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“Cosa abbiamo meno di San Vito Lo Capo per non inventarci una kermesse enogastronomica a Marsala?”

Diego Maggio: "La nostra piccola flotta marinara è specializzata nel pescespada e nel pesce azzurro: entrambi si sposano felicemente con i nostri grandi bianchi autoctoni. Ce n’è abbastanza per..."

Marsala – Continuo il mio viaggio nella costruzione – pietra su pietra – di una Marsala degna di essere (per numero di abitanti) la quinta città della Sicilia e che, ben governata, diverrà la …”quinta essenza” dell’Isola.

Cosa ci manca per istituire qui – come fanno in Costa Azzurra e a Venezia – una Rassegna cinematografica di livello internazionale? Cosa abbiamo meno di San Vito Lo Capo per non inventarci una kermesse enogastronomica che competa con il geniale Cuscus Fest? La nostra piccola flotta marinara è specializzata nel pescespada e nel pesce azzurro: entrambi si sposano felicemente con i nostri grandi bianchi autoctoni. Ce n’è abbastanza per organizzare a Marsala un “Festival Mediterraneo dei Vini da Pesce”!

Perché la prima vera “città italiana del vino” non ha ancora un suo Ente Fiera (di sicuro, non mancano gli spazi), una sua vera Casa del Marsala (magari allocata nella Palazzina Ingham) e un suo degno MUSEO DEL VINO (possibilmente a Palazzo Fici)?

La “Strada del Vino Marsala-Terre d’Occidente” sta facendo, attraverso il suo presidente Salvatore Lombardo, un ottimo lavoro di promozione (anche per le iniziative coordinate professionalmente da Rosa Rubino) e di programmazione di tali obiettivi ambiziosi ma possibili. E va sostenuto l’impegno aggregativo del nostro ex Sindaco (quello del “buon governo”) che deve portare alla rinascita – con il giusto equilibrio fra industriali e viticoltori – del Consorzio di Tutela del vino Marsala.

Abbiamo – almeno dal 1931 – la prima d.o.c. d’Italia! Fu il primo vino italiano a vedersi disciplinato da uno strumento normativo di delimitazione della zona tipica di produzione. E nell’imminenza del 2021 (che vedrà celebrare il 160° anniversario), ridaremo fiato alla mia proposta di far dichiarare il Marsala quale vino dell’Unità d’Italia. E ne difenderemo la vera identità, combattendo tutti i plagi e le falsificazioni.

Siamo stati e ridiventeremo modelli di intrapresa attorno a questo patrimonio collettivo, storico e produttivo, già famoso in tutto il mondo. Reimpianteremo vigneti. E così , meglio remunerando la materia prima, il bene-terra riacquisterà valore. Qualche giovane marsalese tornerà per investire nella terra dei padri, per il vino dei padri

La nostra è una città/territorio, con le sue cento contrade (che – insieme ai mille “chiàni” – tutte conosco per averci vissuto) e i suoi vigneti modellati sulla fascia costiera e nei feudi collinari, costituisce un esempio eccezionale di paesaggio la cui cultura e naturalità esprime una enorme potenzialità di sviluppo economico se sapremo valorizzare – anche in termini di accoglienza turistica enogastronomica negli spazi rurali – l’attrattiva di una tradizione antica e la capacità di dar luogo ad una produzione vinicola di eccellenza mondiale.

DIEGO MAGGIO

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Diego Maggio: "La nostra piccola flotta marinara è specializzata nel pescespada e nel pesce azzurro: entrambi si sposano felicemente con i nostri grandi bianchi autoctoni. Ce n’è abbastanza per..."
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