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Palmeri smentisce i “flirt”: “Non rinnegherò mai i principi originari del Movimento 5 Stelle”

"Io ed altri colleghi del M5S abbiamo espresso e sottolineato il nostro malessere all'interno del gruppo all'Ars relativo la mancanza soprattutto di dialogo interno. Il problema principale è la comunicazione..."

Da un articolo pubblicato sui social e su alcune testate on –line , si apprende con stupore che “io sarei uscita dal movimento e che sarei pronta a passare al centrodestra. Il flirt durava da diversi mesi. Ora sembra che si passi ad una nuova fase: quella di andare a braccetto all’interno dell’Assemblea regionale fra alcuni deputati del M5S e il governatore Nello Musumeci”.

“Palmeri flirta col centrodestra”, e altre simili che “attesterebbero” il mio interesse ad andare nel governo. Queste “notizie”, o insinuazioni, messe in giro da ignoti, vengono riportate a mezzo stampa già da diverse settimane da alcuni giornalisti locali, senza che i quali ne abbiano mai verificato l’attendibilità con la sottoscritta. Ne devo dedurre, evidentemente, che l’obiettivo di chi diffonde le stesse è quello di fare disinformazione più che giornalismo. Non è dato sapere chi siano le fonti da cui il giornale abbia ricavato tali informazioni, ma sicuramente, qualsiasi esse siano, non sono attendibili. E’, quindi, opportuno a questo punto precisare, al fine di fare chiarezza e fugare ogni dubbio in merito, che la sottoscritta non ha mai preso in considerazione dette possibilità nè tanto meno quella di andare con questo governo. Questa precisazione è doverosa dal momento che non rinnegherò mai i principi originari del Movimento, che per me hanno un valore profondo, soprattutto nelle tematiche relative ad ambiente , agricoltura, Beni Comuni, lotta ai cambiamenti climatici, solidarietà, rispetto dei principi fondamentali della democrazia e di tutte le libertà civili, politiche e religiose.

Io ed altri colleghi del M5S abbiamo espresso e sottolineato il nostro malessere all’interno del gruppo all’ARS relativo la mancanza soprattutto di dialogo interno. Il problema principale è la comunicazione e, quindi, la democrazia: esiste un solo punto di vista nel gruppo, fondato sull’illuminazione divina, che non è confrontabile e non da spazio alla dignità degli altri. Siamo approdati -sciaguratamente- dalla democrazia spinta di ‘uno vale uno’ alla teocrazia di chi si autoproclama custode della verità. Sarebbe stato molto più facile fare finta di nulla e non portare a galla spaccature ormai evidenti.

Il punto principale è portare a compimento fino a fine mandato, il programma con il quale siamo stati eletti, per la mia Sicilia e il mio territorio, ma sempre, ovviamente, esercitando una opposizione vigile.

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MarsalaLive