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Coronavirus in Sicilia, martedì 7 aprile: politica, opinioni, critiche, comunicati, proposte…

Ugl sanità e medici: "In Sicilia nel comparto sanitario anche lavoratori assunti con partita Iva, ma senza tutele. Professionisti indispensabili..." - #AdessoRestoaCasa. Dopo… andrò in Sicilia. 32 i soggiorni gratuiti...

“NESSUNO SI SALVA DA SOLO”. NASCE MEMOFUND UNA PIATTAFORMA DIGITALE PER FAR INCONTRARE IN MODO ASSOLUTAMENTE GRATUITO CHI VUOLE DONARE E CHI HA BISOGNO DI RICEVERE. IMPRENDITORI E PROFESSIONISTI DEL TRAPANESE LANCIANO UNA PROPOSTA COMUNITARIA, DI CONDIVISIONE, PER VINCERE LA DRAMMATICA CRISI DI QUESTE SETTIMANE

Dall’idea di un gruppo di imprenditori e professionisti trapanesi è nata MemoFund una piattaforma digitale di servizio realizzata in questi giorni di sospensione dalle normali attività lavorative, per mettere in relazione enti e persone impegnate nella solidarietà concreta e i suoi potenziali fruitori. La piattaforma metterà in rete, per rendere immediatamente accessibili, elenchi di aziende, associazioni, enti e persone che sono disponibili a mettere a disposizione denaro, beni, ma anche consulenza professionale in maniera assolutamente gratuita nell’ottica della reciprocità. “In questi giorni che siamo costretti a casa, insieme ad un gruppo di amici abbiamo pensato che tanti vogliono donare qualcosa a chi ne ha bisogno : tempo, beni di prima necessità , soldi ma non sanno a chi e come donare allora è nato MEMOFUND. Chiunque può iscriversi e segnalare associazioni che lavorano sul territorio o necessità proprie o di conoscenti .C’è chi donerà soldi, altri dotazioni di forniture sanitarie o alimentari ma nella nostra rete ci sono anche diversi professionisti: bancari, avvocati, commercialisti, pronti ad offrire la propria competenza gratuita per venire incontro alle necessità di chi si trova a dover ottemperare le pratiche necessarie alla sopravvivenza della propria impresa artigiana o commerciale – spiegano i fondatori del progetto. Tutto è dono nella nostra idea comunitaria di economia solidale: anche la richiesta di chi in questo momento è nel bisogno e mette in rete la sua necessità. Nella piattaforma ci sarà anche una sezione ‘dona la tua difficoltà’ in cui in modo anonimo è possibile segnalare la propria necessità. Oggi più che mai dobbiamo mettere in moto un’economia che fa vivere perchè condivide. Mettiamo in comune tutto quello che abbiamo: risorse o difficoltà perché come ha detto papa Francesco, in questo tempo inedito e drammatico, ‘nessuno si salva da solo’. Singoli, enti ed associazioni potranno iscriversi nella piattaforma per donare e/o ricevere attraverso la pagina Facebook MemoFund o attraverso il sito https://www.memofund.com/ — Attiva il tuo nobile cuore: Dona generi alimentari – Dona beni di prima necessità – Dona somme di denaro – Dona il tuo tempo e la tua competenza – Metti in comune la tua esigenza, la tua difficoltà – Nessuno di salva da solo — PROMOTORI MEMOFUND Giuseppe BENTIVEGNA, Gianleandro CATANIA, Enzo COSTA, Calogero FIORE, Salvatore GALLUFFO, Giuseppe VULTAGGIO


LA DEPUTATA PAXIA (M5S) DIALOGHERÀ CON L’INFETTIVOLOGO CACOPARDO IN DIRETTA FACEBOOK. SPAZIO ALLE DOMANDE DEGLI UTENTI

Il prof. Bruno Cacopardo, Direttore dell’unità operativa Malattie infettive dell’Ospedale Garibaldi di Catania e membro del Comitato tecnico scientifico della Regione Sicilia, dialogherà giovedì 9 aprile alle ore 17.00 in diretta Facebook con la deputata Maria Laura Paxia (M5S) e risponderà alle domande degli utenti sull’emergenza coronavirus. “Uno spazio di conoscenza aperto a tutti, grazie alla diretta sulla mia pagina Facebook che vedrà protagonista il prof. Cacopardo, uno dei massimi esperti in materia di malattie infettive. Sarà, quindi, l’occasione per gli utenti di dialogare con questo luminare che risponderà alle domande che gli verranno poste dagli utenti sul coronavirus. Ho scelto questa modalità di divulgazione, perché ritengo sia fondamentale informare i cittadini con ogni mezzo su quanto sta accadendo e su quali sono e saranno i comportamenti da tenere per evitare la diffusione e aiutare al massimo il contenimento del virus, soprattutto in Sicilia”, spiega la deputata catanese Paxia.


LAGALLA E SCAVONE INCONTRANO I SINDACATI

Nella giornata di ieri, in video-conferenza, l’assessore all’Istruzione e alla Formazione professionale, Roberto Lagalla e Antonio Scavone, assessore alla Famiglia, alle Politiche sociali e al Lavoro, hanno incontrato le organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL e UGL. Il governo Musumeci ha quindi prontamente risposto alla sollecitazione, avvenuta qualche giorno fa, di un confronto sulle ripercussioni dell’emergenza epidemiologica nel settore della formazione professionale. L’incontro ha costituito una proficua occasione di confronto sulle azioni che, al momento, sono oggetto di attenzione da parte dei due Assessorati. L’assessore Scavone ha fatto il punto sulle tutele sociali che saranno garantite ai lavoratori della formazione professionale in atto sospesi dal lavoro e, al riguardo, ha dichiarato: “Resta forte e prioritario l’impegno del governo regionale a sostegno di tutti i sistemi produttivi e di rilevanza sociale e, in particolare, di quei lavoratori che, a seguito dell’emergenza sanitaria, hanno subito la sospensione dei contratti in corso. Stiamo dedicando grande attenzione agli istituti del FIS e della CIGD, da destinare alle categorie in stato di particolare difficoltà e prosegue, in questa direzione, una forte e continua interlocuzione con il governo nazionale affinchè la Sicilia non abbia a pagare un ulteriore e negativo conto in termini di perdita di posti di lavoro”. Si è anche discusso in merito alla possibilità di una immediata utilizzazione del Fondo di garanzia a favore dei lavoratori della formazione professionale: “Sono in corso opportune verifiche per poter alimentare il Fondo attraverso un impegno di circa 12 milioni di euro – dichiara l’assessore Lagalla – allo scopo di sostenere quei lavoratori della formazione professionale che, al momento, restano esclusi dalla fruizione delle misure di sostegno previste dai provvedimenti nazionali. È nostro primario interesse, anche in questo momento d’emergenza, tutelare i percorsi formativi dei discenti e, attraverso la continuità di questi, i livelli occupazionali. Al riguardo, abbiamo già autorizzato lo svolgimento delle lezioni a distanza, in analogia a quanto avviene per le scuole, e da qui a poco interverremo ulteriormente per favorire la semplificazione e la più larga partecipazione dell’utenza a questa modalità di apprendimento”. Alla luce dell’accordo Stato-Regioni del 31 marzo, saranno apportate alcune modifiche alla recente circolare assessoriale che disciplina le modalità di erogazione della formazione professionale a distanza, andando verso una diversificazione delle attività teoriche, che saranno distinte in sincrone , cioè in presenza a distanza del docente, o in asincrone, dedicate allo studio autonomo degli allievi. Riguardo l’eventuale proroga delle procedure di conferma dell’iscrizione all’Albo dei formatori, in scadenza il prossimo 30 aprile, l’assessore, su esplicita richiesta dei sindacati, ha confermato che ne sarà valutata l’opportunità in base all’andamento del flusso di presentazione delle istanze, quotidianamente monitorato. Entrambi i rappresentanti del governo regionale hanno poi convenuto che, al fine di ridurre i costi a carico delle famiglie e degli utenti, saranno studiati possibili interventi in grado di consentire a tutti gli studenti la fruizione gratuita di ore di connessione per lo svolgimento delle attività didattiche, con speciale attenzione rivolta soprattutto alle fasce più deboli della popolazione giovanile in obbligo formativo.


SICILIA, CORONAVIRUS. FONDI PER LE FAMIGLIE. LEGA: “AIUTI RISCHIANO DI ARRIVARE FRA 4 MESI”. CARONIA: “FACCIAMO PRESSIONE SU UE”

“La mancata deroga alle procedure normative per l’erogazione dei contributi alle famiglie in grave stato di disagio, rende di fatto inutile il provvedimento adottato dalla Regione per fronteggiare l’emergenza”. La denuncia viene dai deputati regionali della Lega all’ARS. Per Marianna Caronia, “se davvero resterà obbligatorio rispettare tutte le procedure ordinarie comunitarie, nazionali e regionali c’è il rischio che le famiglie vedano i primi contributi fra tre o addirittura quattro mesi e soprattutto che molti comuni siano costretti a non utilizzare le somme per la complessità delle procedure di rendicontazione”. “Chiediamo al Governatore – afferma la deputata leghista – di attivarsi subito per avere una deroga da Bruxelles. Noi siamo disponibili a dare il necessario supporto nelle giuste sedi istituzionali. Il provvedimento nazionale che ha stanziato 300 milioni è infatti ben poca cosa rispetto alle necessità delle famiglie che stanno subendo una crisi economica gravissima e senza precedenti. Se sono necessari provvedimenti legislativi a livello regionale, che il Governo li proponga e noi li sosterremo; se sono necessarie pressioni politiche a livello comunitario, che si attivino tutti i canali diplomatici. Nulla – conclude Caronia – va lasciato al caso o alla fredda burocrazia in questo momento di drammatica crisi sanitaria e sociale”. “La Lega – sottolinea il segretario regionale Stefano Candiani – è particolarmente sensibile alle richieste legittime di tutte le famiglie che a causa dell’emergenza versano in una condizione di oggettiva difficoltà. Tagliare le lungaggini burocratiche in questi casi è sacrosanto per garantire i contributi a chi ne ha diritto”.


CORONAVIRUS. UGL SANITÀ E MEDICI: “IN SICILIA NEL COMPARTO SANITARIO ANCHE LAVORATORI ASSUNTI CON PARTITA IVA, MA SENZA TUTELE. PROFESSIONISTI INDISPENSABILI, SI FACCIA UN PROVVEDIMENTO STRAORDINARIO E URGENTE PER QUESTA EMERGENZA”

L’incedere anche in Sicilia dell’epidemia Covid-19, nelle ultime settimane ha condotto il sistema sanitario pubblico ad incrementare necessariamente gli organici con veri e propri bandi di concorso, ma anche con semplici avvisi per la chiamata di lavoratori autonomi. Professionisti, medici ed infermieri, a partita Iva che continuano ad operare anche nel comparto privato dove oggi, a maggior ragione, sono andati a rimpiazzare i vuoti creati dai colleghi che sono transitati nelle strutture pubbliche (anche in barba alle quote previste dalla Legge regionale n° 39 del 1988). Un vortice di assunzioni come spiegano Carmelo Urzì e Raffaele Lanteri, rispettivamente segretari regionali delle federazioni Ugl sanità e della Ugl medici: “Di recente, a causa della grave situazione in corso, abbiamo assistito ad un’operazione di reclutamento senza precedenti sia di personale a contratto subordinato, che di unità con accordo libero professionale. Se i primi possono godere di tutte le tutele del caso, i secondi non possono vantare alcuna copertura motivo per cui, per la loro stessa salvaguardia, sono costretti ma non obbligati da contratto a dover stipulare a proprie spese un’assicurazione contro infortuni e responsabilità varie. Una disparità di trattamento – fanno notare Urzì e Lanteri – che in questo momento sta avvenendo anche tra operatori degli stessi reparti dove vengono curati pazienti affetti da “Coronavirus”. Vuol dire che se un lavoratore subordinato (anche a tempo determinato) si ammala, subisce un infortunio, oppure è responsabile di un qualsiasi fatto accaduto all’interno del luogo del lavoro, è totalmente tutelato al contrario di un collega a partita Iva che, oltre a guadagnare una cifra irrisoria, in assenza di assicurazione personale deve pagare di tasca propria. Ovvero se un dipendente è dichiarato positivo al Covid-19, per lui scatta subito l’isolamento e relativo l’infortunio sul lavoro come da circolare diramata dall’Inail, mentre non è così nel rapporto libero professionale dove il professionista se contrae il virus perde occupazione e indennità di malattia. Con l’inevitabile incremento dei pericoli dovuti dal diffondersi “Coronavirus”, trattandosi di lavoratori divenuti indispensabili ed a stretto contatto con i pazienti, occorre immediatamente correre ai ripari con un provvedimento straordinario temporaneo urgente che estenda le garanzie anche a medici ed infermieri a partita Iva. Per questo chiediamo al presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, ed all’assessore regionale della Salute Ruggero Razza, di farsi promotori di questa iniziativa individuando il percorso migliore, anche perchè vogliamo ribadire che qualsiasi lavoratore della sanità è oggi il potenziale primo contagiato ed il più pericoloso vettore di contagio e, per questo, va protetto in tutti i modi”.


IL RISORTO CHE UNISCE. DUE OPERE, UN UNICO EVENTO ARTISTICO, SEMPLICE MA DRAMMATICO: UN SEGNO POTENTE PER LA PASQUA A TRAPANI – “CRISTO NUDO” OPERA IN CERAMICA BIANCA DI MARCO PAPA APPESO AD UNA GRU E “SEPOLCRO DI LUCE” VIDEO-INSTALLAZIONE NOTTURNA DI ANDREA AQUILANTI – TRAPANI, 10, 11, 12 APRILE 2020

Nel momento in cui tutti i riti religiosi della settimana santa si svolgono all’interno delle chiese alla presenza di pochissime persone per l’emergenza Covid-19, e con l’assenza della processione dei Misteri e la città completamente deserta, l’arte contemporanea pone un gesto potente per dare senso al vuoto con l’azione artistica. Grazie alla sensibilità dell’ associazione culturale “L’Uomo Sulla Terra” e di due artisti amici del Museo “San Rocco” – Marco Papa e Andrea Aquilanti – nasce il progetto “Il Risorto che unisce” : due opere pensate per la Pasqua in due diverse location come unico evento artistico. “In questo sconfortante momento in cui il destino dell’intera umanità appare soggiogato e incerto vogliamo reagire proponendo alla città due opere pensate per la Pasqua ricordando con coraggio i valori cristiani e umani in cui sono fondate le nostre vite e la nostra Italia, afferma Marco Papa. Il progetto artistico “Il Risorto che unisce” ha il patrocinio della Diocesi di Trapani, del Comune di Trapani e dell’Ufficio Beni Culturali della Conferenza Episcopale Italiana. LE OPERE: IL CRISTO NUDO E IL SEPOLCRO DI LUCE – Venerdì 10 aprile, venerdì santo dalle ore 11.30 tra piazza Vittorio Emanuele e la Fontana del Tritone, ad un’altezza 15 metri da terra circa, appeso ad una gru, simbolo del lavoro, apparirà una scultura bianca a braccia aperte: Cristo crocifisso. Il suo corpo bianco candido, trafitto nei polsi, nei piedi e nel costato, è l’impronta di un uomo nudo, di una persona di 33 anni, di razza semita. L’opera di grandezza naturale, dell’artista marchigiano Marco Papa rappresenta il Cristo nudo con solo la corona di spine in capo. Il “Cristo nudo” è un crocifisso di ceramica bianca, copia di un altro di bronzo col perizoma, realizzato per la Diocesi di Sessa Aurunca. Il crocifisso di Papa è destinato a chiudere il percorso espositivo d’arte contemporanea al Museo diocesano “San Rocco”. Al “Cristo nudo” di Marco Papa farà da specchio, espressione dello stesso mistero, l’opera che nella notte tra sabato 11 e domenica 12, allo scoccare della mezzanotte, accenderà il campanile della Chiesa “Nostra Signora di Fatima” ad Erice Casa-Santa. “Sepolcro di luce”, video- installazione dell’artista Andrea Aquilanti si adagerà sulle pareti della Chiesa e nelle aperture del campanile, evocando il Santo Sepolcro, creando un sequenza in immagini di nuvole, il sole all’alba, uccelli in volo, la luna, la pioggia e altro. L’opera di Aquilanti sarà visibile anche nella notte tra la Domenica di Pasqua e lunedì dell’Angelo e ancora nella notte tra lunedì e martedì. L’ARTE UMILE EVOCA L’ATTESA DI UN TEMPO NUOVO – “Tutto è così semplice, che diventa drammatico – spiega mons. Liborio Palmeri, delegato diocesano per la ricerca, le arti e la cultura e membro del Comitato nazionale CEI per l’edilizia di culto – Il venerdì santo, al centro della città, nell’innesto tra il centro storico e la città nuova un uomo nudo, bianco, disarticolato nelle sue braccia e gambe scomposte, il volto tumefatto eppure dolcissimo, comincia a salire verso l’alto, fino a superare il più alto palazzo della città, sospeso su una gru, punto di attrazione per chi sta quaggiù a soffrire, riferimento non più confuso tra gli altri, ma unico. Sofferente per tutti, a nome di tutti. Si compiono le sue parole pronunciate sulla croce duemila anni fa: «Quando sarò innalzato da terra attirerò tutti a me!». Come un magnete attira lo sguardo non fisico, ma spirituale, di quanti dopo averlo magari deriso o incompreso, nel comune dolore e vedendolo morire in quel modo, possono dire come il centurione romano: «Veramente quest’uomo è figlio di Dio». La croce è scomparsa in questo crocifisso, tolto lo strumento del dolore è rimasto solo il dolore, perché chi ha voluto crocifiggerlo è già stato perdonato. Pende nudo sulla città, per ricordarci che se il primo Adamo ha peccato, il secondo Adamo è innocente. Siamo tutti nudi dentro i nostri vestiti, lui nudo ci chiede di andare a cercare sotto le nostre coperture l’innocenza che abbiamo perduto. Fare a meno dei riti deve significare scoprirne il profondo contenuto, perché quando potremo riviverli dovremo essere cambiati anche noi. Tutto è Grazia! Gesù muore, il suo corpo è sottratto alla vista. Cala il silenzio d’attesa”. Un’attesa che verrà composta nella celebrazione della Veglia Pasquale la sera del sabato santo. “Nelle chiese si celebrerà la risurrezione – continua mons. Palmeri – Un altro artista porta fuori il senso di questa rinascita. Nel luogo della morte, il cimitero; nella chiesa accanto, Madonna di Fatima, le campane possono annunciare la vita e le immagini della videoinstallazione di Andrea Aquilanti decorano il campanile per rappresentare visivamente la gioia pasquale, che sfida il dolore e la morte del presente. Un giorno i morti usciranno dai loro sepolcri, anche noi siamo chiamati a uscire dai sepolcri delle nostre paure. Ecco!, il vuoto del triduo, senza il mormorio della folla, senza la musica delle bande e senza lo schiocco delle ciaccole, questo vuoto ci ha contenuti. La cornice è umile, perché l’arte deve essere umile, ma solo essa può soccorrere la fede e farla parlare quando questa è costretta, dagli eventi della storia, alla silenziosa attesa di un tempo nuovo, che verrà”. IL VESCOVO DI TRAPANI PIETRO MARIA FRAGNELLI: UN DUPLICE SEGNO DI BELLEZZA E DI FEDE, IDEALMENTE COLLEGATI ALLA DIOCESI DI SESSA AURUNCA — “Voglio ringraziare i due artisti, Marco Papa e Andrea Aquilanti, che quest’anno portano a Trapani un duplice segno di bellezza e di fede – afferma il vescovo Pietro Maria Fragnelli – Ci contagiano la voglia di volare alto in questa Pasqua esteriormente offuscata e rattristata dal covid19. Il Crocifisso di Papa abbraccia ogni nostro crocifisso familiare e sociale e lo porta alla dignità che tutti sogniamo. Il segno del Risorto di Aquilanti ci invita a uscire dal sepolcro dei nostri limiti morali e creaturali, trascinati da Colui che ha vinto la morte, la malattia e ogni forma di egoismo. Buona Pasqua a tutta la nostra diocesi e idealmente alla diocesi di Sessa Aurunca, in Campania, dove è presente l’opera originale di Papa”. Il SINDACO GIACOMO TRANCHIDA: METAFORA TANGIBILE DI UN FUTURO LUMINOSO — “In una fase emergenziale così triste e complicata, con la città deserta ed il peso delle drammatiche notizie che ogni giorno ci arrivano, questo evento artistico che vuole lanciare un messaggio di rinascita, contribuisce a dare coraggio, conforto e fiducia a tutti noi – commenta il sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida -. La Pasqua è resurrezione e, dunque, con essa dovrà rifiorire in tutti noi il germe della speranza. Le opere degli artisti Papa ed Aquilanti saranno per la nostra città la metafora tangibile di un futuro luminoso che tutti noi speriamo possa concretizzarsi molto presto”. DUE ARTISTI SPEZZANO IL SILENZIO DELLE PIAZZE VUOTE, DICE DON VALERIO PENNASSO DIRETTORE DELL’UFFICIO BENI CULTURALI DELLA CEI — “Due artisti romperanno il silenzio delle piazze vuote proprio nel giorno lungo di Pasqua. Due segni si ergeranno sulla città di Trapani: il Cristo morto, nudo nella su santità ma segnato dalla corona dei nostri peccati; il Sepolcro di luce, farà risplendere il campanile che annuncia la vita risorta. Ma queste opere portano un dono più grande: il Risorto che unisce. A Sessa Aurunca (CE), presso la parrocchia di Falciano del Massico, Marco Papa ha innalzato in chiesa questo stesso Cristo in bronzo su di un lato e dorato sull’altro, morto e sofferente e risorto. La ferita del costato è squarciata proprio dalla luce della Pasqua. Le due comunità sono unite oggi più che mai. Anche a Sessa Aurunca mancano i Misteri della Settimana Santa per gli stessi motivi. Ma quello che ci impedisce di stare vicini crea nuovi legami: il Risorto ci unisce! Il Vescovo Orazio Francesco di Sessa Aurunca stringerà in un abbraccio il Vescovo Pietro Maria di Trapani”


#ADESSORESTOACASA. DOPO… ANDRÒ IN SICILIA. 32 I SOGGIORNI GRATUITI NELL’ISOLA

Andrà tutto bene, ce lo ripetiamo da settimane come una sorta di mantra collettivo per allontanare la paura e avvicinare la speranza che si torni presto alla rimpianta quotidianità e quando tutto sarà finito torneremo a uscire, a viaggiare e guardare con spirito diverso città, paesi, borghi, tradizioni riscoprendo la bellezza della nostra identità. Non a caso uno dei maggiori desideri espressi dagli italiani per il dopo emergenza Covid -19 è di tornare a viaggiare in Italia. Si tratta di una buona notizia, l’unica in questo momento per il turismo nostrano falcidiato da una crisi epocale e improvvisa che ha visto un crollo verticale del fatturato con perdite di oltre 7 miliardi. Ma proprio guardando al “dopo” il turismo rappresenta il settore da cui ripartire per rilanciare l’economia. Nasce da questa considerazione l’iniziativa promossa dalla Pro Loco di Caltanissetta e dalla uno@uno dal titolo #AdessoRestoaCasa. Dopo…andrò in Sicilia che mette in palio 32 soggiorni gratuiti nell’isola. #AdessoRestoaCasa è un’idea originale che si propone di far conoscere e valorizzare il territorio coinvolgendo attivamente le persone che entrano in contatto sui social. Una formula semplice e vincente già sperimentata in occasione di Expo 2015 e lo scorso anno a FICO Eataly World. Si tratta di un’occasione importante per la promozione del territorio siciliano come evidenzia il presidente della Pro Loco di Caltanissetta Giuseppe D’Antona: “Quando torneremo alla normalità riprenderemo in mano la nostra vita e ricominceremo con la speranza e la tenacia di ripristinare le ferite prodotte dal Covid -19. Il turismo è stato certamente il settore produttivo che ha subito, assieme ad altri, il danno maggiore ma proprio per questo è quello che deve dare il primo slancio alla ripresa economica. La bellezza monumentale che ci circonda, i nostri paesaggi, il nostro cibo ci consentono di partire da una posizione privilegiata. Ed è per questo che la Pro Loco di Caltanissetta assieme alla uno@uno ed alla collaborazione di enti e associazioni ha pensato di lanciare l’evento con metodo Taste&Win, #AdessoRestoaCasa. Dopo…andrò in Sicilia, che grazie alla disponibilità di operatori del settore alberghiero consentirà di venire a visitare la Sicilia nei prossimi mesi. I visitatori coinvolti, diventeranno i nostri ambasciatori nel mondo e racconteranno della loro esperienza siciliana dove primeggiano l’accoglienza, la storia, la cultura, la visione di incantevoli siti e la buona cucina”. Grazie all’adesione di numerose strutture alberghiere, alberghi diffusi e B&B siciliani, con il patrocinio del Comune di Agrigento, Montalbano Elicona, Montedoro ed altri, l’iniziativa mette a disposizione 32 soggiorni gratuiti in altrettanti angoli incantevoli dell’isola a partire da Caltanissetta, cuore di Sicilia ancora poco conosciuto ma ricco di storia e paesaggi sorprendenti. In palio ci sono anche soggiorni a Palermo, Agrigento- grazie all’adesione all’iniziativa del Distretto Valle dei Templi – Siracusa, Catania e la Riviera dei Ciclopi, Taormina, Marsala, Noto, ed ancora soggiorni in borghi meravigliosi come Montalbano Elicona (eletto il più bel Borgo d’ Italia nel 2015), Castiglione di Sicilia nel cuore del Parco dell’Etna, Gallodoro delizioso borgo nel messinese, Caccamo e Mussomeli con i loro magnifici castelli. Sin da subito dopo il lancio dell’iniziativa del 6 aprile si è registrata al sito dell’evento #AdessoRestoaCasa l’iscrizione di migliaia di utenti ma per quanti vorranno concorrere c’è tempo fino al 25 luglio . Partecipare è semplice basta collegarsi all’indirizzo www.adessorestoacasa.it registrarsi e sperare di essere uno dei fortunati vincitori. L’elenco dei premi in palio e il regolamento sono disponibili ai seguenti link i premi e regolamento #AdessoRestoaCasa , pagina Facebook. *** Per scaricare foto clicca qui #AdessoRestoaCasa per richiedere filmati, informazioni tel. 3927272043 oppure scrivi a redazione@unoaduno.it — Infine, approfittando – mettiamola così- del comune forzato rallentamento dell’attività, stiamo riordinando la nostra mailing list, nella quale figura anche il tuo indirizzo. Allo scopo di completare la razionalizzazione della lista, ti pregheremmo di rispondere a questo messaggio indicando il settore o i settori in cui operi prevalentemente, così che possiamo inviarti solo comunicazioni per te utili. Nel caso in cui non fossi interessato a ricevere ulteriore materiale da noi, basterà che tu ci risponda con un semplice CANCELLAMI. Ti comunichiamo che da qualche mese abbiamo editato un nuovo giornale Zarabazà la pagina di buone notizie (cultura, arte, cinema, moda e musica) e Strade’89 la pagina su i motori, inviaci pure i tuoi comunicati stampa, sicuramente troveremo uno spazio in cui pubblicarli.


PULLARA: DISTRIBUZIONE POSTI COVID PROVINCIA DI AGRIGENTO. CHIARIMENTI

Si trasmette di seguito intervento. dell’on. Pullara a proposito della cherelle sulla distribuzione dei posti covid in provincia di Agrigento, consapevoli che trattasi di un intervento lungo si chiede di voler valutare l’opportunità di una pubblicazione integrale per il dovere di corretta informazione che in questo momento risulta essere ancora più fondamentale ma soprattutto rilevante ai fini di trasmettere alla popolazione tutta, le giuste informazioni per trarne serenità. Si ringrazia anticipatamente. —- “Centralizzare tutto su un presidio sanitario, che è nella mente di coloro i quali in questi giorni protestano, sarebbe una scelta ottimale per la cura del paziente affetto da Covid 19, ma mancano in assoluto le condizioni quindi è scelta che si rivelerebbe fatale”. “Sarebbe come pensare di comprarsi una Ferrari senza averne i soldi, un sogno non un obiettivo reale da perseguire”. È quanto dichiara il deputato regionale l’On. Carmelo Pullara, vice presidente commissione sanità all’Ars, intervenendo in seguito alla protesta di una parte della politica e di una parte del personale sanitario delle cittadine di Sciacca e Agrigento per l’assegnazione di posti Covid come del resto, ma senza alcuna polemica e protesta, negli altri due presidi ospedalieri Canicattì e Licata ed in estrema ratio Ribera, quest’ultimo ospedale nel tempo ridimensionato e prossimo quasi certamente a rifunzionalizzazione. “Dove portiamo -scrive Pullara- anzi deportiamo i pazienti Covid della provincia di Agrigento, in particolare quelli dei comprensori di Sciacca e Agrigento? Infatti, questa domanda provocatoria nasce spontanea con riguardo alle polemiche e proteste che continuano a tal proposito e considerato che alle condizioni attuali non sono perseguibili oggettivamente altre possibilità non fosse altro per l’assoluta non presenza di disponibilità di medici specialisti nelle diverse branche necessarie alla cura del paziente affetto da covid 19. Le proteste che provengono soprattutto dalla parte politica, a mio avviso, sembrano avere spirito quasi campanilistico, miope poiché chi va curato è lo stesso paziente, nella maggior parte dei casi, della rispettiva città, che quindi oggi non troverebbe nel proprio ospedale accoglienza e risposta di salute. Ma mi chiedo, se tutti ragionassimo così ed i pazienti affetti da Covid non li volesse nessuno, la conseguenza sarebbe chiara a tutti. In provincia di Agrigento insistono 5 ospedali, due maggiori per così dire, Agrigento e Sciacca, due minori, Canicattì e Licata, e uno in rifunzionalizzazione, Ribera. La strada scelta dall’Assessorato Regionale della Salute, conseguentemente sposata ed applicata dai vertici dell’Asp di Agrigento, è stata quella di una spalmatura dei posti letto Covid sui 4 ospedali ivi compreso la creazione degli afferenti posti di terapia intensiva. Quindi, non la scelta di un Covid hospital, né ad Agrigento né a Sciacca né a Ribera né altrove, come invece per ingenerare preoccupazione si vuol fare passare nella opinione pubblica. Scelta che non poteva essere che questa alle condizioni esistenti oggettivamente, per assicurare una risposta di salute a tutti i cittadini della provincia di Agrigento e su tutto il territorio, da nord a sud della provincia. In tal senso, mi risulta, che ha avuto modo di esprimersi positivamente anche l’ordine dei medici. Forse -dichiara Pullara- molti non comprendono che per assistere un paziente affetto da Covid 19 è necessario un approccio multidisciplinare perché lo stesso sviluppa complicanze non solo respiratorie ma anche neurologiche, nefrologiche/urologiche e cardiologiche. Da ultimo addirittura la patologia darebbe anche corso a complicanze di pertinenza oftalmiche. Quindi, la strada scelta era l’unica perseguibile, tranne che non si vogliano creare dei lazzaretti affidandosi al buon Dio, per assistere al meglio i pazienti covid e no covid, prevedendo posti letto Covid negli ospedali che al meglio possono coniugare l’esigenza di avere le specialità di cui sopra congiuntamente ad un pronto soccorso attivo ed a pieno regime alla stessa stregua della radiologia e del laboratorio analisi. Infatti la scelta di centralizzare tutto su un presidio che è nella mente di coloro i quali protestano è una idea scellerata per la cura del paziente poiché non solo non ha quelle specialità necessarie a curare il paziente Covid ma neanche la possibilità di crearle poiché mancano gli specialisti e il personale adeguato. Allora si potrebbero prendere dagli ospedali di Sciacca ed Agrigento, gli unici ad avere al loro interno queste specialità, sì certo e i pazienti no Covid con patologie neurologiche cardiologiche e nefrologiche dove vanno a curarsi, visto tra l’altro l’impossibilità di trovare medici specialisti per nuove assunzioni. Senza parlare della necessità, come si diceva, di attrezzare un pronto soccorso all’altezza nonché la radiologia ed il laboratorio analisi. Quindi unica strada per assistere al meglio i pazienti Covid e no Covid è quella di prevedere posti letto Covid negli ospedali che al meglio possono coniugare le due esigenze. Pertanto, più posti letto sono stati previsti, come è logico, negli ospedali (Agrigento e Sciacca) più grandi e meglio attrezzati, e meno in quelli più piccoli (Canicattì e Licata). Questa come dicevo-aggiunge Pullara – è la scelta più logica e l’unica percorribile. Infatti se nel tempo si è deciso di rafforzare, con implementazione di risorse umane, strumentali, strutturali e specialistiche, due ospedali, i più grandi e meglio dislocati strategicamente, Sciacca e Agrigento, affinché fossero più degli altri erogatori di salute, è normale che nel momento del bisogno diano di più, diversamente se si dovessero tirare indietro viene da pensare che si è male investito perche si è fatto l’interesse di pochi e non di tutti. Questa ovviamente è una provocazione ma sarebbe seguire il filo logico di ragionamento avviato non da me ma da chi protesta, siano essi operatori interni che soggetti politici esterni. Ed ancora mi pare veramente una stranezza tutta agrigentina, mi auguro non montata ad arte faziosamente ovvero chissà con quale scopo alla quale molti si sono accodati in buona fede, tutto questo clamore, poiché non mi sembra che, nel resto della Sicilia, ove si è seguito il medesimo schema, cioè posti letto in aree appositamente attrezzate ed isolate all’interno degli ospedali che avessero il maggior numero di specialità al fine di una migliore assistenza, ci siano state tutte queste polemiche. Allora la domanda sorge spontanea quale assistenza vorremo per noi o per i nostri cari qualora malauguratamente fossimo affetti dal coronvirus?! A nulla serve come ho sentito e letto in giro sbandierare i casi di Codogno e Bergamo che nulla hanno a che vedere per un semplice e logico ragionamento: gli ospedali di Codogno e Bergamo sono diventati focolaio con le conseguenze che sappiamo poiché la malattia non era conosciuta, non c’era quindi un pre-triage specifico, non c’era un percorso diversificato in pronto soccorso. I pazienti Covid positivo e Covid negativo, poiché non a conoscenza, erano ricoverati in medesima stanza come è normale che sia per trattare la patologia di cui si è affetti. Qui da noi la situazione è completamente diversa: c’è il pre-triage, un percorso in PS dedicato, una degenza dedicata a prescindere dalla patologia da cui si è affetti, sarà lo specialista ad andare nell’area dedicata. La scelta di spalmare i posti letto su tutti i presidi ospedalieri è stata quindi obbligata resa però ottimale da due fattori: l’aumento di posti letto covid sul territorio della provincia di Agrigento, e la presenza di posti covid, in appoggio al pronto soccorso. Quest’ultima situazione, stante che il paziente covid non è aprioristicamente conosciuto, aumenta la sicurezza e diminuisce il rischio di contagi all’interno dell’ospedale in quanto, nel caso di paziente sospetto valutato al pre-triage del pronto soccorso, la presenza di un’area dedicata e isolata nonché dei posti di terapia intensiva può determinare la salvezza di una vita ed evitare, appunto, un contagio ospedaliero. Sulla vicenda a prescindere dalle eventuali repliche non interverrò, la querelle è durata troppo ed avrà annoiato tutti. Infatti, ho voluto esprimere la mia opinione, in linea con quella del governo e della sua maggioranza non essendoci stati interventi contrari, e ciò non per campanilismo. A Licata, dove vivo, sono previsti posti covid e non ci sono lamentele, né da parte mia né da parte di altri esponenti politici né da parte dei sanitari. Mi piacerebbe chiedere perché qualche collega si lamenta dei posti covid nella la città in cui vive e non delle altre città dove sono previsti, ivi compresa l’idea di Ribera, non percorribile poichè assolutamente inadeguata sotto ogni profilo. Fermo restando tutto quanto sopra che è valido oggi ed a condizioni date e reali, ritengo che la sanità dopo questa esperienza che stiamo vivendo cambierà e bisognerà pensare ad essere pronti per il futuro ad evenienze di questo tipo che non ci dovranno cogliere impreparati, in tal senso penso all’aumento di posti per l’accesso alla facoltà di medicina e conseguentemente per l’accesso alle scuole di specializzazione discorso valido anche per le professioni sanitarie così come sul piano strutturale occorrerà pensare a strutture dedicate ma fornite di tutte le specialità ed attrezzature per la cura al meglio del paziente con altrettanta sicurezza per gli operatori.
Invito pertanto tutti- conclude Pullara- ad abbassare i toni, rientrando in un quadro di responsabilità più proprie ed ai sanitari della provincia e a quelli aziendali, cui va il mio ringraziamento, chiedo di remare insieme alla politica in un’unica direzione per superare al meglio questo periodo contingente ed assicurare un livello di cure elevato a tutti i pazienti”.

 

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