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Traffico di migranti e contrabbando: cinque condanne a Marsala

L’operazione “Caronte” scattò nel marzo 2018 a seguito di indagini, con pedinamenti e intercettazioni, nel corso delle quali gli investigatori riuscirono a documentare le varie fasi organizzative e...

Marsala – Cinque persone sono state condannate, con rito abbreviato, dal gup di Marsala Francesco Parrinello nell’ambito del procedimento “Caronte”: favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e contrabbando di sigarette estere. La pena più severa (cinque anni e 4 mesi di carcere) è stata inflitta Montasar Bouaicha, di 30 anni, tunisino.

A cinque anni e 20 giorni è stato, invece, condannato Salvatore Calcara, di 51, di Sambuca di Sicilia (Ag), a cinque anni Marco Bucalo, di 33, di Menfi (Ag), a quattro anni e 8 mesi Angelo Licciardi, di 60, pregiudicato, di Marsala, e a otto mesi Lillo Barbera, di 50, di Menfi (Ag). Bouaicha, Calcara e Bucalo sono stati, inoltre, condannati al pagamento di una multa di 340 mila euro ciascuno.

Per Licciardi, invece, la multa è stata di 220 mila euro. Licciardi e Barbera sono stati condannati nonostante il pm Giulia D’Alessandro ne avesse invocato l’assoluzione. Altri due imputati, i tunisini Fathi Taleb, di 35 anni, e Nabil Zayar, di 37, residente a Petrosino (Tp), entrambi attualmente latitanti, sono stati rinviati a giudizio davanti il Tribunale di Marsala (prima udienza: il prossimo 20 ottobre). Sono stati, infine, assolti Giuseppe Morreale, di 50 anni, di Santa Margherita Belice (Ag), Girolamo Stassi, di 58, di Partanna (Tp).

L’inchiesta è stata condotta dai carabinieri della Compagnia di Sciacca (Ag) e coordinata dalla Procura della repubblica di Marsala. L’operazione “Caronte” scattò nel marzo 2018 a seguito di indagini, con pedinamenti e intercettazioni, nel corso delle quali gli investigatori riuscirono a documentare le varie fasi organizzative ed esecutive delle traversate, attuate con potenti motoscafi che, dalle spiagge di Al Huwariyah, in Tunisia (punto più vicino alle coste italiane), raggiungevano i litorali di Marsala e Mazara del Vallo. I fatti contestati risalgono al 2017.

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MarsalaLive