Dopo Marx, il calcio è l’oppio dei popoli

Il vero oppio dei popoli è il sesso che, se è unito all'amore, è sublime. E chi scrive per presenziare ad una partita di calcio è stato a Parigi, Monaco di Baviera, Amsterdam, Manchester. Nello stivale la città più a nord...

L’oppio dei popoli. Lo era per il sociologo, filosofo, economista, politologo, storico, giornalista e politico, il teutonico Karl Marx, fautore del comunismo, passando dal “socialismo scientifico”, criticando il “socialismo utopico”. Marx riteneva la religione lo stupefacente terreno che permetteva al genere umano di sopportare le ingiustizie del pianeta con la promessa di una vita ultraterrena “felice”.

La droga moderna fu inventata nel 1863 in Inghilterra con la nascita della football association, tutt’ora esistente, per noi italici il calcio, per noi marsalesi ‘u pallune’. A Lilibeo se non fu Woodhouse fu l’amministratore delegato Ingham, sir Clark ad esportatarla a Capo Boeo. La Siae nel 2018 riporta che il calcio nostrano ha avuto un volume d’affari di 2,347 miliardi di euro, oppio pesante.

La conferma dell’importanza del calcio la stiamo avendo nell’era del Coronavirus. Campionato italiano portato a termine, i diritti TV sono sacri, essendo forse blasfemi, l’Eucarestia. Lo stesso è accaduto per le competizioni europee, Champions ed Europa League. È ricominciato il Campionato di calcio 2020-2021 e si è inaugurata la pantomima del protocollo.

Napoli – Genoa si, con 12 positivi, Juve – Napoli no con due positivi. Misteri della fede calcistica. E gli uomini si accapigliano.

Cari colleghi maschietti il vero oppio dei popoli è il sesso che, se è unito all’amore, è sublime. E chi scrive per presenziare ad una partita di calcio è stato a Parigi, Monaco di Baviera, Amsterdam, Manchester. Nello stivale la città più a nord, Verona.

Ma il popolo calcistico è sovrano, e che oppio sia.

Vittorio Alfieri

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