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Mafia, operazione “Scrigno”: chiuse le indagini per 29 tra boss e politici trapanesi

Si tratta dell’operazione che portò all’arresto da parte dei carabinieri di 25 persone tra cui Francesco e Pietro Virga, il presunto capomafia Francesco Orlando e l’ex deputato all’Ars...

E’ stato notificato l’avviso di conclusione indagini per 29 indagati del blitz “Scrigno” della Dda di Palermo. Si tratta dell’operazione che portò all’arresto da parte dei carabinieri di 25 persone tra cui Francesco e Pietro Virga (figli del boss Vincenzo, arrestato da latitante nel 2001), il presunto capomafia Francesco Orlando e l’ex deputato all’Ars Paolo Ruggirello, tutti e quattro ancora detenuti.

L’inchiesta condotta dall’aggiunto Paolo Guido e dai sostituti Gianluca De Leo e Claudio Camilleri svelò le attività delle famiglie mafiose di Trapani, Paceco e Marsala attive soprattutto nella raccolta dei voti in prossimità delle tornate elettorali. Ma anche episodi di estorsione e danneggiamento con incendio, tutti aggravati dal metodo mafioso.

Tra i soggetti destinatari dell’avviso di conclusione indagini, oltre ai principali indagati, ci sono anche alcuni politici locali che a marzo non furono coinvolti nel blitz. Si tratta di Francesco Todaro (candidato alle ultime primarie del Pd a Erice in quota Ruggirello), Luigi Manuguerra (di cui si era occupato anche il giornalista Mauro Rostagno), il figlio Alessandro Manugerra che siede tuttora in consiglio comunale a Erice, e Vito Mannina, ex consigliere comunale a Trapani.

Nel corso dell’indagine è emerso anche l’interesse di Cosa nostra trapanese su Favignana (arcipelago delle Egadi) e la scorsa settimana è tornato in carcere anche il presunto boss dell’isola, Vito D’Angelo di 71 anni, che era stato trasferito ai domiciliari per motivi di salute: durante il suo ritorno a Favignana aveva ripreso a frequentare i vecchi amici legati alla mafia trapanese. In seguito al blitz il Riesame aveva riqualificato in “concorso esterno in associazione mafiosa” l’accusa al politico Paolo Ruggirello. Inizialmente l’ex deputato era stato arrestato per mafia per aver “preso parte all’associazione mafiosa, quale politico destinatario delle preferenze elettorali fatte confluire da esponenti dell’associazione nel corso di varie consultazioni elettorali” tra cui le elezioni regionali del 2017 in cui Ruggirello era candidato. [Gds.it]

 

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