Sindaco - Grillo

“In Sicilia, come a Marsala bisogna cercare una visione politica diversa dalla stessa minestra”

"Uguaglianza per la Sicilia", Pasquale Parrinello: "Diamo al popolo siciliano l'uguaglianza economica come è stato sottoscritto dai nostri parlamentari... Ora basta, la Sicilia, sia essa delimitata..."

riceviamo e pubblichiamo

In Sicilia, come a Marsala bisogna cercare una visione politica diversa dalla stessa minestra, una politica nuova che possa dare vitalità e sviluppo all’economia isolana, dando valore alle origini del nostro popolo. Una visione che metta al centro non soltanto l’uomo in quanto tale, ma introdotto in un territorio, dove l”uomo è in grado di autodeterminare il proprio presente ed il proprio futuro senza supportare il peso delle disuguaglianze, oggi, sempre più dominante.

Bisogna dare valore ai principi fondamentali della Costituzione italiana. Quest’ultimo pensiero è rivolto ai politici che ci governano, ma anche a chi li vota. Noi come tanti altri non li votiamo. Siamo stati presi in giro molte volte, sin dalla costituzione repubblicana. Ci hanno mantenuta l’Autonomia, ma la nostra autonomia non era questa. Con l’avallo dei nostri politici tutto è cambiato. È rimasta solamente l’autonomia sui diritti parlamentari (stipendi ed equiparazione nazionale).

La nostra amata Sicilia ha perso la vera AUTONOMIA (quella che ci riconosceva uno Stato nello Stato). Diamo al popolo siciliano l’uguaglianza economica come è stato sottoscritto dai nostri parlamentari… Ora basta, la Sicilia, sia essa delimitata non solo fisicamente, ma anche politicamente, socialmente e culturalmente.

L’origine diviene il luogo, ed i valori saranno quelli della popolazione che lo vivono, per riproporre un modello legato alla tradizione e alla cultura.

È necessario rigettare i modelli acquisiti per imposizione rispetto a quelli naturali, tramandati da generazioni millennari.

E’ naturale. Oggi accettare una guida imposta e proveniente da oltre lo stretto, che conosce le linee guida ma non il programma, che si affida a ricevere e non per costruire, che comprende i cambiamenti ma non la storia degli uomini immersi nel loro ambiente d’origine. Una guida che non potrà mai essere tale perché strutturalmente, psicologicamente e strategicamente, legato al proprio luogo di nascita, di tradizioni, d’interessi e soprattutto di valori e sentimenti.

I Siciliani esultato diversi Leader, tra questi il leghista per eccellenza, Matteo Salvini Il dopo Berlusconi e speriamo che Renzi e la Meloni non prendano il sopravvento. Con questi politici e con Musumeci di facciata siamo alla frutta. Salvini, lo abbiamo ricevuto pensando che fosse il liberatore, la chiave di volta, ma non abbiamo riflettuto attentamente sulle origini del politico e dell’uomo immerso in un contesto socio economico diverso per programmi che hanno obbiettivi distinti e distanti da quelli del popolo Siciliano. Un leghista filo nordico, nato e cresciuto con la minaccia dell’indipendenza del proprio territorio dall’Italia ladrona e dalla Sicilia Mafiosa (nel curriculum della Lega c’è la Lega Ladrona), un progetto politico proposto dalla Lega non puó essere avallato, ne da Musumeci, ne dal partito del Popolo Siciliano. Una rivoluzione culturale nordica, radicata, delimitata e rafforzata, da principi e valori della propria tradizione.

Un investimento politico culturale notevole per i Leghisti ed un rafforzamento dei beni strutturali ed infrastrutturali del Nord, tanto da allontanare ulteriormente il divario con il Sud e determinare la perdita di talenti e di giovani meridionali, costretti a trovare lavoro lontani dalla Terra di origine.

Perseverare in questo paradigma significherebbe avere determinato la fine di una tradizione e di un contesto sociale ben definito. Significherebbe rinnegare le battaglie, i sacrifici, l’educazione, le usanze ed i costumi, che ci appartengono.

Alla Lega necessita contrapporre una forza politica fuori dai partiti italiani e tradizionali, avere un pensiero politico che fa veicolare I movimenti sicilianisti nelle urne elettorali, un progetto strutturato col pensiero ideologico locale, con mezzi propri, con menti e braccia, che remano dalla parte del proprio territorio, valorizzando il nostro territorio, la nostra economia, il patrimonio culturale e turistico.

Un microparadiso del benessere, il cui valore culinario è imparagonabile a nessuno altro territorio. Ogni azione politica, deve essere frutto del lavoro e della volontà siciliana. Non permettiamo a nessuno, nemmeno a uno dei tanti movimenti o partiti siciliani o ritenuti sicilianisti o autonomisti a volerci imporre il solito metodo dell’offerta di sostegni e a coltivare campi elettorali, seminati a dovere, con virtuosismi slogan elettoralistici, di fagocitare ed utilizzare la nostra Isola come una Colonia dello Stato italiano. Tutti vogliono penetrare e prendere il comando politico al Sud e in Sicilia per mantenere la leadership della politica, che è sempre di più vincolata da liste blindate e dai partiti storici e con movimenti di opportunità trascinati da pochi leader populistici.

Lottiamo per l’uguaglianza territoriale, per il benessere sociale, economico e per il rafforzamento dell’Autonomia Siciliana, attraverso il ripristino dello Statuto Speciale, magari, ampliandone i poteri, in modo da rendere il Governo Siciliano, libero di assumere tutte le decisioni ed i provvedimenti che ci competono.

Prof. Pasquale Parrinello
per il movimento politico “Uguaglianza per la Sicilia”

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MarsalaLive