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Coronavirus, proroga della quarantena fino a Pasqua: la vera ripartenza sarà il 4 maggio

Il ministro Speranza: "Misure prolungate fino al 14 aprile". Poi ripartenza lenta. Discoteche e bar? Il governo sta elaborando diversi scenari, tenendo in alta considerazione sia le difficoltà...

Gli esperti del Comitato tecnico-scientifico della Protezione Civile da ieri lavorano per dare risposta a una domanda: come ne usciremo? Anche dopo la fine della quarantena da Coronavirus dovremo portare mascherine e rispettare le distanze. L’indicazione degli esperti è chiara: anche quando si potrà uscire bisognerà mantenere la distanza di almeno un metro e indossare la mascherina nei luoghi pubblici. Per arrivarci e poter dichiarare di aver vinto il Coronavirus, serviranno però settimane.

Gli ultimi dati fanno ben sperare, ma la strada è lunga. Per questo il Consiglio dei ministri decreterà presto una serrata totale fino a Pasqua indicando poi il percorso che comincerà ad esaminare possibili spiragli (se davvero il numero dei malati continuerà a calare). Con la consapevolezza che prima di maggio non si potrà andare a passeggiare, né saranno aperti bar e ristoranti. E anche negozi di abbigliamento e centri estetici dovranno mantenere le serrande abbassate.

Fino al 12 aprile nulla sarà diverso da ora, come ha confermato il ministro della Salute Roberto Speranza: “Nella riunione del Comitato tecnico scientifico è emersa la valutazione di prorogare tutte le misure di contenimento almeno fino a Pasqua. Il governo si muoverà in questa direzione”. Nei giorni successivi potrà invece essere valutata la riapertura di alcune attività imprenditoriali collegate alla filiera alimentare e farmaceutica finora non comprese tra i servizi essenziali. Ad esempio le imprese di meccanica legata all’agroalimentare oppure quelle chimiche che dovranno comunque dimostrare di essere in regola con le norme sulla distanza di sicurezza tra i dipendenti e la dotazione dei dispositivi di protezione.

Discoteche e bar? Il governo sta elaborando diversi scenari, tenendo in alta considerazione sia le difficoltà di chi si ritrova senza lavoro e dunque senza stipendio, sia il disagio che deriva dall’obbligo di rimanere in casa. Ma con la consapevolezza che soltanto la rigidità delle misure può aiutare a dichiarare finita l’emergenza. Si ipotizza che il picco possa arrivare nel giro di 7, 10 giorni. Da quel momento dovrebbe dunque calare il numero dei nuovi contagiati, potrebbero volerci anche due o tre settimane e si arriverebbe a fine aprile. E solo allora si potrà valutare quali altre attività far ripartire.

Nei giorni scorsi gli scienziati avevano “suggerito” di lasciare in fondo alla lista delle riaperture i luoghi dove maggiore è l’affollamento (discoteche, pub, eventi, sale convegni) ma anche per bar e ristoranti la possibilità di tornare in attività non sembra essere all’orizzonte. L’arrivo della bella stagione e la possibilità di poter stare all’aperto non servirà ad accelerare i tempi: il problema riguarda infatti il contatto tra le persone. Ecco perché, anche quando l’emergenza sarà finita i locali dovranno avere requisiti molto diversi da quelli richiesti prima dell’epidemia da Covid-19. Il primo riguarda la distanza tra i clienti che dovrà essere sempre di almeno un metro sia per quanto riguarda i tavoli, sia per le aree comuni. E grande attenzione sarà dedicata agli impianti di aereazione che dovranno garantire una purezza degli ambienti.

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MarsalaLive