Coronavirus: in Sicilia 353 ricoverati e 24 in terapia intensiva, a Marsala tutti senza mascherina

La movida domenicale rispecchia quella di un anno fa, quando però non c'era ancora la presenza del Covid-19. I giovani che si ritrovano nei bar e nei pub del centro storico sono tutti senza mascherina...

Marsala – Si parla di nuove restrizioni in Sicilia, e in Italia soprattutto, e a Marsala ancora si fa finta di niente… E la movida domenicale (e del weekend) rispecchia quella di un anno fa, quando però non c’era ancora la presenza del Covid-19. Alla fine tanta prevenzione tutto sommato da parte di molti non c’è, i giovani che si ritrovano nei bar e nei pub del centro storico sono tutti senza mascherina, e questa foto che ci è arrivata in redazione lo dimostra. E non è la prima volta che vediamo, nelle ultime settimane, così tanti assembramenti di persone, senza la minima precauzione. Non c’è nessuno che indossi la mascherina! Assurdo. E purtroppo è una cosa che si verifica puntualmente.

Non ci serve dare finte notizie “per avere qualche click in più”

Coronavirus in Sicilia: 85 nuovi positivi, due donne morte. In ospedale 353 ricoverati, 24 in terapia intensiva

Sono 85 i nuovi positivi registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore. Salgono così a 3.247 gli attuali positivi e passano a 353 i ricoverati in ospedale. Di questi 24 si trovano in terapia intensiva, mentre diventano 324 i ricoveri in regime ordinario; 2.894 sono i pazienti in regime di isolamento domiciliare. I tamponi eseguiti sono stati, però, solo 3.498. Anche oggi si registrano nuove vittime, in questo caso sono due, che portano il totale a 319. Le vittime sono una donna di Trapani di 95 anni e una di Catania di 80 anni. I guariti nelle ultime ore sono 7. Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, 3 i nuovi positivi ad Agrigento, 3 a Caltanissetta, 32 a Catania, 1 a Enna, 33 a Palermo, 6 a Ragusa, 3 a Siracusa, 1 a Trapani.

Coronavirus in Italia: in calo contagi e vittime, meno tamponi. Verso obbligo mascherine all’aperto in tutta Italia. Speranza: “Vogliamo tenere scuole aperte”. A Latina boom di casi. La Asl: “Uscire solo se necessario”

Introdurre l’obbligo di mascherine all’aperto in tutta Italia. E’ l’orientamento del governo, che emerge dalla riunione serale a Palazzo Chigi del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione di maggioranza, il ministro Francesco Boccia e il sottosegretario Riccardo Fraccaro. L’orientamento sarebbe favorevole alla proposta del ministro della Salute Roberto Speranza, di introdurre l’obbligo per frenare la risalita dei contagi. Ma la decisione verrà presa, viene spiegato da fonti di governo, solo dopo il confronto con il Parlamento: Speranza riferirà martedì alle Camere e poi il governo adotterà il dpcm con le nuove misure.

Sono in lieve calo rispetto a sabato i casi di contagio per Covid 19 in Italia. In 24 ore sono stati registrati 2.578 nuovi casi (sabato erano stati 2.844). Ma è minore anche il numero di tamponi effettuati: 92.714, circa 26mila in meno rispetto al giorno prima. Il totale dei contagiati dall’inizio dell’emergenza sale a 325.329. In calo il numero delle vittime: 18 in un giorno, per un totale di 35.986 (ieri erano state 27). Il maggior numero di nuovi casi, che si rileva in tutte le regioni, si registra ancora in Campania (+412), seguita da Lombardia (+314) e Veneto (+261).

L’obbligo di indossare la mascherina all’aperto in tutta Italia “è una delle ipotesi che stiamo valutando. Ci sarà un passaggio parlamentare martedì e il governo farà le sue scelte solo dopo il passaggio parlamentare”, ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nella trasmissione ‘Mezz’ora in più’ di Rai 3. Anche se “non abbiamo i numeri di casi degli altri Paesi europei”, ha rilevato il ministro, “ora siamo in una fase di crescita significativa del contagio”. Per questo “vanno conservate e rafforzate le tre regole fondamentali e una di queste sicuramente riguarda le mascherine, il cui uso è fondamentale, veramente decisivo”.

“E’ già deciso che Juve-Napoli non si giocherà. Ma parliamo troppo di calcio, lo dico con rispetto anche nei confronti di un pezzo di economia del Paese: so che intorno al calcio ci sono interessi – ha detto ancora -e tante persone che vanno rispettate. Le cose importanti in questo momento però sono altre: è il lavoro degli ospedali e dei sanitari e l’attenzione alle nostre scuole, che sono un punto fondamentale di ripartenza del Paese. Un po’ meno calcio e un po’ più scuola, se possibile”.

I numeri relativamente ai casi finora segnalati nelle scuole “sono ancora assolutamente sostenibili”. “Siamo intorno al migliaio di scuole nelle quali si sono registrati dei casi, ci sono stati pronti interventi da parte dei dipartimenti territoriali e delle aziende sanitarie. Quello che stiamo provando a ricostruire è una nuova relazione organica e non episodica fra il Servizio sanitario nazionale e il sistema scolastico”.

“Vogliamo tenere le scuole aperte. Finora nelle scuole si sonoregistrati un migliaio di casi, ma è del tutto evidente che ce ne saranno molti altri nelle prossime settimane. Proveremo a essere il più veloci possibile” nell’intervenire. “Stiamo investendo risorse come non è mai avvenuto nella storia recente, nè soprattutto sulla sanità. Abbiamo messo più soldi in cinque mesi che negli ultimi cinque anni e tanti altri ne dobbiamo ancora investire”, ha aggiunto il ministro.

E si pensa anche a un contingentamento delle presenze alle feste private e in occasione di eventi e cerimonie. E’ una delle indicazioni del Cts -che in queste ore il governo potrebbe prendere in considerazione- in merito alle misure anti contagio previste dal prossimo Dpcm, che sarà varato mercoledì prossimo. A quanto si apprende la linea del Cts, per allontanare un aumento significativo del contagio e la necessità di un lockdown generale, sarebbe quella di una restrizione progressiva delle misure nella stagione autunnale: a cominciare da una stretta sulla movida agli orari anticipati di chiusure dei locali sino ad un aumento significativo dei controlli, oltre all’obbligo di mascherina all’aperto.

Intanto i nuovi positivi nelle ultime 24 ore nel territorio della Asl di Latina sono 73, distribuiti in 20 comuni diversi. Lo si apprende dalla direzione della Asl. “E’ un aumento preoccupante – commenta il direttore generale della Asl Giorgio Casati – In questo momento, fino a quando non ci sarà un quadro chiaro, invito a uscire solo in caso di necessità e a evitare le uscite superflue”. Dalla Asl spiegano che non c’è un “cluster specifico”.

“Senza la responsabilità e l’autodisciplina di ogni cittadino, i problemi sono destinati ad aggravarsi. Si metteranno in campo nelle prossime ore azioni mirate in relazione ai fenomeni di assembramenti pericolosi e in relazione anche ai problemi relativi all’apertura dell’anno scolastico. Si è concordato sulla necessità di mettere in campo forti azioni mirate per il rispetto delle ordinanze nazionali e regionali, e per il contrasto di comportamenti irresponsabili”. Lo dice il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che ha partecipato a Roma a un incontro di lavoro tra con il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e il Capo della Polizia Franco Gabrielli.

Un incontro di preparazione alla nuova fase della stagione autunnale e invernale, in previsione di un aumento della necessità di dispositivi di protezione individuale e di ‘possibili mancanze’, è stato fissato domani dal Comitato tecnico scientifico insieme ai dirigenti del ministero della Salute, che hanno convocato il Commissario per l’Emergenza, Domenico Arcuri. A quanto si apprende, lo scopo è di fare un punto della situazione Sull’approvvigionamento di materiali ospedalieri, in particolare sui dpi dei sanitari come le mascherine Ffp2 e Ffp3, in previsione dell’aumento della pressione sulle strutture ospedaliere vista l’evoluzione epidemiologica in Italia. Per scongiurare eventuali mancanze dei dispositivi sarà previsto un aumento degli approvvigionamenti.di mascherine.Ma al momento – viene fatto sapere – non ci sarebbero criticità.

“L’Italia – ha detto anche il premier Giuseppe Conte – che sta faticosamente uscendo dalla pandemia dovrà essere una comunità rigenerata: il nemico non è stato ancora sconfitto, siamo consci che non possiamo disperdere i sacrifici compiuti”.

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MarsalaLive