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Marsala, Vito: “Vivo a Como ma soffro quando mi viene da fare il paragone tra la nostra città…”

"Mi si è spezzato il cuore, nel periodo delle feste, vedere la riserva dello Stagnone abbandonata, degradata, divenuta una discarica, quello per noi Marsalesi è un posto sacro lì abbiamo le nostre origini..."

Riceviamo e pubblichiamo

Il periodo delle feste è il momento in cui si riuniscono le famiglie, e dove chi come me lavora al nord approfitta delle ferie per stare con i propri cari. Nel mio caso un anno intero che mancavo dalla mia famiglia e dalla mia città Marsala. Devo dire che dal primo impatto con essa ho avuto un sussulto al cuore parecchie case in vendita, parecchie attività commerciali storiche chiuse, ciò è un sintomo che a livello economico e sociale le cose non vanno bene. Si vende per andare altrove si chiude perché l’economia ristagna e non riesce a decollare. Il centro storico curato ma ahimè le meravigliose nostre periferie all’abbandono.

Eppure lasciatemelo dire, io vivo a Como, dove essenzialmente vi è un turismo che ruota solo ed esclusivamente attorno e al lago, paesaggi incantevoli e ville da favola, basta finisce tutto lì, niente storia, scarsa archeologia e via dicendo… Ma il punto forte sono la cura maniacale del bello ( non solo apportata dalle amministrazioni, ma da tanta gente comune), e l’efficienza “svizzera” dei servizi tutti (istituzionali, locali, trasporti, commercio e via dicendo).

Credetemi soffro quando mi viene da fare il paragone tra la nostra città. Marsala e Como, non abbiamo nulla da invidiare, abbiamo molte più bellezze del nord, perché mai non riusciamo a farle apprezzare, conoscere, valorizzarle. Mi si è spezzato il cuore per esempio vedere la riserva dello Stagnone abbandonata, degradata, divenuta una discarica, quello per noi Marsalesi è un posto sacro lì abbiamo le nostre origini, da lì è iniziato tutto: Mozia distrutta dai siracusani e i loro abitanti che scappano e fondano poi Marsala. Un popolo senza la conoscenza della propria storia, origine e cultura, è come un albero senza radici.

Purtroppo noi Marsalesi come gli italiani in generale, siamo un popolo che non si mette in prima persona a lottare per ottenere qualcosa, per indole storica non siamo dei rivoluzionari, aspettiamo che gli altri facciano, divenendo spettatori inermi e pecore verso chi ci governa. Il marsalese con la sua cadenza e la filosofia di vita “un ti preoccupare, domani si vire” perde solo tempo per quello che può fare di buono per se e per la collettività, oggi. È inutile piangersi addosso, criticare se non fai nulla e non ti metti in prima linea.

Pretendiamo che tutto ci sia dovuto da chi ci amministra ma tu cittadino che fai per la tua Città? Oggi per esempio leggevo e stavo studiando l’architetto Nervi, sapete che gli Hangar che stanno nell’ex idroscalo dell’aeronautica dismessa di Sappusi sono l’unico esempio rimasto in Italia di quel genere di architettura ideata e progettati dall’architetto Nervi in persona? C’è l’abbiamo noi a Marsala, abbandonati e non valorizzati.

Potremmo continuare all’infinito un elenco di cose da fare, ma se manca la volontà sono solo parole al vento. Carissimi vediamo di svegliarci lo dobbiamo per chi dopo di noi rimarrà i giovani e i nostri figli, il nostro futuro consegniamo a loro cose belle e facciamo diventare sempre più bella la nostra Marsala.

Vito Calandrino

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MarsalaLive