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Il viaggio di 3 marsalesi verso casa: “Situazione surreale, non abbiamo altri posti dove andare”

Gianna: "Io e mio marito siamo sbarcati dalla nave da crociera 'Costa Pacifica', dove abbiamo lavorato per sei mesi, e stiamo cercando di raggiungere la nostra casa in Sicilia da circa due giorni..."

Il viaggio di 3 marsalesi verso casa, Gianna: “E’ una situazione surreale, non abbiamo altri posti dove andare”

Marsala – Quando la politica è inerte… Figuriamoci, poi, in questo periodo di quarantena. La visibilità la cercano ugualmente, criticando la parte avversaria e nel frattempo di utilità alla collettività ne portano davvero poca, vicino allo zero. Noi, tra l’altro, viviamo al Sud – e in Sicilia – con un governo nazionale opposto a quello siciliano, e ne approfittano anche in queste circostanze “per apparire”.

Da 24 ore, tre marsalesi – sbarcati dalla nave da crociera “Costa Pacifica” – cercano di raggiungere “casa”, l’unica che hanno. Eppure restano solamente loro, tra gli italiani costretti a scendere dalla nave (dove hanno lavorato per sei mesi), a non aver raggiunto la residenza, i colleghi sono già rientrati nelle loro abitazioni.

Gianna: “E’ una situazione surreale. Io e mio marito siamo sbarcati dalla nave da crociera ‘Costa Pacifica’, dove abbiamo lavorato per sei mesi, e stiamo cercando di raggiungere la nostra casa in Sicilia da circa due giorni. La polizia ferroviaria ci ha permesso di partire da Roma con la nostra autocertificazione, ma in Calabria siamo stati bloccati perché la Sicilia è chiusa. E siamo ancora qua. Da ore e ore siamo al freddo, ammassati in uno spazio ristretto, senza alcun rispetto delle distanze di sicurezza o dispositivo per proteggerci. Hanno chiuso anche i bagni per tutta la notte. Siamo partiti sani e rischiamo di arrivare ammalati. Noi vogliamo soltanto raggiungere la nostra unica casa, non abbiamo altri posti dove andare”.

Continua e ribatte Gianna Simonte: “Mi vergogno di essere italiana. Siamo praticamente sequestrati da ieri e nessuno fa niente. Eravamo diretti a Marsala, siamo qui in una saletta senza avere cibo, coperte e assistenza nell’attesa che si decida se possiamo attraversare lo Stretto. Ieri ci hanno comunicato che potevamo scegliere se fare la quarantena in un hotel a Reggio Calabria o se imbarcarci per fare la quarantena nella nostra residenza in Sicilia. Noi abbiamo scelto la seconda ipotesi anche perché già abbiamo fatto una quarantena nella nave da Crociera dove lavoriamo. Siamo scesi a Civitavecchia dove ci hanno detto che saremmo potuti arrivare in Sicilia. Siamo qui da ieri pomeriggio chiusi in una stanza di con altre 11 persone senza distanza di sicurezza e senza assistenza”.

Questo è il racconto disperato di Gianna che, con il marito, un collega della Costa Crociere, e altre 10 persone, è ferma dalle 14 di ieri in una saletta della stazione di Villa San Giovanni. Le tredici persone sono state, tra l’altro, denunciate per non avere rispettato il decreto che impedisce gli spostamenti sul territorio nazionale.

E la politica dov’è, la politica come e quando risolve? E’ facile dire “fermiamo tutto”, e “chiudiamo tutto”, senza fare una giusta distinzione tra chi lascia il Nord inopportunamente e chi, invece, deve e vuole solo tornare nell’unica casa… Marsala.

Video Tg2: https://www.facebook.com/marsalalive.it/videos/204807434291863/

Viaggio Odissea verso la Sicilia: “Arriviamo ammalati. Vogliamo raggiungere la nostra unica casa”

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Gianna: "Io e mio marito siamo sbarcati dalla nave da crociera 'Costa Pacifica', dove abbiamo lavorato per sei mesi, e stiamo cercando di raggiungere la nostra casa in Sicilia da circa due giorni..."
MarsalaLive