Sindaco - Di Girolamo

Marsala, Fra Santo – Agostiniano Scalzo (1655-1728): il 5 agosto l’anniversario della nascita

Prese l'abito religioso a Marsala nel convento di S. Maria dell’Itria il 21 maggio 1684, solennità della Pentecoste. Divenuto professo, tornò a Trapani, dove si applicò alla preghiera e meditazione...

Ringraziamo il Signore per avercelo dato e i genitori Giuseppe e Paola per averlo accolto, cresciuto e amato

Marsala – Il 5 agosto 2020 ricorre il 365° anniversario della nascita del Venerabile Fra Santo da S. Domenico. Infatti egli è nato a Trapani il 5 agosto 1655 da Di Santo Giuseppe e Paola Berceri, sposati giovedì 1 giugno 1634 nella parrocchia S. Lorenzo (Cattedrale). Papà Giuseppe era figlio di Domenico e Sigismonda, mentre mamma Paola era figlia di Vito e Antonina. Erano timorati di Dio e pieni di sentimenti di pietà cristiana. Frequentavano molto la chiesa, soprattutto dove c’era da adorare Gesù nell’Eucaristia. Ebbero tre figli.

1. Vincenzo Domenico, battezzato giovedì 25 agosto 1639 nella chiesa parrocchiale S. Lorenzo dal curato Don Pietro Castro. Padrino Blandano e Anna Maria. E’ stato sepolto a parte nella cripta della Chiesa dell’Itria.

2. Antonina Pia Maria, nata Venerdì 1 marzo 1641 e battezzata lo stesso giorno nella chiesa arcipretale di S. Pietro da Don Giacomo. Padrini Giovanni e Anna. E’ chiamata anche Giuseppina (vedi P. Gabriele Raimondo, Un questuante santo Ven. Fra Santo si S. Domenico agostiniano scalzo, L.I.C.E. Berruti, Torino, 1937, p. 20), Giuseppa (vedi P. Lorenzo Sapia, Fra Santo da S. Domenico, agostiniano scalzo, L’Innamorato dell’Eucaristia, Tipografia Bonanno, Valverde, 1985, p. 22) e Anna (vedi Relatio et Vota Congressus peculiaris super virtutibus, Roma, 1988, p. 74). In alcune testimonianze sarebbe stata Suor Giuseppa, terziaria di S. Francesco (Summarium, 670)

3. Vito Antonio, il nostro Fra Santo, nato Giovedì 5 agosto 1655 e che fu battezzato nella chiesa parrocchiale di S. Nicolò l’indomani il 6 agosto 1655. Gli fu posto il nome di Vito Antonio Di Santo. Padrini sono stati Girolamo Planta e Antonia Lauria. E’ veramente corrispose il cognome alla sua santità della vita, che doveva condurre. Anche nel secolo visse da Santo, per la gran carità verso i poveri e per la sua rettitudine nell’ operare.

Prese l’abito religioso a Marsala nel convento di S. Maria dell’Itria il 21 maggio 1684, solennità della Pentecoste. Divenuto professo, tornò a Trapani, dove si applicò alla preghiera e meditazione, nella quale tra giorno e notte trascorreva sino a 14 ore. Cominciò a condurre una vita molto austera. Si disciplinava spesso a sangue, con tale violenza, che ai lombi se ne osservavano i segni. Vestiva un aspro cilicio, spesso digiunava a pane ed acqua. Non gustò mai carne e dormiva poco.

Usava un silenzio rigoroso e quando doveva dire qualcosa si esprimeva con i gesti che con le parole. Era umilissimo e fuggiva ogni segno di apprezzamento nei suoi confronti per la fama di santità. Andava per le strade con una modestia inimitabile.

Dall’ubbidienza fu mandato alla questua e soleva dire: Io vorrei morire con questa bertola sulle spalle ed ubbidiva in tutto ad ogni cenno dei Superiori. Con l’ elemosina raccolta dai Benefattori fabbricò la nuova chiesa, che dedicò a Gesù, Maria e Giuseppe. Inoltre con essa costruì il nuovo convento e provvedeva al sostentamento di 30 Religiosi.

Venne insignito da Dio di vari doni. Ebbe concesso il dono dei miracoli: cambiò l’acqua in vino e il vino in frumento, moltiplicò il pane a beneficio dei poveri, la cera, il denaro per il culto della chiesa, ammansì giovenghi indomiti, fece pescare una gran quantità di tonni nelle tonnare. Inoltre ebbe il dono della scrutazione dei cuori convertendo a Dio molti peccatori, quello della profezia, per cui prevedeva e rivelava le cose future.

Era devotissimo del SS. Sacramento davanti a cui passava notti intere in preghiera, per cui Fra Santo è dipinto col SS. Sacramento. Era anche devoto della S. Famiglia, Maria SS.ma di Trapani, i sette Angeli, che stanno davanti al trono di Dio e con essi volle adornare la chiesa, S. P. Agostino, S. Nicola da Tolentino e di tutti i Santi Agostiniani.

Ebbe a soffrire continue lotte con il demonio, che chiamava: Malatasca. P. Pietro Antonio Capitano di S. Elisabetta, celebre oratore milanese agostiniano scalzo, venne di proposito a trovarlo ed esaminato il suo spirito, disse: Esser Fra Santo, non solo un Santo comune, ma di quelli di prima sfera, come furono li patriarchi di Religione (P. Benigno da S. Caterina, p. 166).

Fra Santo era stimato dai Vescovi, Governatori della città e Notabili. Pieno di meriti e carico di anni morì nel convento di Trapani venerdì 16 Gennaio 1728 alle ore 21 all’età di 72 anni, mesi 7, giorni 24 e di religione 43 anni. Venne sepolto nella cripta della chiesa dell’Itria dentro un urna di pietra chiusa con tre chiavi.

Il Signore manifestò la santità di Fra Santo con molti miracoli avvenuti dopo la sua morte e gli furono fatti anche diversi ritratti. Vi erano suoi ritratti nel palazzo senatoriale, nella Congregazione del SS.mo Sacramento dei PP. Agostiniani e nel chiostro di S. Agostino. Anche in diverse case trapanesi vi erano anche nel convento di Trapani ve ne erano tre: uno nella sagrestia venuto da Roma; il secondo nell’antisagrestia e il terzo era nel corridoio del convento del primo piano ed aveva scritto questi quattro versi: Nomine nunc Sanctus, quondam cognomine Sanctus / Moribus et Sanctum, Roma vocare precor / Prodigia inquiris? Questua, quam coeperat Olim / mortuus hanc precibus, perficit ipse domum.

In tutta la Provincia religiosa Palermitana i Superiori stabilirono che ogni convento doveva esporre il suo ritratto. Se ne trova ancora uno a Marsala (TP) ed uno nel convento di S. Maria di Gesù a Mussomeli (CL). Si conversa anche un ritratto nel convento dei Ss. Giuseppe, Tecla e Rita di Ferrara

Il 13 maggio 1989 il Papa Giovanni Paolo II ha emanato il Decreto sulle eroicità delle virtù di Fra Santo. Ora si attende che il Signore, per sua intercessione, compia un miracolo per proclamarlo beato.

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