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Ricorrenza omicidio Piersanti Mattarella: 6 gennaio 1980, quarantennale dell’assassinio

Eleonora Lo Curto: "Il suo dire e ribadire che la Sicilia doveva mostrarsi con le carte in regola e la profonda onestà intellettuale con cui condivise le pesanti critiche che il deputato comunista Pio La Torre..."

Discorso integrale on. Eleonora Lo Curto in commemorazione Piersanti Mattarella

Signor Presidente della Repubblica, signor Presidente della Regione, signor Presidente dell’ARS, Autorità, intervenire in questa solenne cerimonia in nome del gruppo parlamentare che rappresento è indubbiamente motivo di grande onore ma anche di altrettanto grande responsabilità sia per la complessa eredità morale e politica lasciataci da Piersanti Mattarella sia per le modalità che posero fine alla sua vita e alla sua straordinaria azione riformatrice, sia per la singolare ragione di dover parlare innanzi al Presidente della Repubblica Italiana che di Piersanti è il fratello.

Quest’ultima considerazione rende assai difficile il compito affidatomi poiché il dovere istituzionale non può prescindere dalla considerazione che questa solenne cerimonia è sicuramente evocativa di fatti e circostanze che toccano la parte più intima e sofferente dei sentimenti umani.

Per quest’ultima ragione nell’odierno rito della memoria, che in quest’Aula si celebra per ricordare la figura del Presidente Mattarella assassinato quarant’anni fa proprio nel giorno dell’Epifania, mi piace pensare che ci sia molto più del doveroso e formale omaggio al grande politico che seppe rappresentare l’esigenza di un costruttivo dialogo tra forze sociali e politiche assai distanti e da sempre contrapposte, ed oserei dire, senza timore di apparire blasfema, che ci sia persino assai di più del ricordo del suo stesso martirio.

Facendomi umile interprete del comune sentire ritengo Signor Presidente della Repubblica che questa cerimonia voglia esaltare la vita di un grande siciliano orgoglioso figlio di questa terra, che servì sempre con la fierezza che lo ha reso immortale, difendendo strenuamente la dignità del suo popolo attraverso una forte ed incisiva azione politica e amministrativa che costituì la ragione per cui fu fatto scorrere il suo sangue.

Una ritualità, quella che oggi si celebra in questa che fu sede del più antico Parlamento d’Europa, per rendere viva, assolutamente attuale e palpitante la straordinaria eredità morale che Piersanti Mattarella ci ha consegnato con il suo esempio di uomo delle istituzioni, con la sua coraggiosa militanza politica, con la pedagogia della sua azione amministrativa e riformatrice e con l’intransigenza ed il rigore etico che connotarono le sue scelte sia di uomo delle Istituzioni sia di uomo di partito.

Mi piace ricordare la sua decisa opposizione a Ciancimino pronto ad occupare posti rilevanti in seno alla Democrazia Cristiana nonostante si fosse reso colpevole del sacco di Palermo, sfregio di cui ancora questa città porta il segno, espressione del sistema di connivenza politico/mafiosa posta in essere per favorire le più sordide speculazioni affaristico/criminali; ed ancora il netto rifiuto di ogni logica di compromesso con le consorterie mafiose e la sua illuminata e rigorosa politica di contrasto ad ogni forma di potere clientelare attraverso cui si tessevano le maglie di quel sistema corruttivo che, purtroppo ancora oggi, permea settori strategici della pubblica amministrazione, condizionando pesantemente il normale sviluppo economico ed imprenditoriale della Sicilia.

Con la volontà di infliggere un duro colpo agli speculatori e palazzinari fece votare la legge urbanistica 71 del 78 e la legge sugli appalti, unitamente a molte altre riforme che segnarono la netta contrapposizione al sistema di potere allora imperante. Sul fronte della lotta alla mafia ancora oggi risuona in tutta la sua potenza etica il discorso che pronunciò dopo l’omicidio di Peppino Impastato a Cinisi nel corso della campagna elettorale in cui il giornalista era candidato a sindaco.

Il suo dire e ribadire che la Sicilia doveva mostrarsi con le carte in regola e la profonda onestà intellettuale con cui condivise le pesanti critiche che il deputato comunista Pio La Torre mosse all’assessorato all’agricoltura, nel cui seno si addensavano le fitte nebbie della corruzione e della collusione politico/mafiosa, fecero dei due esponenti politici il bersaglio contro cui l’arroganza della cupola mafiosa poco tempo dopo sfogò tutto il proprio livore ed proprio timore.

Quelle critiche e quella comune posizione tra il deputato comunista ed il democristiano Presidente della Regione furono accolte dall’assordante silenzio della stampa che risuonò come un potente segnale di allarme e presagio di quanto sarebbe drammaticamente accaduto.

Le azioni di governo ed ogni iniziativa politica poste in essere dal Presidente Mattarella costituivano una seria e concreta minaccia per la potente consorteria mafiosa e per il sistema di collusione che ne fiancheggiava i circuiti criminali .

Quella inedita, comune tensione morale che legava Mattarella a Pio La Torre rappresentava una insopportabile eresia per le aree più conservatrici del suo stesso partito che in Sicilia contava su appoggi importanti ancorché decisamente inquietanti.

Erano anni difficili, in Sicilia si respirava la polvere del potere della mafia, contro cui Piersanti Mattarella, ben oltre le parole contrapponeva la sua azione di governo improntata ad un assoluto rigore morale cui seguiva l’intransigente e concreta azione di riforma della pubblica amministrazione regionale.

Fatti e circostanze intollerabili che fecero di Piersanti Mattarella il nemico eccellente da eliminare, il suo efferato omicidio un esempio per la politica che doveva restare nei ranghi e nei confini di una amministrazione eticamente neutrale.

Piersanti Mattarella oggi vive non solo nel ricordo dei suoi cari e di quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo, ma nella memoria di chi celebrandone la vita, la forte e risoluta determinazione contro la mafia, la difesa della Sicilia e del suo popolo, raccontando la netta e trasparente azione riformatrice, la militanza politica alla luce del popolarismo sturziano, consegna al futuro e per sempre non solo la sua immagine di uomo e di politico ma la natura più vera essenziale e profonda della funzione politica per cui Piersanti Mattarella è stato ucciso ma al contempo consacrato all’immortalità e consegnato alla storia cui solo i grandi di ogni tempo e al di là di ogni tempo appartengono.

Il dovere e la responsabilità della parola non rendono giustizia al sentimento di gratitudine che accomuna molti di noi nel ricordo del Presidente Mattarella che, mi sia consentito, è e resta il Presidente del popolo siciliano.

On. Eleonora Lo Curto
Presidente Gruppo UDC all’Assemblea regionale siciliana


L’intervento di Claudio Fava all’Ars

Fava è Presidente del Gruppo Misto e Presidente della Commissione Antimafia nel corso della seduta straordinaria di oggi dell’ARS

Signor Presidente, ricordare oggi, in quest’aula, il sacrificio di Piersanti Mattarella rappresenta, per chi le parla, un privilegio e al tempo stesso una fatica. La fatica di chi sa bene che la misura del tempo trascorso, per quanto ampia, non potrà mai compensare il vuoto delle assenze. E di queste assenze, di quanto mordano ancora oggi la nostra esistenza, abbiamo tutti dolorosa consapevolezza. Certamente io e lei…

Ricordare Piersanti Mattarella vuol dire soprattutto ripercorrere l’eredità che ci ha lasciato: il rigore civile, la forza morale, la generosità del suo ottimismo. E mi piace, qui ed oggi, citare un’altra sua qualità, una risorsa umana di cui spesso la politica è orfana: la capacità di saper dire dei no.

Piersanti Mattarella, da Presidente di questa regione, quei no li disse. E forse ne pagò il prezzo con la vita. Sono trascorsi 40 anni eppure la limpidezza della sua scelta, la forza di quei no, la coerenza con cui interpretò il ruolo di presidente della Regione Siciliana ci arrivano intatti.

Questo è un tempo difficile. Oggi qui evochiamo la violenza omicida delle mafie, ma dobbiamo farci carico anche di una violenza culturale prepotente: il tentativo di riabilitare fascismo, razzismo, antisemitismo, di trasformarli in una cifra indelebile, un livido sulla coscienza di questo paese. In questo senso le sue parole, signor Presidente, sono state sempre un monito chiaro, netto, prezioso per tutti noi.

Anche la vicenda umana e politica di suo fratello Piersanti si muove nella medesima direzione: il rigetto di ogni mafia e la difesa della verità suonerebbero oggi come la condanna più alta per chi tenta di inquinare lo spirito di questa nazione riabilitando quelle offese e umiliando la nostra memoria.

Anche per questo siamo grati a Piersanti Mattarella e a tutti color che, cadendo sotto la violenza delle mafie, ci hanno insegnato che non furono eroi ma solo donne e uomini giusti, appassionati difensori della verità.

E la verità è la più alta delle nostre risorse per combattere ogni mafia.


P. Mattarella, Siracusano (FI): “Un uomo libero, che con il suo sacrificio ha cambiato la Sicilia”

“Con il suo instancabile senso del dovere, della legalità e soprattutto della moralità, Piersanti Mattarella ha tracciato la strada per una politica e per una pubblica amministrazione libera dalla corruzione e dal compromesso. Non ha mai avuto timore dei suoi carnefici, anzi ha continuato con più vigore la battaglia per rendere migliore la Sicilia. Il suo sacrificio ha reso immortale il suo pensiero, il quale continua a produrre abbondanti frutti ancora oggi”. Così afferma il deputato di Forza Italia, on. Matilde Siracusano.


Anniversario Mattarella. Lupo: “Fu protagonista di una esaltante stagione di rinnovamento per la Sicilia

L’intervento del capogruppo PD Giuseppe Lupo in occasione della seduta solenne dell’Ars per il 40°anniversario della morte dell’allora presidente della Regione Piersanti Mattarella

Commemorare oggi Piersanti Mattarella è un dovere ma soprattutto l’occasione per considerare l’attualità dei valori e delle idee che ispirarono la sua vita, ricca di insegnamenti che superano i confini di quegli anni e della Sicilia.

È dunque dovere delle istituzioni far conoscere, soprattutto alle giovani generazioni, l’esaltante stagione di rinnovamento della Sicilia di cui Piersanti Mattarella fu protagonista, opponendosi con intransigenza ad ogni forma di malaffare e dimostrando straordinaria capacità riformatrice, eccelse doti politiche e di dialogo, quel dialogo che porterà nel 1978 al coinvolgimento del Partito Comunista, il partito di Pio La Torre, nella maggioranza del suo primo governo, anticipando l’esperienza nazionale di Aldo Moro.

Lavorò incessantemente per una Regione siciliana che avesse “le carte in regola” per confrontarsi con autorevolezza con le istituzioni nazionali ed europee, divenendo punto di riferimento delle Regioni meridionali.

La sua azione legislativa e di governo realizzò importanti riforme per il rinnovamento ed il riscatto economico e sociale della Sicilia, modernizzando il sistema politico e assestando un duro colpo agli interessi della mafia, con atti che ne ostacolarono la penetrazione nelle istituzioni.

Il suo costante riferimento culturale ai valori del cattolicesimo democratico, che aveva in Aldo Moro il punto di riferimento più elevato, lo portò a costituire il “gruppo Politica”, che fu palestra di formazione e di partecipazione di molti giovani del tempo, potendo contare su eccezionali “compagni di viaggio”, anche impegnati in altri ambiti della società, come il card. Salvatore Pappalardo, che nell’omelia dei suoi funerali lo definì “un vero democratico e un vero cristiano”.

Il pensiero meridionalista di Piersanti Mattarella affonda le radici nei principi costituzionali e negli insegnamenti di don Luigi Sturzo, di Ezio Vanoni, di Giulio Pastore e di Pasquale Saraceno.

Era infatti convinto che la crescita economica e sociale della Sicilia dovesse realizzarsi grazie a un programma di sviluppo produttivo, e ad una politica nazionale ed europea orientata alla redistribuzione delle risorse per garantire uguaglianza, coesione e giustizia sociale.

Ricercò sempre l’inclusività e il più vasto consenso sul piano politico e parlamentare. Pochi giorni dopo il ritrovamento del corpo del suo amico e maestro Aldo Moro, in quest’Aula, il Presidente Mattarella lo ricordava con queste incisive parole: “Tutto il suo agire è stato caratterizzato da un unico elemento: l’attitudine all’apertura, alla tolleranza, all’attenzione nei confronti di chiunque”. Pensiero che noi oggi rivolgiamo alla memoria di Piersanti Mattarella, con la certezza che i colpi esplosi il 6 gennaio 1980 non fermeranno i suoi insegnamenti che continueranno a vivere animando l’impegno dei siciliani per costruire la Sicilia e l’Italia “dalle carte in regola”, di cui Lei signor Presidente della Repubblica è l’espressione più alta!


Il Ministro Provenzano a margine della commemorazione: “Teneva a dignità politica. Sua eredità è impegno civile”

“La mafia che ha voluto uccidere Piersanti Mattarella non ha vinto, eppure non ha nemmeno perso perché quella riforma profonda delle istituzioni che Mattarella voleva realizzare in Sicilia, e di cui c’è bisogno in tutto il Paese, è un lavoro che ancora deve essere portato a compimento: le ragioni per cui è stato ucciso sono ancora attuali”.

Così il ministro per il Mezzogiorno, Giuseppe Provenzano, a margine della commemorazione di Piersanti Mattarella, assassinato dalla mafia 40 anni fa. “Piersanti Mattarella è stato un uomo che ha tenuto alta la dignità della politica e delle istituzioni – ha detto il ministro Provenzano – Lascia l’eredità di una politica concepita come uno sforzo altissimo di un impegno civile, lascia l’idea che fosse necessaria per lo sviluppo una amministrazione efficiente ed efficace”.


P. Mattarella, Provenzano, ragioni omicidio attuali. Commemorazione presidente Regione ucciso da mafia a Palermo

“La mafia che ha voluto uccidere Piersanti Mattarella non ha vinto, eppure non ha nemmeno perso perché quella riforma profonda delle istituzioni che Mattarella voleva realizzare in Sicilia, e di cui c’è bisogno in tutto il Paese, è un lavoro che ancora deve essere portato a compimento: le ragioni per cui è stato ucciso sono ancora attuali”.

Così il ministro per il Mezzogiorno, Giuseppe Provenzano, a margine della commemorazione di Piersanti Mattarella in via Libertà a Palermo. Davanti al luogo dell’eccidio si è tenuta la cerimonia commemorativa per l’allora presidente della Regione siciliana. Cinque corone di fiori, tra cui per la prima volta quella del governo, sono state posizionate ai lati della targa.

Presenti i familiari, tra cui figli e nipoti di Mattarella e le massime cariche istituzionali siciliane il governatore Nello Musumeci, il presidente dell’Assemblea siciliana Gianfranco Miccichè, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. Numerose anche le autorità civili e militari.


“Piersanti Mattarella esempio di interpretazione audace e valorosa della professione politica”

“Piersanti Mattarella rimane per sempre l’esempio di un’interpretazione audace e valorosa della professione politica. Nel giorno della commemorazione del suo omicidio avvenuto per un disegno criminale che lo ha voluto bersaglio, voglio ricordare la straordinaria dedizione di Mattarella per un’attività che sentiva come una missione e che lo portò a combattere la piovra mafiosa attraverso reali riforme dell’amministrazione regionale e della politica”. Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana.


L’Assessorato regionale dell’Economia ricorda Piersanti Matterella. Un’opera del Maestro Guccione ed una targa in memoria di Mattarella, Assessore con delega al bilancio per sette anni

Presso l’Assessorato regionale dell’Economia, in occasione del quarantennale dell’assassinio di Piersanti Mattarella ed a ricordo della sua presenza quale Assessore con delega al bilancio per sette anni, è stato collocato un grande quadro raffigurante “Il muro del mare per l’autonomia” del Maestro Piero Guccione ed una targa commemorativa.

Piersanti Mattarella ricoprì la carica di Assessore nella sede di via Notarbartolo, dall’agosto 1971 al marzo 1978, rendendosi artefice di importanti riforme finanziarie e contabili, della riqualificazione del bilancio e dell’approvazione dei rendiconti arretrati, dell’introduzione della programmazione pluriennale, del rafforzamento del controllo sul sistema delle banche.

Un’azione politico-amministrativa di modernizzazione e trasparenza volta al superamento del divario economico-sociale ed al rilancio del ruolo della Sicilia nel Sud, in cui egli da regionalista e meridionalista convinto credeva fortemente, che poi proseguì, da Presidente della Regione, sino al 6 gennaio 1980 quando fu barbaramente ucciso dalla mafia per i cui interessi ormai costituiva un ostacolo insopportabile.

Ai primi di febbraio, presso l’Assessorato dell’Economia, si terrà un seminario di studi su quell’esperienza di riforma e buona amministrazione nel quale saranno ripercorsi gli assi principali dell’azione innovativa di Mattarella ed al quale parteciperanno, oltre a studiosi e politici, anche i suoi principali collaboratori del tempo.


40° Mattarella: messaggio alla Diocesi. Uomo che voleva liberare la Sicilia dalle catene della mafia. Il ricordo in Cattedrale. In ricordo di Piersanti Mattarella a 40 anni dall’uccisione, 1980 – 6 gennaio – 2020

“Un uomo e politico che voleva liberare la Sicilia dalle catene della mafia e tessere vincoli di pace più forti di ogni legame d’ingiustizia e cupidigia. Facciamo nostro il suo appello – ancora oggi attualissimo – assumendoci la responsabilità di cambiare “clima” e “costume” delle nostre scelte per “isolare la mafia”.

Il vescovo di Trapani Pietro Maria Fragnelli ha inviato in queste ore un messaggio a tutta la comunità ecclesiale di Trapani per ricordare il 40° anniversario dell’omicidio del presidente della regione Piersanti Mattarella, originario di Castellammare del Golfo, cittadina della diocesi in cui è sepolto insieme ai suoi familiari.

Il vescovo ricorda il sacrificio del presidente della regione, che prima di iniziare l’attività politica aveva ricoperto incarichi anche nazionali nell’Azione Cattolica, alla luce della parole dell’apostolo Paolo. “La luce dell’Epifania ci riporta alla liturgia cui egli si accingeva a partecipare la mattina del 6 gennaio di 40 anni fa: oggi quella luce mette in risalto non solo le innumerevoli catene da cui egli voleva liberare la nostra terra, ma anche e ancora di più, i legami nuovi e forti che voleva costruire, legami umani e cristiani su cui fondare un’autentica democrazia – scrive mons. Fragnelli Con le parole di San Paolo vogliamo ricordarlo come uomo che si batteva per tessere ‘vincoli di pace’ che fossero più forti di ogni ‘legame d’ingiustizia’ e di ‘cupidigia’ del denaro”. Il vescovo infine ha lanciato un appello con le stesse parole del presidente della regione assassinato che, in un’intervista, nel 1979, diceva che la mafia non può essere sconfitta soltanto dalle leggi o dagli interventi repressivi ma con il contributo di tutti, cambiando il clima e il costume delle nostre scelte, creando le condizioni perché la criminalità mafiosa possa essere isolata.

Mons. Fragnelli domattina parteciperà alla cerimonia che si terrà a Trapani per ricordare Piersanti Mattarella e farà giungere un suo messaggio al sindaco di Castellammare Nicolò Rizzo che, insieme a tutto il paese, ricorderà il presidente della regione ucciso davanti alla sua tomba nel cimitero comunale.

Il vescovo di Trapani ricorderà l’anniversario e la figura di Mattarella nel corso della Santa messa pontificale dell’Epifania domattina alle ore 11 nella Cattedrale “San Lorenzo”.


Piersanti Mattarella, seduta solenne Ars con il capo dello Stato Sergio Mattarella

Per ricordare la figura di Piersanti Mattarella, assassinato quarant’anni fa a Palermo dalla mafia, l’Assemblea regionale siciliana terrà domani, alle 11, una seduta solenne a Sala d’Ercole alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella, fratello dell’allora presidente della Regione siciliana colpito a morte nel giorno dell’Epifania nel 1980. Sono previsti gli interventi del presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè e del governatore Nello Musumeci. Alle 9, in via Libertà sul luogo dell’omicidio, saranno deposte corone di fiori da parte delle autorità per ricordare l’uccisione il presidente della Regione. Alle 9.30 il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, con una cerimonia, attribuirà al Giardino Inglese il toponimo “Parco Piersanti Mattarella – Giardino all’Inglese” e sarà collocata una lapide in memoria del politico Dc assassinato.


Ricorrenza omicidio Piersanti Mattarella. Prof.ssa Debora Cavarretta, Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina Diritti Umani

Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani intende ulteriormente sottolineare l’importanza delle figure di Piersanti Mattarella, presidente della Regione Sicilia, barbaramente ucciso dalla Mafia il 6 gennaio del 1980 e Peppino Impastato, il cui compleanno ricorerrebbe giorno 5 gennaio, se non fosse stato assassinato in un attentato per analoghe ragioni.

In una realtà sociale fortemente problematica e inquinata dal malaffare e da oscene collusioni tra alcuni politici corrotti e sordidi personaggi come quella attuale, più che mai alcune personalità rigorose e con un alto senso dello Stato devono costituire un modello di riferimento per quanti verranno ad occupare ruoli dirigenziali all’interno del nostro Paese.

Esaltare i valori della Costituzione nelle aule scolastiche, raccontando le storie dei nostri eroi della legalità diventa un momento necessario per acquisire consapevolezza e determinazione ai fini della difesa della società civile dagli attacchi della criminalità organizzata.

Il Coordinamento propone ai dirigenti e agli organi scolastici di sottotitolare ogni classe del proprio istituto di riferimento con i nominativi delle vittime innocenti cadute per mano delle mafie. Gli studenti, dopo essere stati adeguatamente informati sulle vicende storiche dei personaggi in questione, potrebbero individuarne uno in particolare su cui produrre un percorso didattico e a cui dedicare il prorpio ambiente di apprendimento.

“Credo che occorra dimostrare l’esistenza di un fronte contro la mafia, forte anche politicamente, che appaia vincente, che, per la sua consistenza, per la sua capacità di indicare soluzioni, dia alla società siciliana ed alle nuove generazioni il convincimento che questa è una battaglia che può e deve essere vinta.” (Mattarella P., Discussione delle mozioni e della interpellanza sullo stato dell’ordine pubblico in Sicilia e sulla lotta alla mafia, p. 529)

prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU


Omicidio Mattarella

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