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Registro dei bambini mai nati, PRC Marsala: “Sbandierare nella pubblica piazza i propri ‘peccati’?”

"Un ritorno al passato, un ritorno al medioevo, quando le donne non uniformate alla rappresentazione canonica del femminile venivano condotte al rogo dai fanatici rabbiosi. Rifondazione esprime il proprio sdegno"

Riceviamo e pubblichiamo

Marsala – Nelle ultime ore ha preso a circolare l’ultima novità targata Consiglio Comunale di Marsala, l’istituzione del “Registro dei bambini mai nati”, una aberrante forma di burocratizzazione forzata di uno dei momenti più dolorosi, drammatici e personali che una donna possa vivere. L’atto è stato proposto in seduta consiliare dalla consigliera Giusy Piccione la quale sostiene che questa innovazione intende rappresentare “l’importanza che la politica ha nel promuovere la cultura della vita” (in realtà cultura della mortificazione) e costituisce nei fatti la deliberata modifica dell’attuale Regolamento cimiteriale sostituendo la dicitura “prodotti abortivi” – utilizzata per i feti partoriti prima della 28° settimana – con “bambini mai nati”; inoltre dal nulla istituisce l’omonimo Registro nel quale annotare un nome per il feto e individua uno spazio cimiteriale destinato alla sepoltura, con un cippo recante il relativo numero assegnato nel Registro.

Tutto ciò pubblicamente, tutto ciò costringendo le donne nel momento più doloroso della loro vita a sbandierare nella pubblica piazza i propri “peccati”. Un ritorno al passato, un ritorno al medioevo, quando le donne non uniformate alla rappresentazione canonica del femminile venivano condotte al rogo dai fanatici rabbiosi. Rifondazione Marsala esprime il proprio sdegno a fronte di una simile decisione del consesso comunale e ricorda che la legge 194 rappresenta una delle più grandi conquiste della storia del femminismo e delle donne, una conquista che nessun atto rievocativo deve mettere in discussione.

 PRC Marsala

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MarsalaLive