria...

Parturient montes, nascetur ridiculus mus (Orazio). La locuzione latina è riferita al vertice sull’immigrazione tenutosi ieri a La Valletta (Malta). Erano presenti i ministri degli interni di Francia, Germania, Malta e Italia.

La Finlandia in quanto paese di turno alla presidenza della UE e Avramopoulos commissario UE affari interni migrazioni e cittadinanza, uscente della famigireta commissione Junker. Il topolino partorito dalle nazioni partecipanti e redistribuzione obbligatoria dei migranti, anche quelli economici, entro 4 settimane da proporre alle altre nazioni europee il prossimo 8 ottobre in occasione dell’incontro del consiglio affari interni che si terrà a Lussemburgo.

Nel caso di respingimento della richiesta protezione internazionale, rimpatri a carico della nazione in cui viene inoltrata la domanda. Rotazione dei porti di approdo su base volontaria. Progetto pilota da verificare durante l’applicazione. Elementi critici dell’accordo sono: si applica solo ai migranti salvati da navi ONG, militari, commerciali.

Quindi no agli sbarchi fantasma, in notevole aumento, anche la città di Marsala ne è teatro.

Gli accordi con la Libia non sono toccati minimamente. Altra importantissima emergenza umanitaria è legata ai migranti della rotta balcanica. Nell’isola di Lesbo(Grecia), esiste un campo profughi i cui “abitanti”, sono principalmente di nazionalità siriana, afgana,irachena e congolese.

L’hotspot contiene il 70% in più di migranti rispetto alla capienza. Altri Hotspot sono le isole di Chio, Samo, Leros e Kos, che versano nelle identiche condizioni. Gli hotspot furono aperti dopo il biennio 2015/16 e portarono alla migrazione di un milione di persone sulla rotta balcanica.

C’è un’accordo economico di 6 miliardi euro tra UE e Turchia per impedire ai migranti l’arrivo in Europa. I freddi numeri dicono che il flusso migratorio maggiore è mediorientale, con l’aggiunta del Congo. E in questa emergenza la montagna UE, non solo non ha partorito un topolino ma ha stretto accordi con la tigre Erdogan.

L’auspicio è che l’8 ottobre a Lussemburgo il topolino si trasformi in colomba.

Vittorio Alfieri

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MarsalaLive