Sindaco - Grillo

Massimo Grillo: “Senso di comunità e condivisione, punti cardine del mio programma per la città”

INTERVISTA ESCLUSIVA - La logica della politica è quella di chi deve avviare processi decisionali con l’idea della comunicazione, della cittadinanza attiva, del coinvolgimento del pubblico e del privato, ascoltando sempre con attenzione le esigenze di entrambi

Alla luce dei problemi quotidiani che il cittadino si trova ad affrontare ogni giorno, emergenza idrica, pessimo servizio nella raccolta differenziata, situazione di degrado urbano, qual è il suo programma, la sua idea di crescita, per la città di Marsala?

I servizi più importanti per una città sono raccolta differenziata e quindi ambiente, il servizio idrico e quello dei trasporti, sono anche quelli più onerosi e impegnativi. Io oggi potrei parlare di mega progetti, però la cosa a cui tengo maggiormente è spiegare come poter risolvere questi problemi. Il metodo parte dalla logica della Governance: fino ad ora c’è stato un uomo solo al comando, che non ha saputo relazionarsi con la struttura del comune, con i cittadini, non ha saputo fare squadra con tecnici e assessori. La logica della politica è invece quella di chi deve avviare processi decisionali con l’idea della comunicazione, della cittadinanza attiva, del coinvolgimento del pubblico e del privato, ascoltando sempre con attenzione le esigenze di entrambi. Detto questo, le modalità di risoluzione dei problemi le stabiliremo insieme a questa governance. Per quanto riguarda il problema dell’erogazione idrica, da anni si denuncia il fatto che la falda si stia abbassando e da qui a qualche anno, aprendo il rubinetto, troveremo acqua salata. Marsala è isolata dal resto della provincia per il collegamento idrico, quindi o si fa in modo di creare un dissalatore, oppure ci si deve collegare al resto della provincia. È accaduta una cosa gravissima negli anni scorsi: Marsala avrebbe potuto beneficiare di un finanziamento per collegarsi alla rete idrica, purtroppo c’è stato un problema giudiziario dell’impresa aggiudicataria dei lavori che ha portato, per distrazione dell’attuale amministrazione, a perdere il finanziamento di diversi milioni di euro a vantaggio di altri. In questi casi solitamente si sospende la procedura di gara e si utilizza la graduatoria o si fa un’altra gara, ma il finanziamento non si perde. Questo apre un’altra questione, che è quella politica e di forza contrattuale di questa città, che deve sapersi far valere anche a proposito dei finanziamenti di cui può beneficiare. Da una parte quindi è necessario cercare di reperire nuovamente queste somme per realizzare un collegamento alla rete idrica provinciale, dall’altra parte, in emergenza, potrà essere necessario dotarci di un dissalatore.

Per quanto riguarda i rifiuti?

Cinque anni fa, dopo le elezioni amministrative, ci fu un consiglio comunale aperto sulla raccolta differenziata, eravamo ancora nella fase della progettazione. Io in consiglio comunale, fermo restando che non ho mai avuto la possibilità di collaborare o di offrire le mie idee progettuali perché allora il sindaco Di Girolamo disse che io non avevo titolo, neanche all’opposizione, per poter collaborare, ho fatto comunque una proposta. Dissi in consiglio comunale, essendoci già un’area espropriata dal comune di Marsala ai tempi del sindaco Lombardo, da poter destinare per un impianto da raccolta dei rifiuti e la trasformazione degli stessi in energia. Questa proposta cadde nel vuoto perché giudicata improponibile e inattuabile, purtroppo o per fortuna, un privato ha avviato questa procedura, ha avuto tutte le autorizzazioni, e alla fine del mese di ottobre prossimo cominceranno i lavori a Marsala per la realizzazione di un impianto di bio metano, una cosa straordinaria per la nostra città, perché non solo si metteranno in rete cinque milioni e mezzo di metri cubi (a regime) di gas metano, ma soprattutto per quello che riguarda l’utenza ci sarà un considerevole abbattimento dei costi per l’organico. Al momento noi conferiamo i rifiuti verso la Sicilia orientale o addirittura fuori dall’isola, con costi esorbitanti. Questa iniziativa avrebbe potuto intraprenderla il comune, in seguito all’insediamento dell’attuale amministrazione, con un significato e un ritorno diversi. Purtroppo il comune non l’ha fatto, menomale che ci hanno pensato i privati. Con questi ultimi bisognerà concertare modalità di cooperazione e speriamo che i cittadini possano averne un vantaggio. Sempre in tema di rifiuti, ci troviamo con un contratto con Energetikambiente che durerà altri cinque anni circa, ciò che significa che l’amministrazione comunale uscente ha sottoscritto un contratto che va molto oltre il mandato che gli è stato conferito dai cittadini. Questo è politicamente scorretto. La nuova amministrazione dovrà quindi rinegoziare con Energetikambiente o comunque migliorare il servizio, perché è chiaro e sotto gli occhi di tutti che così non sta andando affatto bene. C’è però anche un problema culturale: quando vediamo in giro per la città segni di inciviltà, chiaramente non si può attribuire come responsabilità all’amministrazione. Noi vogliamo agevolare il cittadino, avviare un processo di qualificazione dei comportamenti. Oltre alla sanzione per il cittadino che sporca, bisogna anche stabilire una sorta di incentivo per il cittadino responsabile e non essere visto solo come un utente che deve pagare le tasse, deve piuttosto interagire, collaborare, sentirsi parte di questa squadra amministrativa della città.

Quando è l’azienda Comune a sbagliare, chi controlla?

Nella Governance che illustrerò più avanti direttamente ai cittadini, è prevista una figura centrale , una sorta di authority della legalità all’interno di questo gruppo di lavoro, che vigilerà non solo sulle procedure di gara, ma anche su tutto quello che riguarda il rapporto con le aziende aggiudicatarie dei lavori, che potrà anche sanzionare le ditte che sbagliano, sia quella deputata alla raccolta differenziata che tutte le altre.

Una novità che vuole anticiparci della Governance che ha in mente per la città?

Una cosa che ho notato durante questi cinque anni di amministrazione: non è cresciuta una nuova classe dirigente. Una promessa che faccio ai cittadini, nel caso fossi eletto, è che nei prossimi anni a Marsala nascerà una nuova classe dirigente, mi impegnerò ad inserire nella Governance che ho in mente dei giovani con dei ruoli precisi, professionisti, eccellenze, ma anche giovani che sanno ascoltare, perché uno degli errori che tutti noi stiamo commettendo è pensare alla città che verrà solo secondo la visione che ci suggerisce la generazione alla quale apparteniamo. Vorrei ridurre pertanto la distanza che c’è tra la mia generazione e la nuova, per una maggiore visione di insieme e per puntare tutto sull’ascolto e sul dialogo. La comunicazione al centro di tutto.

Parliamo dei piccoli cittadini marsalesi, i bambini. Non esiste un’area a loro dedicata, un luogo ricreativo dove socializzare, fondamentale per una città che guarda al futuro, visto che proprio i bambini sono il nostro domani.

Nei giorni scorsi ho tenuto diversi incontri, uno di questi con le mamme. Abbiamo concordato di organizzare un comitato in modo tale che l’amministrazione che verrà possa avere un interlocutore che si faccia portavoce delle esigenze e dei problemi relativi alla gestione della vita dei bambini in città. Ci sono tantissime idee, da realizzare nella logica del governare con il consenso dei cittadini, anche per una questione culturale di sentirle proprie. Alcune cose in realtà sono state fatte, ma sono state fatte male e nessuno le conosce.

La nostra è anche una città piena di barriere architettoniche, pensiamo ai disabili e alle difficoltà che incontrano quotidianamente. Una situazione che ci tiene ancorati al passato, impensabile quindi per una città che si definisce moderna e all’avanguardia. Nessuna amministrazione ad oggi ha mai pensato di mettere in atto un progetto risolutivo per questo problema. Qual è la sua idea in proposito?

La difficoltà sta soprattutto in un problema di carattere economico per poter arrivare ad avere una città moderna anche da questo punto di vista, però si può certamente cominciare con i servizi primari nelle aree pubbliche, in tutti quegli ambienti dove la frequentazione è maggiore. Renderli accessibili, dove la mobilità sia un diritto per tutti. Dobbiamo iniziare dalle piccole cose, il marciapiede, la piazza, per poi spaziare e cercare di cambiare il volto di questa città, ricchissima di potenziale mai davvero sfruttato.

 

 

views:
576
MarsalaLive