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Gli attesi debutti di “Orapronobis” e “Ce ne ricorderemo di questo pianeta”: sabato 25 luglio

In scena alle Orestiadi di Gibellina e a Sambuca di Sicilia. Sono due gli spettacoli che fanno parte della circuitazione della Rete regionale di Drammaturgia contemporanea Latitudini che sabato 25 luglio andranno...

Gli attesi debutti di “Orapronobis” e “Ce ne ricorderemo di questo pianeta.” nella Circuitazione estiva della Rete Latitudini, in scena alle Orestiadi di Gibellina e a Sambuca di Sicilia. Gigi Spedale: “Segnale positivo. La Rete supporta il Teatro in tutto il territorio siciliano”.

Sono due gli spettacoli che fanno parte della circuitazione della Rete regionale di Drammaturgia contemporanea Latitudini che sabato 25 luglio andranno in scena in contemporanea in diverse rassegne siciliane.

La Fondazione Orestiadi di Gibellina (Trapani) ha in programma alle ore 21.15 ORAPRONOBISdi Rino Marino con protagonista Fabrizio Ferracane (produzione Sukakaifa).

Lo spettacolo, finalista al Premio Rete Critica 2014, narra la storia di un pover’uomo, un residuo d’umanità “malata”, in una dimensione onirico-allucinatoria, al cospetto di un alto prelato (incarnato dalla muta immobilità di un fantoccio), scioglie un lamento disperato, che si alza come una preghiera profana, in siciliano arcaico.

Attraverso le poste di un rosario dolente e sarcastico, che si fa violenta invettiva, spietato atto d’accusa alla corruzione e al “sacrilegio” del potere ecclesiastico, fino a culminare nella tragica rievocazione di un’esistenza misera e marginale, in una struggente antitesi tra sogno e realtà.

Il Teatro Comunale l’Idea di Sambuca di Sicilia (Agrigento), propone alle ore 21.00 dello stesso giorno CE NE RICORDEREMO DI QUESTO PIANETA – Intervista impossibile a Leonardo Sciascia, con Filippo Luna (che è anche regista) e Gaetano Savatteri (produzione Nutrimenti Terrestri).

Lo spettacolo, che si terrà al Teatro Saraceno, è un dialogo a tratti amichevole e a tratti specchio di incomunicabilità, che va a indagare sulla personalità e sul pensiero dell’autore siciliano, cercando di non distorcerlo e di rendergli giustizia. “Se sono stato uno scrittore lo devo al mio essere “antifascista”: con questo inciso si apre il discorso sul fascismo fatto da Sciascia, che critica la sinistra per la sua doppia morale per cui l’uomo di destra sbaglia sempre.

Di Leonardo Sciascia ci restano i libri, ma ci manca lo sguardo. E allora lo cercheremo insieme con questa intervista, magica immaginata e impossibile.

Il presidente Gigi Spedale dichiara: “Questi due debutti contemporanei, di produzioni targate Latitudini, preceduti e seguiti da tanti altri, in un periodo estremamente difficile; rappresentano un segnale forte e positivo che ci fa ben sperare per il futuro del Teatro siciliano. La Rete, nonostante il lunghissimo lockdown, continua a dare il proprio contributo per sostenerlo, supportando le compagnie che in maniera solidale tengono in vita e vivacizzano il nostro Circuito teatrale regionale”.

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MarsalaLive