Morte di una donna di Marsala: prescrizione per cinque medici

Dopo avere subito, il 3 settembre 2012, un intervento chirurgico, Vita Maria Curatolo si era presentata nel reparto di Neurochirurgia degli ospedali riuniti di Palermo il 19 dello stesso mese...

La prescrizione ha ‘stoppato’ il processo che vedeva imputati al tribunale di Palermo cinque medici del reparto di Neurochirurgia degli Ospedali Riuniti Villa Sofia e Cervello di Palermo accusati di omicidio colposo in concorso. Secondo l’accusa, sarebbero stati responsabili, per “imprudenza, imperizia e negligenza”, della morte di una donna di Marsala, Maria Vita Curatolo, di 40 anni.

Rinviati a giudizio dal gup Antonella Consiglio, alla sbarra erano Salvatore Giovanni Barrale, di 66 anni, Stefano Arcadi, di 59, Marika Tutino, di 48, Tiziana Costanzo, di 46, e Silvana Tumbiolo, di 54.

Dopo avere subito, il 3 settembre 2012, un intervento chirurgico all’ospedale di Padova, Vita Maria Curatolo si era presentata nel reparto di Neurochirurgia degli ospedali riuniti di Palermo il 19 dello stesso mese “con infezione – si legge nelle carte dell’accusa – del sito chirurgico associato a idrocefalo post-chirurgico”. E i cinque medici, secondo l’accusa, “nelle diverse consulenze effettuate, contrariamente a quanto suggerito dalla letteratura medica di settore e nonostante le richieste di consulenza dei medici del reparto di Medicina Interna, nonché viste le condizioni della paziente… si limitavano a proporre la sola terapia antibiotica” ed un altro trattamento “con esclusione dell’adeguato, tempestivo e necessario trattamento chirurgico immediato dell’idrocefalo così cagionando o comunque contribuendo alla evoluzione in edema cerebrale diffuso con danno irreversibile della sostanza bianca fino al coma e al successivo decesso della paziente”.

L’intervento chirurgico venne effettuato nella notte tra il 12 e il 13 novembre 2012. Ma ormai era troppo tardi. La paziente morì sei giorni dopo. Il procedimento fu avviato a seguito della denuncia della madre di Maria Vita Curatolo, l’ex preside in pensione Michela Vinci, che nel processo si è costituita parte civile con l’assistenza dell’avvocato Maurizio D’Amico.

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MarsalaLive