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Marsala, scrive Diego Maggio sulla questione del porto: “Ha i connotati della commedia”

"I marsalesi hanno il diritto di sapere che fine hanno fatto i 49 milioni di euro previsti e impegnati dall’allora governo regionale sulle istanze dell'amministrazione comunale guidata da Giulia Adamo"

Riceviamo e pubblichiamo

Marsala – La questione del porto di Marsala è diventata esilarante. Ha i connotati della commedia, se la cosa non fosse ormai precipitata in una vera e propria epocale tragedia.

L’investimento finanziario per gli interventi urgenti (spaparazzati come un “rifacimento” dell’attuale porto pubblico) è di appena 800 mila euro. Una cifra che non potrà incidere su nulla: che non cambierà il volto della parte marinara della nostra città, che non porterà alcuna rivoluzione imprenditoriale, ne’ economica. E nemmeno per un… “aperitivo” verso la messa in sicurezza del porto, che si sta letteralmente sbriciolando.

Una cifra così irrisoria che è come un pietoso palliativo rispetto ad un malato terminale, come è ormai rovinosamente definibile la nostra infrastruttura portuale.

I marsalesi hanno il diritto di sapere che fine hanno fatto i 49 milioni di euro previsti e impegnati dall’allora governo regionale sulle istanze dell’amministrazione comunale guidata da Giulia Adamo.

Se non ci sono più (magari per intervenuta perenzione), vogliamo sapere perché e di chi è la responsabilità di tale delittuosa scomparsa.
All’esito di siffatto accertamento, rimane intatto – anzi si rafforza – il nostro pieno diritto di pretendere un porto che sia armonioso con la città, che sia volano di sviluppo e che sia portatore sano di turismo ed ed economia (peschereccia, di passeggeri e crocieristi, nonché di nautica diportistica). Un porto i cui fondali siano di almeno sette metri. Un porto polifunzionale: e, perciò, sia marinaro e commerciale, che di imbarcazioni edonistiche e sportive.

Diego Maggio

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MarsalaLive