Sindaco - Di Girolamo

Da Marsala a Trapani, Consiglio comunale dai toni troppo accesi…

Con il suo carattere "vibrante" non si osa immaginare la sua reazione se a tradirlo fossero stati in 12 come a Capo Boeo. Nei giorni scorsi, in una mattina di agosto nell'anno domini del Coronavirus...

Marsala – Mal comune mezzo gaudio? Non si sa, anzi non si crede, invero è deprimente, politicamente parlando. Osservando il consiglio comunale di Marsala una critica feroce dell’assise ha rimproverato al primo cittadino di non tenere in considerazione le proposte consiliari, di “snobbarlo” ed evitare il confronto. Di Girolamo negli ultimi due anni, anche perché aveva perso il sostegno della quasi tutta maggioranza che lo accompagnò all’ex quartiere spagnolo e ad oggi, ha centellinato le sue apparizioni a Palazzo VII Aprile.

Quando lo ha fatto non si ricorda a memoria un suo intervento scomposto ascoltando le critiche e cercando di confutarle. Episodio molto spiacevole per la città quando il consigliere Gerardi definì “cretino” il vice sindaco. Toni sempre accesi, spesso borderline. Poi accade di vedere un consiglio comunale di Trapani in video conferenza.

Si ascolta il sindaco Tranchida definire liquame politico le consigliere dell’opposizione Trapani e Garuccio e spera finiscano nella nuova rete fognaria. Non si conoscono benissimo le dinamiche del capoluogo di provincia, ma sembra che ultimamente si ripetano, anche perché Tranchida non ha apprezzato il “tradimento” di Garuccio e Lipari, ma è importante ricordarlo non esiste vincolo di mandato, saranno gli elettori a giudicare.

Con il suo carattere “vibrante” non si osa immaginare la sua reazione se a tradirlo fossero stati in 12 come a Capo Boeo. Nei giorni scorsi, in una mattina di agosto nell’anno domini del Coronavirus, sala delle lapidi si supera, 20 consiglieri, proponente la consigliera Giusi Piccione, approva la modifica del regolamento cimiteriale e istituisce il registro dei”bambini mai nati “, e si abbia l’onestà intellettuale di raccontare bene la norma introdotta: non è obbligatorio la scelta del nome, ma il corpicino a cui i genitori non vorranno assegnare un nome verrà inumato, individuato con cippo funerario, numero e trascrizione sul registro.

Trattasi di “costrizione”, e se vogliono inumarlo senza cippo e numero? Ah, con buona pace di coloro che si sono appellati alla bioetica, si rammenta che il CNB (comitato nazionale di bioetica, organo consultivo governativo), lo chiama feto, non bambino mai nato. Che depressione, non è mal comune, mezzo gaudio!

Vittorio Alfieri

views:
605
MarsalaLive