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Marsala, “Il nostro canto libero”: condivisione ed emozioni

La serata inizia con un video che racconta la genesi e la ratio dell'orchestra che, sintetizzando, sono condivisione e relazioni tra le diversità, di qualsiasi genere: sociali, etniche, religiose

Marsala – Sono i due stati psicofisici che hanno pervaso i presenti ieri al teatro comunale “E. Sollima” per il concerto della Libera Orchestra Popolare. Il teatro era stracolmo, si sono contate in circa duecento le persone che non sono potute entrare.

La serata inizia con un video che racconta la genesi e la ratio dell’orchestra che, sintetizzando, sono condivisione e relazioni tra le diversità, di qualsiasi genere: sociali, etniche, religiose. Le relazioni sono per antonomasia, l’anticamera delle emozioni. Poi inizia il “concerto”, sullo sfondo scorrono le immagini delle tragedie che accompagnano il nostro quotidiano come la strage dei morti nel Mediterraneo, struggente il momento della lettura di “Mare Nostro”, mutuato dal Padre Nostro.

La prima canzone è Il mio canto libero, di Lucio Battisti. Si ritengono particolarmente significativi tre passaggi dello spettacolo. Il primo quando si è cantata, 1,2,3,4,5,10,100 passi, quanti ne mancavano tra la casa di Peppino Impastato e Tano Badalamenti, mandante del suo omicidio.

La lettura di alcune pagine de: Odio gli indifferenti,tratte dal libro  di Antonio Gramsci, pensiero più che mai attuale, nel momento storico che viviamo, c’è bisogno di parteggiare. Imagine di Jhon Lennon, condivisione e visione di un mondo migliore… Ieri sono andati in scena cento minuti d’intense emozioni e sincera condivisione.

Vittorio Alfieri

il nostro canto libero marsala

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