“Chiediamo la chiusura domenicale e nei festivi di tutti i panifici”

CIFA Trapani ed “I Fornarini” ribadiscono forza necessità di chiusura domenicale e festiva dei panificatori. Continua l’interlocuzione con l’Assessore Turano. "La storia recente ha dimostrato..."

“Ribadiamo fermamente la nostra posizione chiedendo, come peraltro già ottenuto per il periodo compreso tra il 16 giugno e il 30 settembre attraverso il decreto assessoriale n.1396 (un’integrazione dell’art. 2 del vigente Decreto Assessoriale n.842 del 30 maggio 2018), la chiusura domenicale e nei festivi di tutti i panifici. Continua pertanto la nostra fattiva interlocuzione con l’Assessore Turano sempre disponibile all’ascolto delle diverse categorie produttive”.

Questo è quanto ha dichiarato Gaspare Ingargiola, Segretario per la Provincia di Trapani di C.I.F.A. intervenendo in merito alle recenti notizie circa un presunto accordo (nessun riscontro ufficiale) fra la Fippa (Federazione italiana panificatori, pasticceri e affini) e l’Assessore regionale alle Attività Produttive On. Girolamo Turano sulla modifica del Decreto Regionale del maggio 2018 prevedendo l’eliminazione dei divieti di panificazione la domenica (prima e terza settimana del mese) demandando ai Comuni il calendario delle chiusure dei panifici che dovrebbero avvenire solo per due domeniche a mese.

“La chiusura domenicale e nei festivi di tutti i panifici –ha sottolineato Francesco Alagna, Presidente dell’Associazione “I Fornarini” promossa, nell’ambito di AssoArtigianato, da C.I.F.A. Trapani – oltre ad essere supportata da riscontri di carattere economico (le mancate vendite nelle festività vengono abbondantemente ricompensate dai maggiori incassi registrati nel prefestivo e nella giornata immediatamente successiva) garantisce il sacrosanto diritto al riposo per i lavoratori, titolati e dipendenti, e la possibilità di trascorrere del tempo insieme alla famiglia. Del resto, la storia recente – ha concluso Alagna – ha dimostrato come l’apertura continua di tutte le attività commerciali non abbia portato ad un aumento nel numero di dipendenti occupati, ma solamente un maggiore loro sfruttamento e la riduzione dei loro diritti”.

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MarsalaLive