Consiglio comunale di Marsala, la seduta dei lunghi coltelli

La notte dei lunghi coltelli di Hitleriana memoria, ha fatto scuola politicamente, fortunatamente. L'assise di palazzo delle lapidi non si è si fatta sfuggire l'occasione della presenza in aula...

Marsala – L’assise di palazzo delle lapidi non si è si fatta sfuggire l’occasione della presenza in aula Dioniso I/Di Girolamo, perché doveva essere approvato il rendiconto di gestione relativo all’anno 2018 e bersagliarlo di pugnalate, ossia critiche feroci.

La, prima stilettata è di Fortebraccio, a suo avviso è stata un’occasione perduta. Più incisiva è Kay Casparotta definendolo lui si il sindaco perdente, non come lo stesso aveva fatto con lei.

Holden/Nuccio sostiene che un fallimento assoluto sia stato la progettualità per lo stagnone, patrimonio della città, che nella prima repubblica avrebbero cacciato a pedate l’assessore Passalacqua, reo di avere offesa l’assise con l’epiteto barbara per avere bocciata l’idea, acqusal. Beth/Meo rinnova la fedeltà a Dioniso I, anche se ha rilevato criticità.

Metello/ Rodriquez M. concorda con Beth sui progetti importanti che il sindaco ha messo in atto, ma l’ordinaria amministrazione è stata una debacle e si smarca. La pugnalata quasi mortale è inferta da Padre/Vinci, lo accusa di averlo destituito dalla carica di capogruppo consiliare solo perché lo ha biasimato. La sua defenestrazione è avvenuta con la complicità di Beth, Fortebraccio e Metello, che adesso lo abbandonano, si vergogna per loro.

Puntuale arriva la replica degli accusati tranne Metello. Dioniso I difende il suo operato. La seduta si avvia alla conclusione: Re Claudio/Sturiano fa notare a Dioniso I che il confronto è democrazia, il sindaco concorda, ma non le offese.

Padre/Vinci sferra la coltellata finale nei confronti di Don Circostanza/A. Licari, chiede a re Claudio di trasmettere alla Procura della Repubblica la registrazione della seduta, perché a suo avviso rispetto ai debiti fuori bilancio contratti dalla sindacatura di Giulia Adamo ex primadonna della politica cittadina, provinciale, regionale, di cui lo stesso era vicesindaco e assessore al bilancio e di cui don Circostanza ha parlato nel suo intervento, ha affermato che: “L’amministrazione Adamo ha creato volutamente un debito fuori bilancio per un fatto politico, questo fatto non è vero, è un falso di bilancio di chi ha proposto quei bilinaci, dirigenti e anche questo consiglio che ha dovuto pagarli, con preghiera di allegare i bilanci del periodo a cui fa rifermento il vice sindaco”.

La notte dei lunghi coltelli di Hitleriana memoria, ha fatto scuola politicamente, fortunatamente.

Vittorio Alfieri

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